Home NewsStrange New Worlds 4 torna alle origini: niente villain, solo personaggi

Strange New Worlds 4 torna alle origini: niente villain, solo personaggi

La quarta stagione abbandona i grandi archi narrativi e punta tutto sui personaggi, preparando il terreno per il passaggio di consegne definitivo tra Pike e Kirk.

by Mauro Terrone

La stagione 4 di Star Trek: Strange New Worlds cambia registro. Niente antagonista principale, niente filo rosso che attraversa tutti gli episodi come un conto alla rovescia verso uno scontro finale. Quello che arriva a luglio su Paramount Plus è qualcosa di deliberatamente diverso: dieci episodi costruiti come storie autonome, ognuna con una propria identità di genere e di tono.

I due showrunner Akiva Goldsman e Alex Kurtzman hanno definito questa stagione come la versione più pura di ciò che Strange New Worlds ha sempre voluto essere. Nelle stagioni precedenti, un antagonista ricorrente aveva scandito il ritmo complessivo della narrazione: i Gorn nelle prime due stagioni, i Vezda nella terza. Adesso quella struttura viene accantonata in favore di qualcosa di più vicino alla tradizione classica di Star Trek, dove ogni episodio poteva stare in piedi da solo e portare avanti i personaggi senza bisogno di un arco sovrapposto.

Il focus narrativo si sposta su figure che nelle stagioni precedenti hanno avuto meno spazio. Erica Ortegas, interpretata da Melissa Navia, e La’An Noonien-Singh, portata in scena da Christina Chong, due personaggi che non comparivano nell’Enterprise di Kirk nella serie originale, riceveranno attenzione particolare proprio perché questa è, di fatto, la loro ultima stagione a bordo. È una scelta narrativamente onesta: prima che la storia li lasci fuori campo, la serie vuole restituire loro un peso drammatico.

Il passaggio di consegne tra il Capitano Christopher Pike, interpretato da Anson Mount, e il futuro Capitano James T. Kirk di Paul Wesley è il vero orizzonte verso cui si muovono queste due ultime stagioni. Ma Goldsman e Kurtzman tengono a precisare che la quarta e la quinta stagione non vanno lette come un’unica storia spezzata in due blocchi. Sono racconti distinti, con caratteri diversi: la quarta più libera e frammentata, la quinta composta da sei episodi finali con una direzione più unitaria e intensa.

Il legame tra Spock e Kirk, avviato con il mindmeld che ha chiuso la terza stagione, avrà conseguenze profonde per entrambi i personaggi. Kurtzman ha sottolineato come l’interesse non stia nel mostrare ciò che i fan già conoscono dalla serie originale, ma nel costruire il percorso che ci ha portati fin lì: le sorprese, le incomprensioni, le cose che ancora non si sono detti. È una delle relazioni più iconiche della fantascienza televisiva, e Strange New Worlds ha ancora qualcosa da aggiungere prima di consegnarla alla storia.

Tra gli episodi che già si preannunciano come i più discussi, uno coinvolge un incidente al teletrasporto che trasforma Pike in un pupazzo realizzato dalla Jim Henson’s Creature Shop. L’episodio è diretto da Jordan Canning e, stando a quanto dichiarato dai produttori, ha rappresentato la sfida tecnica più complessa mai affrontata dalla produzione: più dell’episodio animato, più del musical, più di qualsiasi puntata ad alto contenuto di effetti visivi. Il risultato, secondo chi l’ha realizzato, è stato anche il più soddisfacente, grazie all’entusiasmo contagioso dei puppeteer della Creature Shop, molti dei quali si sono rivelati fan storici di Star Trek.

La serie si avvicina alla conclusione con la consapevolezza di chi sa di avere ancora qualcosa da dire. Goldsman ha ammesso che i rimpianti non mancano: tra i più sentiti, non essere riusciti a portare William Shatner in una storia alternativa ambientata nella Grande Depressione, sviluppando un’idea su cui il team aveva lavorato per anni senza trovare il modo di realizzarla.

Strange New Worlds 4 debutta su Paramount Plus il 23 luglio, con nuovi episodi ogni giovedì fino al 24 settembre.

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