Una casa napoletana in cui non si abita più, un balcone affacciato sul vuoto e sulle voci della strada, e due persone agli estremi opposti della vita: un vecchio illustratore e un bambino di cinque anni. Da questo spazio ristretto Mario Martone ha ricavato Scherzetto, il film che presenta Fuori Concorso alla Mostra di Venezia il 10 settembre, con Toni Servillo protagonista. Le prime immagini, diffuse in questi giorni da 01 Distribution, lasciano intravedere il registro del racconto: comico e feroce insieme, come il romanzo di Domenico Starnone da cui tutto parte.
Un nonno, un nipote e tre giorni chiusi in casa
Daniele Mallarico ha superato i settant’anni. Illustratore noto, ormai vedovo, vive da solo a Milano quando la figlia Betta gli chiede di tornare nella casa di famiglia a Napoli per badare al nipote Mario mentre lei e il marito Saverio sono fuori per un convegno. Mario ha cinque anni, parla come un libro stampato, sa tutto, spiega tutto, e i genitori ne vanno orgogliosissimi. Tra quattro mura e un balcone si consuma un duello vero, che mette Daniele davanti ai propri fantasmi.
La cosa più interessante è che Martone e Starnone non raccontano la solita riconciliazione tenera tra generazioni lontane. Il bambino sa essere irritante, competitivo, invadente; il nonno sa reagire con durezza. La parentela non produce automaticamente armonia, e a volte è proprio dentro i legami familiari che il confronto diventa più aspro, perché l’altro è qualcosa che ci appartiene e insieme ci sfugge.

Le prime immagini e l’appuntamento del 10 settembre
Il film arriva al Lido nella nuova sezione Venice Open, Fuori Concorso, con proiezione in Sala Grande il 10 settembre. Nell’attesa, 01 Distribution ha diffuso la prima clip ufficiale con Toni Servillo, un primo assaggio del tono che accompagnerà l’anteprima. La durata dichiarata è di 105 minuti.
Dal romanzo di Starnone: un libro piccolo e feroce
Scherzetto è uscito nel 2016 per Einaudi. Ha vinto il Premio Isola d’Elba ed è arrivato finalista al National Book Award 2018, nella sezione dedicata alla letteratura tradotta, grazie alla versione inglese di Jhumpa Lahiri intitolata Trick. Non un dettaglio da poco: Domenico Starnone, Premio Strega 2001 con Via Gemito, è considerato all’estero uno dei maggiori narratori italiani viventi, e questo romanzo breve è tra i suoi più amati fuori dai confini.
Il libro mette a confronto due generazioni e le fa collidere in un unico ambiente. Sotto la superficie comica lavora un tema più cupo: il bisogno adulto di sentirsi grandi per paura di scoprire la propria piccolezza. È il terreno perfetto per un regista che di Napoli e dei suoi fantasmi ha fatto materia ricorrente del proprio cinema.
I libri di Starnone che il cinema aveva già scelto
Martone si inserisce in una tradizione consolidata. Dai romanzi e dai racconti di Starnone sono nati film di peso: Lacci di Daniele Luchetti, La scuola sempre di Luchetti, Auguri professore di Riccardo Milani, Denti di Gabriele Salvatores. Scherzetto aggiunge a questa filiera un adattamento affidato a uno degli autori più riconoscibili del cinema italiano, e a un interprete che con i ruoli di sottrazione ha costruito buona parte della propria statura.

Venezia 83: Martone nella nuova sezione Venice Open
Il collocamento Fuori Concorso ha fatto discutere. Scherzetto condivide la sezione Venice Open con Nessun dolore di Gianni Amelio, e lo stesso direttore Alberto Barbera ha ammesso che qualcuno si sorprenderà di trovare nomi così pesanti lontani dalla competizione, ringraziando i due autori per aver accettato di portare il loro ultimo lavoro fuori dalla gara. Per Martone è un ritorno immediato al Lido dopo Fuori, presentato in concorso l’anno scorso. E c’è un filo che lega questa edizione: Napoli come vera protagonista, presente anche nel concorso con Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.
Il gruppo al lavoro
Accanto a Toni Servillo recitano Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro, con l’amichevole partecipazione di Giovanni Ludeno. La sceneggiatura è di Mario Martone e Ippolita di Majo, tratta dal romanzo di Starnone. Alla fotografia Paolo Carnera, al montaggio Jacopo Quadri, alla scenografia Carmine Guarino, alle musiche Valerio Vigliar, ai costumi Daniela Ciancio. Il film è una produzione Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura. Le vendite internazionali sono di Rai Cinema International Distribution, la distribuzione italiana di 01 Distribution.
A chiudere resta la confessione di Martone, che di questo materiale ha fatto qualcosa di personale: lavorando al film, ha raccontato, si sono affacciati anche i suoi fantasmi, difficili da tenere a bada, e ha cominciato a inseguirli con la macchina da presa. Poi, a lavoro finito, tutto sembra leggero. Sembra.












