Home Film‘L’Odissea’ di Nolan raccontata da un semplice cinefilo

‘L’Odissea’ di Nolan raccontata da un semplice cinefilo

Non serve la tessera da critico per dire qualcosa di sensato su un film: ospitiamo l'analisi di Odissea di Giampaolo Burichetti, un cinefilo.

by Redazione

Il dibattito sul cinema, soprattutto online, viene spesso liquidato come rumore: commenti frettolosi, stroncature lanciate senza uno straccio di argomento, giudizi che demoliscono un film senza spiegare il perché. Eppure non è sempre così. Tra le tante voci che parlano di cinema ci sono anche spettatori appassionati capaci di analisi meditate, personali e ben motivate, che meritano di essere lette e condivise. È il caso del testo che segue.

Lo firma Giampaolo Burichetti. La sua lettura di Odissea, l’ultimo film di Christopher Nolan, ci è piaciuta al punto da chiedergli il permesso di pubblicarla qui, e lui ce l’ha concesso. Non è la recensione di un critico di professione, è lo sguardo di un cinefilo, di uno spettatore che il cinema lo ama e lo conosce, e che davanti a un film così ambizioso ha sentito il bisogno di ragionarci sopra invece di fermarsi a un pollice alzato o abbassato. Quella che leggerete è la sua analisi, nelle sue parole. Noi ci siamo limitati a chiederla e a darle spazio, convinti che valesse la pena:

And Action !!!

Parliamo di Odissea, di Christopher Nolan. Penso che si potrebbe parlare a lungo di questo film, quindi, per quanto mi riguarda, ho deciso di focalizzarmi su tre punti principali.

1) Dal punto di vista tecnico, questo film è ineccepibile.

Regia, fotografia, montaggio ( analogico, vecchio stile, eseguito incollando manualmente i fotogrammi della pellicola ), musiche, sonoro, cast, capacità attoriali, scenografie, ed effetti speciali, sono ai massimi livelli. Personalmente credo che, da punto di vista prettamente cinematografico, questo film diventerà in futuro, un punto fisso, uno di quei “film/manuale” che verranno mostrati agli studenti, nelle scuole di cinema.

Certo, in base ai gusti soggettivi ( e di persone molto, molto, esperte ed esigenti ) si potrebbe obbiettare su alcune scelte tecniche, dal montaggio alla fotografia, passando per la regia, ma tutto quello che vediamo avviene per un preciso scopo : il gusto personale del regista.

Incredibili le capacità attoriali.

Oltre a Matt Damon, Anne Hataway, Tom Holland, Zendaya, Charlize Theron e Robert Pattinson, impossibile non nominare Elliot Page e John Leguizamo, che personalmente ho adorato. Il compositore Ludwig Göransson ( Tenet, Oppenheimer, Creed, Sinners, The Mandalorian ), con la colonna sonora fa un lavoro incredibile, creando qualcosa di originale, strumentale e solenne. Nomination a parte, penso che il film abbia in canna almeno quattro premi Oscar.

2) Non ho alcun dubbio : i detrattori di Nolan, dopo la visione di questo film, avranno per demolirlo, più spunti di quanti avrebbero mai desiderato trovarne.

Questo perché Odissea di Christopher Nolan non è soltanto un film al 100% di Christopher Nolan, forse è il film di Nolan “ più di Nolan “ mai girato fino ad oggi. Non solo perchè è stato girato interamente in IMAX, non solo perchè in questa pellicola ci sono tutti gli elementi classici del suo cinema, dall’utilizzo di colori freddi, agli effetti pratici, dal montaggio alternato, alla gestione in simultanea di più linee temporali, ma perchè questo film ha chiari riferimenti a tutta la filmografia di Christopher Nolan.

Sembra incredibile, non farò nessuno spoiler, ma in Odissea, ci sono riferimenti a Memento, ad Inception, a The Pestige, a Dunkirk, a Tenet, a Interstellar, a Oppenheimer e addirittura Batman, non solo nel look di Agamennone, ma soprattutto nel finale, quando, dopo la visione nel film, troverete uniti Batman, Robin, e pure Alfred. Allo stesso modo, per chi ama il cinema di Nolan, questo film sarà un piacere per gli occhi e per la mente.

3) Il mediocre copia, il genio ruba.

Prendere un’opera o, un’idea, e ripeterla in modo identico o banale, potrebbe essere una strada, ma spesso, oltre a risultare un lavoro meccanico più da mestierante che da regista, non aggiunge niente di originale a quanto già noto. Assimilare invece l’influenza di un maestro, come fa Nolan con Omero, farla sua nel profondo, metabolizzarla e restituirla trasformata e inserita in un contesto totalmente inedito, è quello che fa un autore.

Nolan ha scelto un registro realistico per raccontare l’Odissea e la storia che ci restituisce non è quella di un mondo mitologico popolato da Dei e creature fantastiche, ma una sorta di contemporaneità, un ponte tra noi e un mondo esistito quasi tremila anni fa. Gli eventi dell’Odissea, potrebbero essere eventi legati alla nostra contemporaneità e penso che sia una delle chiavi di lettura che Nolan ci ha voluto lasciare.

Odissea di Nolan si apre con la frase “ In un tempo di apparente magia “.

Non ci sono Dei che banchettano, ma entità evocate come regolatrici del destino dell’uomo, esattamente come oggi. Le stesse creature, da Polifemo a Scilla e Cariddi, oltre che estremamente realistiche, sembrano, guardiani, testimoni di un epoca precedente a quella umana.

In questo scenario, pur parlando di un opera nota, e di vicende che conosciamo e che abbiamo letto fin da ragazzi, Nolan riesce ad inserire due colpi di scena : Atena e i Popoli del Mare. Anche se, per ciò che mi riguarda, il colpo di scena concettuale e più autoriale è proprio quello legato ad Ulisse.

Nella sua interpretazione dell’Odissea, nel terzo e ultimo atto, il più bello a mio giudizio, Nolan lega l’Odissea ad Oppenheimer, rivelando il dubbio più atroce nel cammino dell’eroe, la domanda che lega indissolubilmente Ulisse, l’uomo dal multiforme ingegno, allo spettatore, la sua impresa personale a quelle di ciascuno di noi : infrangere le regole, cedere all’inganno pur di ottenere quello che vogliamo, di raggiungere i nostri obbiettivi e celebrare una personale vittoria, alla fine, è giusto ?

O il rischio è quello di voltarsi indietro, ripensando a tutto il nostro percorso, chiedendoci se ne è valsa veramente la pena ? Nolan prende un opera di tremila anni e la rende incredibilmente attuale. Ci mostra come l’ingegno umano, il nostro principale punto di forza, può essere allo stesso tempo l’elemento capace di portarci alla distruzione. Ci mostra quanto le nostre ossessioni e le nostre crociate, ci allontanino dai nostri affetti e dai nostri cari.

Ci mostra che alla fine, Ulisse, siamo noi.

Giampaolo Burichetti

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