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VisionQuest, la recensione in anteprima: un grande ritorno per il MCU

VisionQuest è la 16ª serie TV in live action facente parte del MCU e il 59° prodotto di questo stesso universo condiviso.

by Roby Rani



Tenuto conto di questi dati mi sento di dover fare una piccola premessa iniziale doverosa, specialmente in un periodo come questo, in cui spesso si cerca una miccia che non esiste con la speranza di far esplodere una bomba che non c’è.

Le mie impressioni e osservazioni nascono sempre con la speranza di considerare il prodotto di cui parlo da un punto di vista più ampio del semplice entusiasmo o scetticismo personale: in questo caso specifico parliamo di cinema di intrattenimento incentrato su supereroi, magia e fantascienza, con opere liberamente tratte dai fumetti. Il tutto facente parte di un grande universo condiviso nato nell’ormai lontao 2008. Inoltre, sono perfettamente conscio del fatto che si tratta di prodotti commerciali il cui obiettivo primario è incassare. La mia speranza come fruitore e appassionato recensore è sempre quella di ritrovare un giusto equilibrio tra la passione per la storia pop culturale legata a questi franchise e la necessaria ricerca di monetizzazione degli stessi.

Ma passiamo all’oggetto della mia analisi.

VisionQuest è la conferma di quanto sia fondamentale (per quanto banale possa sembrare) raccontare prima di tutto i personaggi. Più li approfondisci, più lo spettatore empatizzerà con loro, lasciandosi catapultare negli eventi (più o meno fantastici) a cui assisterà. La nuova serie Marvel Studios fa esattamente questo, senza mai dimenticare il contesto narrativo e senza limitarsi nel donarci materiale con cui divertirci, fantasticare ed emozionarci.

Questa serie è realmente piena di… “quest”: l’inserimento di questa parola nel titolo ha perfettamente senso. Sembra di assistere a un GDR ambientato sì nel Marvel Cinematic Universe, ma anche tra i circuiti di un ecosistema informatico avanzatissimo, in una realtà dove fantascienza e magia si fondono creando un intreccio di domande e risposte del tutto inaspettato.

La sensazione di pienezza e soddisfazione provata durante la visione è una conquista non da poco. Mi porta a pensare che, anche alla luce degli ultimi prodotti targati Marvel Studios (Thunderbolts*, The Fantastic Four: First Steps, Wonder Man, Ironheart, Daredevil: Born Again, Spider-Man: Brand New Day e ora VisionQuest), si stia finalmente imboccando la strada giusta tra equilibrio, fedeltà al core fumettistico ed esigenze di mercato.

Courtesy Disney+

È giusto evidenziare anche una peculiarità della serie che a molti potrebbe non piacere: i fatidici “spiegoni”. Premetto che sono del #teamspiegoni, soprattutto quando parliamo del capitolo conclusivo di una trilogia televisiva composta da WandaVision, Agatha All Along e, appunto, VisionQuest; tre prodotti che definire semplici o di immediata comprensione risulta eccessivo.

Tutto acquista un senso logico nel momento in cui questi spiegoni vengono affidati ai protagonisti, che sono per la maggior parte le intelligenze artificiali che abbiamo imparato a conoscere dagli esordi del MCU a oggi. Essendo costrutti senzienti ma pur sempre informatici, il loro modo di “spiegare” e “analizzare” risulta coerente con la loro natura narrativa, un aspetto che non mi sento proprio di criticare — anzi.

VisionQuest si pone anche come sequel diretto (ma anche prequel, volendo) di WandaVision, Agatha All Along, Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Avengers: Age of Ultron e, perché no, anche del primo Iron Man, quello da cui è nato l’intero MCU. È anche per questo che risulta essere uno dei prodotti più amalgamati e interconnessi dell’universo Marvel, colmando una lacuna che negli ultimi anni si era avvertita fin troppo spesso.

Courtesy Disney+

Spendo due parole su Ultron (senza fare spoiler): James Spader offre una prova straordinaria, capace di rubare la scena in qualunque situazione e di riportare il personaggio nell’Olimpo delle figure iconiche di Marvel Comics prima e del MCU poi, dove forse non aveva mai trovato il giusto “trono” tra i super-villain.

Visione, protagonista assoluto, è interpretato da un Paul Bettany perfettamente in parte, che si prende finalmente tutta l’attenzione che merita. In un paio di momenti ho avuto un picco di emozione nel vederlo all’opera. Il suo sintezoide, decisamente sfaccettato e complesso, si trova ad affrontare una serie di conflitti esistenziali legati alle emozioni e alla ricerca della propria identità; il tutto mentre le svariate sottotrame e i molteplici personaggi ci guidano all’interno di una narrazione irresistibile. A livello attoriale non deve essere stato semplice restituire questo tipo di complessità: Bettany si conferma un casting perfetto per il personaggio e questa serie ne è la dimostrazione definitiva.

L’ho iniziata e terminata nel giro di un paio di sessioni (se avessi avuto tempo me la sarei vista tutta d’un fiato), completamente catturato dalla visione. Più ci ripenso, più fatico a incasellarla in un format preciso: ha una trama orizzontale definita, ma per certi versi risulta quasi antologica, sorretta da una quantità di sottotrame e origin story raramente vista in altre produzioni seriali.

In conclusione, VisionQuest si è rivelata una grandissima sorpresa: mi ha fatto ridere, commuovere (più di quanto mi aspettassi) ed esaltare in un paio di passaggi che ritengo entreranno di diritto tra i più iconici dell’intero MCU. Certo, qualche elemento meno riuscito c’è, non lo nascondo, ma la bilancia pende così tanto a favore dei punti di forza che ritengo sia inutile e ininfluente discuterne.

Courtesy Disney+
SERIE TV
★★★★★ 4.5/5

Scheda tecnica

  • Genere: fantasy, sci-fi, cinecomic
  • Nazione: USA
  • Uscita: 14/10/2026
  • Stagioni: 1  ·  Puntate: 8
  • Durata: 428 min
  • Piattaforma / Distribuzione: Disney+
  • Produzione / Network: Marvel Studios
  • Regia: Christopher J. Byrne, Gandja Monteiro, Vincenzo Natali, Terry Matalas
  • Sceneggiatura: Terry Matalas, Cindy Appel, Michael Taylor, Christopher Monfette, Nicole Falsett, Matthew Okumura,
  • Basato su: Marvel Comics
  • Fotografia: Christopher Ross, Neville Kidd, Ben Smithard, Kate Reid
  • Montaggio: Drew Nichols, Amelia Allwarden, Jamie Gross, Christopher Gay, McKenna Cook
  • Musiche: Mick Giacchino

Cast principale

  • Paul Bettany – Visione
  • James Spader – Ultron
  • Ruaridh Mollica – Thomas Shepherd / Tommy Maximoff
  • Todd Stashwick – Paladino
  • T’Nia Miller – Jocasta

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