L’Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan tratto dal poema omerico, arriva nelle sale con un’aggiunta che nessuno aspettava con questa intensità: una sequenza horror a tutti gli effetti, incastonata nel cuore del racconto di Odisseo.
Il film, interpretato da Matt Damon nei panni del re di Itaca, con Tom Holland nel ruolo di Telemaco, Anne Hathaway in quello di Penelope e Zendaya in quello della dea Atena, ha debuttato al mondo con la prima di Londra il 6 luglio 2026, ancora prima della distribuzione nelle sale britanniche e statunitensi da parte di Universal Pictures il 17 luglio (in Italia il 16). Nell’insieme figurano anche Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal e Benny Safdie.
A far discutere, nelle prime reazioni raccolte dopo le proiezioni stampa, è soprattutto un passaggio preciso: quello dell’incontro tra Odisseo, i suoi uomini e il Ciclope Polifemo. Secondo quanto riportato da Aaron Couch di The Hollywood Reporter, si tratterebbe della prima “fleshed out horror sequence” della carriera di Nolan. Un dettaglio che, sommato al fatto che nessun altro adattamento cinematografico o televisivo dell’Odissea abbia mai spinto così a fondo sull’elemento horror, ha portato diversi osservatori a parlare di un vero cambio di registro all’interno della filmografia del regista.

La scena arriva quando Odisseo e i suoi soldati restano intrappolati nella caverna del gigante monocolo. È stata girata utilizzando un contraption meccanico alto 60 piedi, oltre a un’illuminazione bassa e riprese ravvicinate in movimento, per creare un senso accentuato di paura, suspense e terrore mortale. Per dare vita a Polifemo, la produzione ha scelto di puntare su una combinazione di tecniche pratiche: animatronica e puppetry, il tutto supervisionato da Bill Irwin, l’attore già noto ai fan di Nolan per aver dato voce e movimento al robot TARS in Interstellar.
Lo stesso regista ha spiegato l’approccio alla rivista Empire, chiarendo di aver voluto immaginare come sarebbe stata quella situazione nella vita reale, senza affrontarla da un punto di vista da fiaba o da cartone animato, ma cercando di essere davvero lì con Odisseo e i suoi uomini, perché si tratta di una situazione orribile.
A rendere ancora più concreta la sequenza ha contribuito la scelta della location: la scena è stata girata dentro la Grotta di Nestore in Messenia, Grecia, un ambiente che ha portato con sé difficoltà non previste. Damon stesso ha raccontato che all’imbocco della grotta si sentiva un ronzio, dovuto a migliaia di api proprio all’ingresso, tanto da dover attraversare una sorta di tenda di api per entrare, mentre all’interno l’odore era piuttosto forte a causa delle quaranta pecore presenti sul set. Nolan ha aggiunto che le condizioni sono diventate progressivamente più opprimenti, e che girare in una grotta vera, una volta chiusa la roccia all’ingresso e caduta l’oscurità, restituisce una sensazione impossibile da ricreare su un set costruito.

Vale la pena ricordare che il regista non ha inventato nulla dal nulla: nel testo originale di Omero la scena del Ciclope è già di per sé piuttosto spaventosa, semplicemente nessun adattamento sullo schermo aveva mai scelto di enfatizzare questo aspetto fino ad ora. Proprio per questo, tra gli appassionati del poema e i primi commentatori, non manca chi fa notare come parlare di un vero cambio di genere sia forse eccessivo: restare fedeli a un passaggio già di per sé cupo nel testo originale non equivarrebbe, secondo questa lettura, a un’operazione del tutto inedita, quanto piuttosto a una scelta di messa in scena particolarmente audace.
Resta il fatto che, al netto delle interpretazioni, la sequenza rappresenta un tassello importante nell’equilibrio complessivo del film: l’horror concreto che Nolan cerca di evocare riflette lo stile intimo e umano con cui L’Odissea racconta la sua storia, con un’attenzione particolare all’empatia che bilancia la scala imponente della produzione.
Con L’Odissea nelle sale dal 17 luglio, distribuito in esclusiva IMAX e girato interamente con pellicola 70mm, la sequenza del Ciclope si candida a diventare uno dei momenti più discussi e ricordati dell’intera carriera di Christopher Nolan.












