Home Curiosità‘House of the Dragon 3’ si allontana già dal romanzo ‘Fuoco e Sangue’

‘House of the Dragon 3’ si allontana già dal romanzo ‘Fuoco e Sangue’

Il primo episodio della terza stagione porta finalmente in scena la Battaglia del Gullet, ma i lettori di Fuoco e Sangue noteranno subito due scelte narrative che cambiano il peso emotivo degli eventi.

by Valeria Bernardo

ATTENZIONE, SPOILER

La Battaglia del Gullet era attesa da anni. House of the Dragon mantiene finalmente la promessa fatta ai lettori di Fire & Blood e porta sullo schermo uno degli eventi più devastanti della Danza dei Draghi. Il primo episodio della terza stagione non perde tempo: nel giro di poche ore, il sogno di Rhaenyra di conquistare il Trono di Spade quasi senza spargimenti di sangue si trasforma nell’ennesima tragedia destinata a segnare irreversibilmente la guerra civile dei Targaryen.

Per chi conosce il romanzo di George R.R. Martin, però, la spettacolarità della sequenza si accompagna a qualcosa di più sottile: la consapevolezza che alcune delle scelte narrative più importanti siano state riscritte in modo sostanziale. Due in particolare spiccano su tutte, e riguardano la morte di Jacaerys Velaryon e la gestione del personaggio di Nettles.


La morte di Jace: stesso esito, dinamica ribaltata

Proprio come nella serie, nel libro Jacaerys muore nella Battaglia del Gullet, ed è una delle vittime chiave dei Targaryen con un impatto significativo sulla Danza dei Draghi. Il punto di arrivo è identico. Il percorso che ci porta fino a lì, invece, è profondamente diverso.

In Fuoco e Sangue, Jacaerys ha organizzato la partenza dei fratellastri più piccoli, Aegon il Giovane e Viserys, mandati verso Pentos sulla nave Gay Abandon. È proprio quella nave a essere intercettata, aprendo una parte importante della battaglia che nella serie non è stata mantenuta nello stesso modo. Nel romanzo, quindi, la morte di Jace è il risultato di un sacrificio diretto: il principe si lancia in difesa dei suoi fratelli minori, con una carica eroica e consapevole. I giovani Aegon il Giovane e Viserys si trovano coinvolti nello scontro, ed è proprio nel tentativo di proteggerli che Jace trova la morte, trasformandosi in un autentico eroe tragico.

Nel libro, Jace combatte su Vermax insieme ad altri cavalieri di draghi: la battaglia coinvolge Addam di Hull su Seasmoke, Hugh Hammer su Vermithor, Ulf White su Silverwing e Nettles su Sheepstealer. Il fronte dei Neri schiera quindi più draghi contemporaneamente contro la Triarchia.

Nella serie, invece, la struttura dello scontro cambia radicalmente. A difesa dei Velaryon intervengono Jace su Vermax, Baela su Danzatore di Luna e Rhaena su Ladro di Pecore, che è riuscita a domare ma che, impreparato alla battaglia, finisce per bruciare navi di entrambe le fazioni e per sabotare la difesa degli altri due draghi. Quando Jace si accorge che il misterioso cavaliere del drago che sta seminando il caos è in realtà Rhaena, rinuncia al colpo decisivo per salvarla. Quell’attimo di esitazione lo rende vulnerabile: Vermax viene trascinato verso il mare e il principe, dopo essersi liberato dal drago, viene trafitto dalle frecce nemiche.

Le critiche dei fan non riguardano soltanto la presenza di Rhaena, ma anche la caratterizzazione dello stesso Jacaerys, che secondo molti perde il suo sacrificio eroico per diventare vittima di una concatenazione di errori. Non è un giudizio definitivo: la serie costruisce comunque una scena intensa e dolorosa. Ma il cambio di registro narrativo esiste, ed è difficile ignorarlo.


Rhaena al posto di Nettles: una scelta che ridefinisce la posta in gioco

La seconda grande differenza riguarda un’assenza. In Fuoco e Sangue, è Nettles a conquistare Sheepstealer, dando vita a una dinamica destinata a incrinare il rapporto tra Daemon e Rhaenyra. Nella serie, almeno per ora, il personaggio non compare. HBO ha invece deciso di trasferire questo ruolo alla figlia di Daemon, aprendo scenari completamente nuovi.

Non si tratta di una modifica secondaria. Nel romanzo, Nettles è una figura costruita attorno a un’idea precisa: quella di una giovane di umili origini che riesce a conquistare un drago selvaggio senza apparentemente avere sangue valyriano nelle vene. Nel libro, Nettles mette in crisi il privilegio dinastico: non è una principessa, non ha un posto sicuro nelle genealogie di corte, eppure riesce a cavalcare un drago. Nella serie, il discorso resta più interno alla famiglia Targaryen. È una scelta più compatta sul piano televisivo, ma meno radicale sul piano tematico.

Sheepstealer diventa quindi il modo con cui la serie dà a Rhaena un ruolo più attivo. Il prezzo, però, è la perdita di Nettles, figura molto diversa per origine sociale, funzione politica e rapporto con l’idea stessa di sangue valyriano.


Cosa cambia per il futuro della serie

House of the Dragon ha mantenuto il destino di Jacaerys, ma ha cambiato la funzione della sua morte. In Fuoco e Sangue il Gullet conferma il costo enorme della strategia militare dei Neri e apre conseguenze dinastiche legate anche ai fratelli più piccoli. Nella serie, la morte di Jace diventa il primo grande segnale della terza stagione: la guerra dei draghi non può essere controllata nemmeno da chi pensa di averne bisogno per vincere.

Sul versante di Rhaena, la domanda che aleggia sulla stagione è altrettanto precisa. Avere un drago selvaggio e inesperto ha già avuto conseguenze devastanti al debutto. Diversi fan ritengono che questa scelta finirà inevitabilmente per alterare il futuro della coppia protagonista, ovvero Daemon e Rhaenyra, il cui rapporto nel libro viene incrinato anche attraverso la presenza di Nettles.

Nonostante le polemiche, c’è anche chi invita alla prudenza: alcuni spettatori ritengono che gli sceneggiatori stiano semplicemente preparando sviluppi futuri più incisivi e che sia troppo presto per giudicare l’impatto complessivo dei cambiamenti. La stagione è appena iniziata, e House of the Dragon ha dimostrato più volte di saper trovare la propria strada anche quando si allontana dal materiale originale. L’episodio non si limita a inaugurare la terza stagione: cambia il passo della narrazione e chiarisce che da qui in avanti nessun personaggio potrà più rifugiarsi nell’ambiguità delle intenzioni.

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