Home CuriositàLe 5 migliori serie TV di Pedro Pascal, classificate dalla peggiore alla migliore

Le 5 migliori serie TV di Pedro Pascal, classificate dalla peggiore alla migliore

Dalla gavetta di "Graceland" al trionfo di "Narcos": il percorso televisivo di uno degli attori più amati degli ultimi anni.

by Grazia Caporale

Pedro Pascal ha impiegato quindici anni per diventare una star. Non è una metafora: è la durata reale di una gavetta fatta di piccole parti in serie minori, assegni residuali di “Buffy the Vampire Slayer” usati per pagare l’affitto, e una disponibilità a ridefinire continuamente cosa significasse fare l’attore. Quando il successo è arrivato, è arrivato dalla televisione, non dal cinema. Ed è lì che la sua carriera va letta e capita.

Quello che segue è una classifica delle cinque migliori serie TV in cui Pascal ha recitato, ordinate non solo per qualità complessiva dello show, ma per il peso reale che l’attore ha avuto in ciascuna di esse.


  1. Graceland

È il punto di partenza naturale, anche se molti fan di Pascal non lo conoscono. “Graceland” è un dramma d’azione della rete USA andato in onda dal 2013 al 2015, per tre stagioni, ambientato nel mondo delle operazioni sotto copertura in California. Pascal vi compare nella prima stagione nei panni dell’agente FBI Juan Badillo: un ruolo ricorrente, non centrale, ma già capace di mostrare la sua capacità di portare profondità a personaggi che sulla carta potrebbero essere piatti.

La serie è più solida di quanto la premessa suggerisca, con una scrittura attenta ai meccanismi del crime drama e un cast ensemble che funziona. Ma “Graceland” non ha mai sfondato nell’immaginario collettivo, e Pascal rimane una presenza laterale. Il valore di questa produzione, oggi, è quasi esclusivamente storico: è uno degli ultimi documenti di un attore di talento ancora in attesa del momento giusto, a un anno esatto dalla svolta.


  1. The Mandalorian

Quando “The Mandalorian” è uscito su Disney+, a fine 2019, ha ridato vita a un franchise che sembrava aver smarrito la direzione. L’estetica da western fantascientifico, l’andatura lenta e misurata, Baby Yoda: tutto ha funzionato, e il pubblico ha risposto con un entusiasmo che mancava alla saga da anni. Pascal era il fulcro di quello slancio iniziale.

Il problema è che quella formula si è logorata nel tempo. La terza stagione ha deluso aspettative consolidate, e la reputazione complessiva del progetto ne ha risentito. C’è però un altro aspetto da considerare: Pascal non è fisicamente presente nella tuta del Mandaloriano per buona parte delle riprese. Lo stesso attore ha dichiarato apertamente che la sua presenza sul set è diminuita significativamente nel corso della serie, con stunt performer che lo hanno sostituito nell’armatura mentre lui si limitava alla voce. Quei rari momenti a viso scoperto, però, concentrano una carica emotiva che vale l’intera visione.


  1. Game of Thrones

Oberyn Martell è comparso in sette episodi. Sette. Eppure è uno dei personaggi più ricordati di una serie che ha attraversato otto stagioni e un cast sterminato. Questo dice tutto su ciò che Pedro Pascal ha saputo fare con quel ruolo nella quarta stagione, nel 2014: presentarsi su uno show già dominante, dentro una stagione che molti considerano il picco assoluto della serie, e lasciare un segno impossibile da ignorare.

Il Principe Dornishman è un personaggio costruito sul carisma: seduttivo, ironico, mosso da una vendetta che non ha mai smesso di covare. Pascal lo ha interpretato con una leggerezza apparente che nascondeva costantemente qualcosa di più oscuro. La scena finale del suo arco narrativo è rimasta nella memoria collettiva non solo per la sua brutalità, ma perché il pubblico aveva già investito emotivamente in quel personaggio in modo del tutto sproporzionato rispetto al suo tempo sullo schermo. Vanity Fair scrisse nel 2014 che era impossibile non essere conquistati dalla sua interpretazione. Non era un’esagerazione.


  1. The Last of Us

Se “Game of Thrones” è stato il momento in cui Pascal ha dimostrato di poter rubare la scena a uno show enorme, “The Last of Us” è il momento in cui è diventato lo show. La serie HBO, adattamento dell’omonimo videogioco acclamato dalla critica, ha debuttato nel 2023 con numeri da record e una risposta pressoché unanime: era televisione di altissimo livello, e Pascal ne era il centro di gravità.

Joel Miller è un personaggio che porta il peso della perdita come una seconda pelle. Sopravvissuto in un mondo devastato da un’infezione fungina, ha costruito attorno a sé una corazza che l’arrivo di Ellie, interpretata da Bella Ramsey, comincia lentamente a incrinare. Pascal gestisce quella traiettoria con una misura straordinaria: non esibisce il dolore, lo lascia filtrare. La prima stagione è costruita attorno alle sue scelte, e il finale divide ancora chi lo ha visto, che è esattamente il segno di una narrazione che funziona. Nella seconda stagione il suo peso specifico cambia, ma la sua assenza strutturale diventa essa stessa un elemento narrativo potentissimo.

Pascal ha vinto il SAG Award per questa interpretazione nel 2024, e l’ha dedicato a quei quindici anni di lavoro che quasi non avrebbero avuto sbocco.


  1. Narcos

La classifica ha una risposta chiara, e non è quella che molti si aspetterebbero. “Narcos” è la serie in cui Pedro Pascal c’è davvero, per intero, dall’inizio alla fine. Tre stagioni su Netflix, dal 2015 al 2017, nei panni dell’agente DEA Javier Peña: un protagonista con arco narrativo completo, spazio per costruire sfumature, margine per sbagliare e ricominciare.

Wagner Moura porta sulle spalle il peso di Pablo Escobar con un’intensità che ha giustamente ricevuto ogni attenzione disponibile. Ma Pascal non è un comprimario: è l’altra metà di uno show che funziona proprio perché ha due sorgenti di energia distinte e complementari. Il suo Peña è moralmente ambiguo, pragmatico fino all’eccesso, capace di scelte discutibili in nome di un obiettivo che non smette mai di sembrare necessario. È il tipo di personaggio che la televisione sa raccontare meglio di qualsiasi altro medium, perché ha il tempo per diventare complesso.

“Narcos” non ha una stagione debole. Ha una scrittura che conosce la grammatica del crime drama e la usa senza scorciatoie. Ed è l’unica serie di questa lista in cui Pedro Pascal è presente, riconoscibile, in carne e ossa, per tutto il percorso. Per questo, più di qualsiasi altra, è la serie che racconta chi è davvero come attore televisivo.


Related Articles