Napoli ritrova uno dei suoi titoli più riconoscibili: dal 10 aprile il Teatro Augusteo accoglie il ritorno di C’era una volta… Scugnizzi, 24 anni dopo il debutto. È un rientro in scena che riporta al centro un racconto sospeso tra cronaca e poesia, affidato oggi a una nuova generazione di interpreti chiamati a raccogliere un’eredità importante.
Il musical, scritto e diretto da Claudio Mattone, segue ragazzi fragili, pieni di desideri e slanci, spesso costretti a fare i conti con scelte premature e conseguenze più grandi di loro. Dentro quell’energia, che appartiene alla città ma non si limita a una cornice locale, si muovono temi di speranza e riscatto, intrecciati a un’idea di futuro che non smette di chiedere spazio.
Il cuore drammatico della storia ruota intorno a due figure in rotta di collisione. Da una parte Don Saverio, un prete di strada; dall’altra ’o Russo, boss camorrista. Sono legati da un passato comune, quello dello stesso istituto di detenzione minorile, ma da adulti si ritrovano su fronti opposti: Don Saverio prova a strappare i ragazzi alla criminalità, mentre ’o Russo li usa per alimentare i propri affari illeciti. Il loro conflitto diventa il punto di pressione del racconto, e misura quanto possa essere sottile, per chi cresce ai margini, la distanza tra una possibilità e una caduta.

Mattone ha spiegato che l’opera nasce dall’attenzione verso i giovani “a rischio” e da una vocazione a scoprire talenti. Nel tempo, proprio questo titolo è stato indicato come un trampolino per artisti poi affermati tra musica e televisione, da Massimiliano Gallo a Sal Da Vinci, da Serena Rossi ad Andrea Sannino, fino a Mavi Gagliardi e FLO. L’auspicio dichiarato è che anche questa edizione possa mettere in luce nuove promesse.
Il ritorno all’Augusteo, quindi, non si limita a una ripresa di repertorio: riapre un universo narrativo che parla di scelte difficili e seconde possibilità, e lo fa con volti nuovi, nel segno di una continuità che passa dal palco e arriva, idealmente, a chi si riconosce in quella voglia ostinata di cambiare strada.












