Ci sono storie che non conoscono tramonto, che rimangono sospese tra la luce e l’ombra, come un segreto inciso nella memoria collettiva. Twilight è una di queste. La saga che ha acceso i cuori di un’intera generazione torna al cinema, in occasione del ventennale del primo libro di Stephenie Meyer, per farci rivivere l’incanto di un amore impossibile e il brivido di una passione eterna. Dal 29 ottobre al 2 novembre, le sale ospiteranno di nuovo le cinque pellicole che hanno segnato un’epoca: un viaggio che inizia con “Twilight” e si conclude con “Breaking Dawn – Part 2”, ripercorrendo ogni capitolo come se fosse la prima volta.
Era il 2008 quando, sotto la pioggia di Forks, il cinema incontrò Bella Swan ed Edward Cullen. Un amore proibito, fatto di silenzi, sguardi trattenuti e corse nella foresta, che presto divenne un fenomeno globale. I cinque film hanno incassato quasi 3 miliardi di dollari nel mondo, ma il vero successo non si misura in cifre: si misura nel culto che ancora oggi circonda la saga, nelle notti insonni passate a leggere i romanzi, nei poster appesi nelle stanze degli adolescenti, nei dibattiti tra “Team Edward” e “Team Jacob”.
Twilight ci ha conquistati perché non era solo una storia d’amore tra un vampiro e una ragazza: era il racconto universale del desiderio e della paura, dell’adolescenza che esplode, dell’identità che si cerca tra il buio e la luce. Edward rappresentava il pericolo che attrae e rassicura, Bella la fragilità che diventa forza, Jacob la lealtà che brucia come fuoco. In ognuno di loro c’era un pezzo di noi.
E ora, mentre i film tornano nelle sale, Netflix lavora a una nuova serie ispirata a Midnight Sun, la versione della storia narrata dagli occhi di Edward. Un segno che il crepuscolo non è mai finito davvero, ma che, al contrario, può rinnovarsi, trasformarsi, rinascere.
Rivedere Twilight sul grande schermo significa tornare indietro, ma anche guardare avanti: significa riscoprire quella parte di noi che ha creduto che l’amore potesse davvero essere più forte di tutto, persino della morte. Nel fruscio degli alberi di Forks e nel bagliore dei vampiri al sole, resta intatta la promessa che ci ha fatto innamorare: alcune storie non si spengono, continuano a vivere, proprio come l’eternità che raccontano.