Hilary Duff, Chad Michael Murray e la magia della generazione Millennial

Il 16 luglio 2004 nelle sale americane debuttava A Cinderella Story, uno di quei film che oggi possiamo definire senza esitazioni un cult generazionale. Diretto da Mark Rosman e con protagonisti Hilary Duff e Chad Michael Murray, il film rileggeva in chiave teen una delle fiabe più amate di sempre: Cenerentola.

Ma qui niente zucche e scarpette di cristallo. C’era invece una cameriera con il sogno della Princeton, un padre scomparso troppo presto, una matrigna tiranna (impersonata da una divertentissima Jennifer Coolidge), un principe con la divisa da quarterback e una festa scolastica al posto del ballo reale. Tutto perfettamente incastonato nei sogni glitterati e malinconici degli anni Duemila.

La trama

Samantha (Hilary Duff) vive con la matrigna e le sorellastre dopo la morte del padre. Lavora nel diner di famiglia, sogna un futuro migliore e si rifugia nelle parole di un misterioso ragazzo conosciuto online. Il ragazzo in questione, che si scoprirà essere Austin Ames (Chad Michael Murray), è il ragazzo più popolare della scuola, fidanzato con la reginetta, ma alla ricerca della sua vera identità. Quando i due si incontrano di persona al ballo scolastico, travestiti e mascherati, nasce una scintilla che metterà tutto in discussione: aspettative, etichette sociali e, soprattutto, la paura di essere sé stessi.

Un film simbolo di un’epoca

A Cinderella Story non era solo un teen movie, ma una dichiarazione d’amore ai sogni adolescenziali, alle chat anonime di AOL, ai cellulari pieghevoli, ai poster di One Tree Hill e al desiderio di “farsi valere” nonostante tutto. Il film parlava a una generazione che stava crescendo tra discman e MySpace, con la voglia di essere speciale anche in una realtà che sembrava sempre più standardizzata.

Hilary Duff: la nostra vera principessa pop

Nel 2004 Hilary Duff era la regina indiscussa del cinema teen. Reduce dal successo di Lizzie McGuire e The Lizzie McGuire Movie, portava sullo schermo un mix di dolcezza, tenacia e vulnerabilità che l’ha resa un’icona di stile e un modello per milioni di ragazze. La sua Sam è ancora oggi uno dei personaggi più amati del genere: determinata, ironica, imperfetta e piena di cuore.

Chad Michael Murray: l’eterno principe da poster

In quegli stessi anni, Chad Michael Murray era ovunque: da Una mamma per amica a One Tree Hill, fino a Quel pazzo venerdì con Lindsay Lohan. Il suo Austin Ames era il classico “ragazzo perfetto” dei nostri diari segreti: bello, malinconico, un po’ ribelle, ma capace di vedere oltre la superficie. Il perfetto anti-Kenan del liceo.

Una frase, un’icona

“Non permettere mai a nessuno di dirti che non meriti ciò che desideri.”

Questa frase, diventata virale ben prima di TikTok, è il cuore pulsante di A Cinderella Story. Ed è anche il motivo per cui, 20 anni dopo, questo film continua a emozionare chiunque abbia avuto almeno una volta la sensazione di non essere nel posto giusto, ma di voler lottare per arrivarci.

Perché riguardarlo oggi?

Perché è un tuffo nostalgico in un’epoca fatta di diari con lucchetto, magliette con scritte glitterate, suonerie polifoniche e sogni romantici a distanza. A Cinderella Story è l’istantanea romantica di un tempo in cui anche dietro uno schermo si poteva trovare il coraggio di essere sé stessi.

Di Martina Bernardo

Vengo da un galassia lontana lontana... Appassionata di cinema e serie tv anche nella vita precedente e devota ai Musical