Nell’arte giapponese del kintsugi i cocci di una ceramica rotta non si buttano: si rimettono insieme con l’oro, e le crepe diventano la parte più preziosa dell’oggetto. È l’immagine che Elisa ha scelto per il suo nuovo album, e che ora arriva anche al cinema: Kintsugi… e sono la mia opera è uno dei tre titoli appena entrati nel programma della Festa del Cinema di Roma.
La ventunesima edizione si svolgerà dal 13 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Le novità sono tre: il film su Elisa e Ricordati ragazza di Claudia Gerini negli Special Screenings, Faith di Paul Andrew Williams con Erin Doherty e James McAvoy nella sezione Freestyle.
Kintsugi, il dolore di Elisa diventa cinema
Diretto da Ludovico Boccianti, quarantaquattro minuti, il film nasce durante la lavorazione del dodicesimo album di Elisa, Kintsugi, in uscita il 27 novembre e anticipato a settembre dal singolo omonimo prodotto con Dardust. Elisa è protagonista e voce narrante di un percorso sospeso tra realtà e sogno, dove spazi teatrali, danza, monologhi e confessioni raccontano la nascita delle canzoni, tra paura, perdita e voglia di ricominciare. In occasione dell’anteprima la cantautrice incontrerà il pubblico della Festa.

“Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male”, racconta nel film. Un disco e un racconto per immagini che arrivano alla vigilia dei suoi trent’anni di carriera, che Elisa celebrerà nel 2027.
Faith, Erin Doherty e James McAvoy in un dramma sulla fede
Gina è una madre single sulla trentina che lavora in una fabbrica di dolciumi e cresce da sola il figlio Jamie, nove anni. A un quiz al pub conosce Michael, gentile e misterioso, volontario al banco alimentare, che entra presto nelle loro vite. Alla vigilia del decimo compleanno di Jamie una tragedia sconvolge tutto: travolta dal dolore e dal senso di colpa, Gina perde il lavoro e si allontana da chi le vuole bene. Solo Michael le resta accanto, fino a chiederle un atto di fede.
A interpretare Gina è Erin Doherty, la principessa Anna di The Crown e la psicologa di Adolescence; James McAvoy le dà la replica con un personaggio volutamente ambiguo. Il film, 109 minuti, ha avuto la sua prima mondiale al Toronto Film Festival l’11 settembre. Paul Andrew Williams, regista e sceneggiatore britannico, si era fatto conoscere con London to Brighton e Una canzone per Marion, fino a Dragonfly, premiato lo scorso anno al Tribeca.
Ricordati ragazza, Claudia Gerini e ottant’anni di voto alle donne
Matilde ha diciotto anni e sta per votare per la prima volta, ma quel giorno preferirebbe passarlo al mare con le amiche. La madre Maria Grazia e la nonna Nella la accompagnano allora in un viaggio tra ricordi di famiglia e storia italiana, dal primo voto delle donne nel 1946, esattamente ottant’anni fa, fino alle conquiste di oggi. Intrecciata alla loro scorre la vicenda simbolica di Vittoria e delle sue quattro amiche, attraverso oltre un secolo di emancipazione femminile, dalle suffragette alle ventuno Madri Costituenti.
Claudia Gerini costruisce il racconto, cinquantadue minuti, con ricostruzioni di finzione, materiali dell’Archivio Luce e documenti d’archivio, insieme alle testimonianze di Luciana Castellina, Debora Migliucci e Patrizia Castelli e a quella storica di Nadia Gallico Spano, una delle Madri Costituenti.
Il programma della Festa continua ad allungarsi: nei giorni scorsi abbiamo raccontato le giurie guidate da Jan Komasa, il film di Ginevra Elkann con Fanny Ardant e il Premio alla Carriera a Julianne Moore.












