Home Serie TV“Dexter”, otto stagioni con il serial killer che amavamo

“Dexter”, otto stagioni con il serial killer che amavamo

Dal codice di Harry al finale del boscaiolo: stagione per stagione, i cattivi, il cast e i retroscena della serie con Michael C. Hall che ha diviso il pubblico.

by Redazione

Una zanzara schiacciata sul braccio, un rasoio che scorre sul mento, il tuorlo d’uovo che si rompe nella padella, un’arancia tagliata che sanguina succo rosso sul piatto, il filo interdentale tirato tra le dita, una maglietta infilata dalla testa che per un attimo sembra soffocare il volto. Tutto normale, eppure tutto inquietante. La sigla di Dexter raccontava la serie meglio di qualsiasi riassunto: la routine mattutina di un uomo qualunque, girata come se fosse una scena del crimine. Perché Dexter Morgan, analista forense della polizia di Miami, di notte uccide.

Tra il 2006 e il 2013, per otto stagioni e 96 episodi, la serie di Showtime ha chiesto al pubblico di tifare per un assassino seriale. E il pubblico lo ha fatto, a lungo, fino a un finale che ancora oggi divide. Vent’anni dopo il debutto, con il personaggio tornato sullo schermo in una nuova serie, vale la pena ripercorrere la storia dall’inizio.

Dexter, il romanzo e il codice di Harry

Tutto nasce da un romanzo di Jeff Lindsay, Darkly Dreaming Dexter, uscito nel 2004, primo di una serie di libri dedicati al personaggio. James Manos Jr., già sceneggiatore de I Soprano, lo adatta per Showtime, e la serie debutta il 1° ottobre 2006. A guidarla nelle prime quattro stagioni è lo showrunner Clyde Phillips.

L’idea di fondo è semplice e geniale. Dexter da bambino ha assistito all’omicidio della madre, ed è stato ritrovato dentro un container, seduto in una pozza di sangue. Lo ha adottato un poliziotto, Harry Morgan, che riconosce presto nel figlio un impulso omicida impossibile da cancellare. Invece di combatterlo, Harry lo incanala: gli insegna un codice. Uccidere solo chi ha ucciso e l’ha fatta franca, non farsi mai scoprire, lasciare sempre le prove pulite. Dexter diventa così un giustiziere che vive tra i poliziotti, usando le loro indagini per scegliere le sue vittime.

Per il ruolo serviva un attore capace di rendere simpatico un mostro, e la scelta cade su Michael C. Hall, reduce dal successo di Six Feet Under nel ruolo di David Fisher. La sua voce fuori campo, ironica e distaccata, diventa la vera chiave della serie: il pubblico sente i pensieri di Dexter e finisce per vedere il mondo con i suoi occhi.

Il cast: la famiglia di Dexter e la omicidi di Miami

Intorno a Hall si muove un gruppo di personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere stagione dopo stagione. Jennifer Carpenter è Debra Morgan, la sorella adottiva, poliziotta impulsiva e sboccata, il vero cuore emotivo della serie. Julie Benz è Rita Bennett, la fidanzata fragile con due figli, Astor e Cody, che Dexter frequenta all’inizio soprattutto come copertura. James Remar è Harry, il padre morto che compare nei ricordi e come coscienza immaginaria.

Alla omicidi lavorano Erik King, il sergente James Doakes, l’unico che fiuta da subito qualcosa di strano in Dexter, David Zayas nel ruolo di Angel Batista, Lauren Vélez in quello del tenente Maria LaGuerta e C.S. Lee come Vince Masuka, il collega di laboratorio dalle battute discutibili. Dalla seconda stagione si aggiunge Desmond Harrington, il detective Joey Quinn.

Una curiosità che i fan conoscono bene: Michael C. Hall e Jennifer Carpenter, fratello e sorella sullo schermo, si sono sposati nel 2008 e separati un paio d’anni dopo, continuando però a lavorare fianco a fianco fino alla fine della serie.

Stagione 1 (2006): il Killer del camion frigo

Miami è sconvolta da un assassino che lascia cadaveri dissanguati e smembrati con una precisione chirurgica. Il killer sembra parlare direttamente a Dexter, lasciandogli indizi che toccano la sua memoria rimossa. La verità arriva nel finale: l’assassino è Brian Moser, interpretato da Christian Camargo, il fratello biologico di Dexter, sopravvissuto con lui al massacro della madre e cresciuto senza nessun Harry a dargli delle regole. Brian gli offre una famiglia vera, quella del sangue, e per sigillarla rapisce Debra. Dexter sceglie la sorella.

Una prima stagione quasi perfetta, che costruisce l’intero universo della serie e lo chiude con un dilemma morale potentissimo: la famiglia che ti scegli contro quella che ti ha generato.

Stagione 2 (2007): il macellaio di Bay Harbor

Alcuni sub scoprono sul fondale della baia i sacchi con i resti delle vittime di Dexter. Il giustiziere ha un nome, il macellaio di Bay Harbor, e la polizia gli dà la caccia. A guidare l’indagine arriva l’agente dell’FBI Frank Lundy, interpretato da Keith Carradine, mentre Doakes si convince sempre di più che il colpevole sia Dexter.

Quando Rita si convince che sia un tossicodipendente, Dexter asseconda la bugia e comincia a frequentare un gruppo di sostegno, dove conosce Lila, artista inglese interpretata da Jaime Murray, che diventa la sua amante e la sua ossessione. È la stagione in cui Dexter rischia davvero di essere scoperto: Doakes lo smaschera, finisce prigioniero in una baracca nelle paludi delle Everglades e muore nell’esplosione provocata da Lila, e la colpa di tutti gli omicidi ricade su di lui. Una delle stagioni più tese dell’intera serie.

Stagione 3 (2008): l’amico Miguel Prado

Durante una caccia, Dexter uccide per legittima difesa il fratello di Miguel Prado, il viceprocuratore di Miami interpretato da Jimmy Smits. Prado scopre il lato oscuro di Dexter e invece di denunciarlo gli propone un’alleanza. Per la prima volta Dexter ha un amico, qualcuno con cui condividere il suo segreto, ma l’amicizia si rivela una trappola: Prado vuole usare il codice per i propri scopi.

Sullo sfondo, la caccia allo Scorticatore, un killer che tortura le sue vittime. La stagione si chiude con il matrimonio tra Dexter e Rita, e con la nascita in arrivo del figlio Harrison. Un capitolo più riflessivo, a volte criticato per il ritmo lento, ma fondamentale per il percorso del personaggio.

Stagione 4 (2009): Trinity, il vertice della serie

Lundy torna a Miami sulle tracce di un killer che da trent’anni ripete lo stesso ciclo di tre omicidi in città diverse. Lo chiama il killer della Trinità. Dexter lo trova e scopre che si chiama Arthur Mitchell, padre di famiglia, diacono, insegnante, apparentemente un uomo perbene. Invece di ucciderlo subito, decide di studiarlo: vuole capire come Arthur sia riuscito a tenere insieme per tanti anni una famiglia e una doppia vita, la stessa cosa che Dexter sta cercando di fare.

John Lithgow costruisce uno dei cattivi più terrificanti della storia della televisione, e la sua interpretazione gli vale un Emmy e un Golden Globe. Nello stesso anno anche Michael C. Hall vince il Golden Globe come miglior attore in una serie drammatica. La stagione si chiude con uno dei colpi di scena più devastanti mai visti in tv: Dexter, convinto di aver chiuso la partita, torna a casa e trova Rita morta nella vasca da bagno, uccisa da Trinity, con il piccolo Harrison seduto nel sangue. La stessa scena da cui Dexter era nato.

Il finale della quarta stagione è stato all’epoca un record di ascolti per Showtime. Per molti fan, ed è anche la nostra opinione, Dexter avrebbe dovuto chiudersi lì.

Stagione 5 (2010): Lumen e la vendetta

Con Clyde Phillips fuori, la serie passa a Chip Johannessen. Dexter è sotto inchiesta, schiacciato dal senso di colpa per la morte di Rita. Durante un omicidio salva Lumen Pierce, una ragazza interpretata da Julia Stiles, vittima di un gruppo di uomini che l’hanno sequestrata e torturata. Dexter la aiuta a vendicarsi, uno per uno, fino ad arrivare al capo del gruppo, il motivatore Jordan Chase, interpretato da Jonny Lee Miller.

È la prima volta che Dexter insegna a qualcun altro il suo metodo. Nel finale Debra arriva a un passo dalla verità: sorprende due giustizieri dietro un telo di plastica e li lascia andare, senza sapere che uno dei due è suo fratello.

Stagione 6 (2011): il killer dell’Apocalisse

Scott Buck prende in mano la serie, che guiderà fino alla fine. Il tema di questa stagione è la fede. A Miami agisce un assassino che mette in scena omicidi ispirati al Libro dell’Apocalisse. I sospetti puntano sul professor James Gellar, interpretato da Edward James Olmos, e sul suo giovane allievo Travis Marshall, Colin Hanks. Il colpo di scena, però, è che Gellar è morto da tempo e vive solo nella mente di Travis.

Accanto a loro compare un personaggio positivo, Brother Sam, ex detenuto diventato predicatore, interpretato da Mos Def. Debra diventa tenente e, in uno degli sviluppi più discussi della serie, si rende conto di provare per Dexter qualcosa di più dell’affetto fraterno. Il finale è un punto di non ritorno: Debra entra in una chiesa e vede Dexter mentre uccide Travis.

Stagione 7 (2012): Debra sa la verità

Dexter racconta la verità a Debra, che entra in crisi: da poliziotta dovrebbe arrestarlo, da sorella vuole proteggerlo. È la stagione che i fan considerano la migliore dell’ultimo periodo. Dexter si scontra con la mafia ucraina e con il suo boss Isaak Sirko, interpretato da Ray Stevenson, mentre conosce Hannah McKay, avvelenatrice con un passato da killer, interpretata da Yvonne Strahovski, con cui inizia una relazione.

Intanto LaGuerta riapre il caso del macellaio di Bay Harbor e capisce che il vero colpevole è Dexter. Nel finale, in un container, Debra è costretta a scegliere: punta la pistola su Dexter, poi spara a LaGuerta.

Stagione 8 (2013): il finale del boscaiolo

Debra, distrutta dal senso di colpa, lascia la polizia e lavora come investigatrice privata. Arriva a Miami la psichiatra Evelyn Vogel, interpretata da Charlotte Rampling, che rivela di aver aiutato Harry a creare il codice e si presenta come una sorta di madre di Dexter. Insieme danno la caccia al killer del cervello, che si rivelerà essere il figlio della stessa Vogel, Oliver Saxon.

Il finale, andato in onda il 22 settembre 2013 e visto da 2,8 milioni di spettatori, il record della serie, è uno dei più criticati della storia della televisione. Debra viene colpita da Saxon e finisce in stato vegetativo. Dexter stacca le macchine, porta il corpo della sorella sulla sua barca e lo lascia scivolare in mare mentre arriva un uragano, poi si dirige verso la tempesta. Tutti lo credono morto. Nell’ultima scena, lo ritroviamo in Oregon, con la barba lunga, a fare il taglialegna. Un finale che molti fan hanno vissuto come un tradimento del personaggio e della sua storia.

Dopo il finale: New Blood, Original Sin e Resurrection

Il primo tentativo di rimediare arriva nel 2021 con Dexter: New Blood, una miniserie di dieci episodi tornata sotto la guida di Clyde Phillips. Dexter vive in una cittadina innevata dello stato di New York, Iron Lake, sotto falso nome, quando ricompare il figlio Harrison, ormai adolescente, interpretato da Jack Alcott. Anche questo finale divide il pubblico, ma la storia non si ferma.

Nel 2024 arriva Dexter: Original Sin, un prequel ambientato a Miami nel 1991, con Patrick Gibson nei panni del giovane Dexter e Hall come voce narrante. La serie viene cancellata dopo una sola stagione. Nel 2025 Hall torna davanti alla macchina da presa con Dexter: Resurrection: il personaggio è sopravvissuto e si trasferisce a New York, dove incrocia la strada di un miliardario ossessionato dai serial killer, interpretato da Peter Dinklage, e della sua responsabile della sicurezza, Uma Thurman. La seconda stagione arriva in Italia su Paramount+ il 30 ottobre 2026, nel ventennale della serie.

Il lascito di Dexter

Dexter è arrivato in un momento in cui la televisione americana scopriva gli antieroi. Ma se Tony Soprano e il Walter White di Breaking Bad erano criminali che lo spettatore guardava con distacco, Dexter era un assassino con cui lo spettatore era chiamato a identificarsi, grazie alla sua voce narrante e a un codice morale che rendeva accettabile, almeno in apparenza, il suo bisogno di uccidere.

Le prime quattro stagioni restano tra le migliori pagine del thriller televisivo di quegli anni, e Trinity è uno dei grandi cattivi della serialità moderna. Le stagioni successive mostrano tutti i limiti di una serie che non sapeva come finire. Eppure, tredici anni dopo il boscaiolo, il personaggio è ancora vivo e lotta insieme a noi. Il codice di Harry, alla fine, ha funzionato: non per Dexter, ma per la serie.

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