Home News“La bambola”, Macaigne e la compagna che prende vita

“La bambola”, Macaigne e la compagna che prende vita

Dal 15 ottobre in sala con No.Mad Entertainment la commedia romantica di Sophie Beaulieu, con Vincent Macaigne, Cécile de France e Zoé Marchal.

by Valeria Bernardo

Rémi vende prati sintetici e non si è mai ripreso dall’ultima delusione d’amore. La sua soluzione è radicale: niente più donne in carne e ossa, ma una bambola, Audrey, che non può tradirlo né lasciarlo. L’equilibrio regge finché in ufficio non arriva Patricia, la nuova collega, e Audrey, misteriosamente, prende vita.

È la premessa di La bambola (titolo originale La Poupée), commedia romantica di Sophie Beaulieu che arriva nelle sale italiane dal 15 ottobre con No.Mad Entertainment. Il film è stato presentato in anteprima italiana al Capalbio Film Festival e il 5 ottobre sarà proiettato per gli esercenti agli Incontri del Cinema d’Essai della FICE.

Una commedia sul ruolo delle donne, con una bambola al centro

Dietro lo spunto surreale, Beaulieu costruisce un racconto molto umano giocando sul contrasto tra due figure femminili: Audrey, la bambola docile che esiste solo nello sguardo di un uomo, e Patricia, una donna autonoma e sicura di sé che non chiede il permesso a nessuno. In Francia, dove è uscito il 22 aprile, il film è stato accolto come una commedia dal femminismo leggero e ironico, e la regista ha raccontato di aver pensato la sua bambola più come una fata che come una creatura da fantascienza.

Il cast: Vincent Macaigne e Cécile de France di nuovo insieme

Rémi è Vincent Macaigne, attore e regista teatrale parigino che il pubblico italiano ha appena ritrovato in Cos’è l’amore?, uscito a giugno, e già visto in Una relazione passeggera e I colori del tempo. Patricia ha il volto di Cécile de France, due César in carriera, come migliore promessa per L’appartamento spagnolo e come non protagonista per Bambole russe, diretta da Clint Eastwood in Hereafter e da Paolo Sorrentino in The Young Pope. Per i due è l’ennesimo incontro sul set, dopo Bonnard, Pierre et Marthe e lo stesso I colori del tempo di Cédric Klapisch.

Audrey è Zoé Marchal, accanto a Marianne Basler e Gilbert Melki. Sophie Beaulieu, autrice anche della sceneggiatura, firma con questo film il suo primo lungometraggio.

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