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Recensione: “Verity”, Dakota Johnson ruba il film ad Anne Hathaway

Il thriller tratto da Colleen Hoover chiude Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett in una casa dove nessuno dice la verità: perfido, giocoso, da vedere in sala.

by Mauro Terrone

Una casa isolata nel Vermont, una scrittrice di successo immobile in un letto al piano di sopra, un marito gentile che prepara la cena per tutti e una chiavetta USB nascosta in uno studio pieno di carte. Basta questo a Verity, il thriller tratto dal romanzo di Colleen Hoover, per mettere lo spettatore nella stessa posizione della sua protagonista: qualcuno che legge una confessione e non sa più se crederci.

Il film di Michael Showalter è nelle sale italiane dal 1° ottobre 2026, distribuito da Eagle Pictures, con Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett nei tre ruoli che contano. La sceneggiatura porta la firma di Nick Antosca, il creatore di Channel Zero, e la Hathaway figura anche tra i produttori insieme alla stessa Hoover. Il risultato è un thriller erotico che diverte molto e convince un po’ meno, e che dà il meglio di sé in una sala piena, dove il pubblico reagisce a voce alta.

La trama di Verity: una ghostwriter nella casa della moglie

Lowen Ashleigh (Dakota Johnson) è una scrittrice che nessuno conosce, con un conto in banca in rosso e una vita che sembra sempre sul punto di franare. L’occasione arriva da Jeremy Crawford (Josh Hartnett), marito di Verity Crawford (Anne Hathaway), l’autrice di thriller più venduta del momento. Dopo un incidente d’auto Verity non parla e non si muove più, e la sua serie di romanzi è rimasta senza fine: a Lowen viene chiesto di completarla al suo posto, firmando con il nome di un’altra.

Per farlo si trasferisce nella grande casa dei Crawford, tra gli appunti e i manoscritti di Verity. Tra quelle carte trova un testo che non era destinato a nessuno: un’autobiografia scritta in prima persona, fatta di amore, sesso, matrimonio e maternità, che pagina dopo pagina scivola verso confessioni sempre più agghiaccianti sulle figlie gemelle della coppia. Lowen legge, si indigna, ma intanto si lascia sedurre dalla casa, dalla fama altrui e soprattutto da Jeremy. Il resto va scoperto in sala.

Un thriller che dichiara le sue regole e poi bara

Il titolo dice già tutto: verità, credibilità, menzogna. Showalter e Antosca lo sanno benissimo e costruiscono un film che gioca a carte scoperte, spiegando i propri meccanismi mentre li mette in scena, quasi a dare allo spettatore l’illusione di avere il controllo. È un trucco da prestigiatore: più il film ti racconta come funziona, più ti distrae da quello che sta facendo davvero. A metà proiezione la domanda non è più chi dice la verità, ma quale dei tre personaggi sia il peggiore.

Il limite sta nel tono. Verity si prende sul serio più di quanto la sua storia permetterebbe, come se volesse rendere rispettabile un materiale che di rispettabile ha poco e che funziona proprio per questo. Una regia più sfacciata, capace di spingere il melodramma e l’orrore fino all’eccesso, avrebbe reso più facile perdonare le coincidenze di una trama che regge su un elemento centrale difficile da mandare giù (lo si riconoscerà quando arriva). Così il film resta a metà strada: troppo furbo per essere un puro piacere proibito, non abbastanza per essere un thriller che lascia il segno.

Eppure si guarda con un sorriso storto stampato in faccia. Il sangue compare spesso, sulle mani e sulle labbra dei protagonisti, e diventa l’immagine più riuscita del film: tre persone che si nutrono l’una dell’altra mentre si dichiarano brave.

Dakota Johnson, Anne Hathaway e Josh Hartnett: tre facce per la stessa bugia

Il vero motore del film sono gli attori, scelti per la loro capacità di sembrare innocenti e colpevoli nella stessa inquadratura. Tutti e tre difendono i propri personaggi come se fossero brave persone confuse, e il gioco funziona soprattutto quando si giustificano un attimo prima di fare qualcosa di imperdonabile.

Dakota Johnson è la sorpresa più forte. La sua Lowen sembra troppo fragile, ansiosa e minuta per fare del male a qualcuno, e proprio lì nasconde la sua ambiguità. Figlia di Melanie Griffith, che negli anni Ottanta era stata protagonista di Omicidio a luci rosse di Brian De Palma, Johnson sembra portare nel sangue la grammatica del thriller erotico, e conferma la libertà già mostrata nel cinema d’autore, a partire da A Bigger Splash e Suspiria di Luca Guadagnino.

Anne Hathaway ha il ruolo più difficile e più ironico: un personaggio che per gran parte del racconto deve comunicare senza muoversi né parlare, e che vive soprattutto attraverso le parole lette da altri. L’attrice ci gioca con intelligenza, sfruttando quell’immagine pubblica di donna fin troppo perfetta che da sempre suscita sospetti. In un film che si chiede se una donna di nome Verity sia troppo bella per essere vera, è la scelta giusta.

Josh Hartnett, infine, prosegue la sua seconda giovinezza da uomo apparentemente qualunque che potrebbe nascondere l’abisso, sulla scia di Trap di M. Night Shyamalan. Il suo Jeremy è premuroso, ferito, affascinante: forse un marito distrutto dal dolore, forse un manipolatore la cui maschera ogni tanto scivola. Il film tiene la risposta in sospeso fino all’ultimo, e su questo vince.

Dai thriller erotici anni Novanta a Hitchcock

Chi è cresciuto con Attrazione fatale e Basic Instinct riconoscerà subito la formula: un intruso che entra in una casa, in una coppia, in una vita, e la contamina. Verity guarda esplicitamente a quella stagione, ma ne ha perso la ferocia predatoria. La sua parentela più nobile è un’altra: una giovane donna che si muove nella casa di una moglie ingombrante, assente eppure ovunque, è l’architettura di Rebecca, la prima moglie, e il film non nasconde il debito verso il cinema di Alfred Hitchcock. Il rapporto tra una scrittrice e una donna costretta a letto rovescia invece lo schema di Misery non deve morire. Per chi vuole approfondire i confini del genere, c’è la nostra guida al thriller al cinema.

Da Colleen Hoover al grande schermo

Il romanzo Verity è nato nel 2018 come libro autopubblicato da Colleen Hoover, prima di essere acquisito da Grand Central Publishing nel 2021 ed entrare nelle classifiche dei bestseller del New York Times. Il successo di It Ends with Us – Siamo noi a dire basta, il primo adattamento di un suo libro, oltre 346 milioni di dollari incassati nel mondo, ha accelerato tutto. Il progetto era in sviluppo dal 2020 e ha cambiato più sceneggiatori prima di arrivare nelle mani di Antosca, mentre le riprese si sono svolte a New York tra febbraio e aprile 2025. L’uscita, inizialmente prevista per maggio 2026, è stata poi spostata all’autunno.

Showalter ritrova la Hathaway dopo L’idea che ho di te e porta con sé l’abitudine, già vista in The Big Sick e Gli occhi di Tammy Faye, di lavorare sugli attori più che sulla messa in scena. Dietro di lui c’è un gruppo tecnico di livello: la fotografia di Jim Frohna, il montaggio di Jay Cassidy e le musiche di Volker Bertelmann, premio Oscar per Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Verity, il verdetto: da vedere in sala, meglio se in compagnia

Verity non entrerà nella storia del thriller erotico, e probabilmente non ci prova nemmeno. È un film perfido e giocoso, che si regge su tre interpreti in stato di grazia e su una storia che chiede di essere commentata, contestata, sbuffata. Visto da soli sul divano perderebbe metà del suo fascino. In una sala piena, tra chi trattiene il fiato e chi scuote la testa, diventa esattamente quello che vuole essere: un gioco crudele in cui nessuno esce pulito, nemmeno chi guarda.

FILM
★★★★☆ 4/5

Scheda tecnica

  • Genere: thriller, thriller erotico
  • Nazione: U.S.A.
  • Uscita: 01/10/2026
  • Durata: 109 min
  • Piattaforma / Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione / Network: Amazon MGM Studios, Eat the Cat, Semi-Formal Productions, Shiny Penny, Somewhere Pictures, Heartbones Entertainment
  • Regia: Michael Showalter
  • Sceneggiatura: Nick Antosca
  • Basato su: Verity, romanzo di Colleen Hoover
  • Fotografia: Jim Frohna
  • Montaggio: Jay Cassidy
  • Musiche: Volker Bertelmann

Cast principale

  • Anne Hathaway – Verity Crawford
  • Dakota Johnson – Lowen Ashleigh
  • Josh Hartnett – Jeremy Crawford
  • Ismael Cruz Córdova – Corey

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