Da un tetto di Tel Aviv, di notte, la città sembra una vetrina: finestre accese, qualcuno che cucina, qualcuno che stende i panni, una televisione che manda il telegiornale. Sul cornicione, un uomo senza volto racconta con la voce alterata come si calcola, prima di un attacco, quante persone potranno morire. Quel numero, nel gergo dell’intelligence militare israeliana, ha un nome: naza, acronimo di nezek agavi, danno collaterale. È la parola che dà il titolo al documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, ed è anche la chiave per capire perché Naza lasci addosso più delle macerie che compaiono soltanto alla fine.
Naza è nelle sale italiane dal 28 settembre con I Wonder Pictures. Doveva essere un’uscita evento di tre giorni, si è trasformato nel caso cinematografico dell’autunno: secondo i dati Cinetel, tra il 28 e il 30 settembre ha incassato 1.806.945 euro con 243.466 spettatori, restando primo in classifica ogni giorno. La programmazione continua e oggi, secondo MYmovies, il film è in più di 300 sale. Più sotto trovate l’elenco città per città.
Di cosa parla Naza: ventiquattro voci sui tetti di Tel Aviv
Il film raccoglie le testimonianze di ventiquattro tra ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani coinvolti nelle operazioni a Gaza. Nessuno mostra il volto, nessuno parla con la propria voce: per proteggerli, Abraham e Szor li hanno incontrati di notte sui tetti di Tel Aviv, nell’arco di circa tre anni di lavorazione condotta in segreto, e hanno poi alterato digitalmente lineamenti e timbro. L’unico che ci mette la faccia è Abraham, nel ruolo dell’intervistatore.
La materia arriva dalle inchieste che Abraham, giornalista prima che regista, ha firmato dalla fine del 2023 per +972 Magazine e Local Call, spesso insieme a The Guardian, che del film è anche coproduttore. Al centro ci sono i sistemi di sorveglianza, gli algoritmi e gli strumenti di intelligenza artificiale che, secondo le testimonianze, hanno avuto un ruolo nella scelta degli obiettivi. Il racconto alterna le interviste a frammenti di discorsi di Benjamin Netanyahu, a un estratto di Shoah di Claude Lanzmann proiettato a Tel Aviv e alle immagini della vita quotidiana dietro le finestre della città. Le musiche sono di Mica Levi, la durata è di 80 minuti.

Perché in Naza le parole fanno più male delle immagini
Gaza dista una sessantina di chilometri da quei tetti, e per quasi tutto il film resta fuori campo. La si ascolta, non la si vede. È una scelta di regia che ribalta l’abitudine a cui ci hanno condannato tre anni di notiziari e social: le immagini di guerra le abbiamo consumate fino all’assuefazione, le parole che le precedono no. Qui la violenza è nelle procedure, nei numeri pronunciati con la calma di una riunione di lavoro, nella distanza fra chi decide e chi resta sotto. Ed è proprio quella calma, quell’ordinarietà, a togliere il fiato.
Quando, negli ultimi minuti, la luce del giorno e le macerie irrompono sullo schermo, lo spettatore sa già tutto: sa come ci si è arrivati, sa che dietro ogni edificio crollato c’era un calcolo. La distruzione finale non aggiunge informazioni, chiude un conto. È per questo che Naza va visto in sala, al buio, senza il telefono in mano e senza la possibilità di scorrere oltre: è un film costruito per sottrazione, che chiede attenzione e la ripaga con un peso che non si scrolla di dosso all’uscita.
Aspettare, poi, non conviene neanche per ragioni pratiche. È previsto che a novembre il documentario venga pubblicato gratuitamente sul sito di The Guardian, ma vederlo su uno schermo di casa, a pezzi, è un’altra esperienza: il silenzio dei tetti e il buio di Tel Aviv funzionano davvero solo in una sala.
Da Venezia 83 al primo posto del box office
Yuval Abraham e Rachel Szor sono due dei quattro autori, con i palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal, di No Other Land, Oscar 2025 per il miglior documentario. Naza ha avuto la prima mondiale in Sala Grande alla Mostra di Venezia il 10 settembre e ha vinto il Premio speciale della giuria .

In sala la risposta è stata immediata. Lunedì 28 settembre il film ha incassato 451.872 euro, scavalcando Avengers: Endgame Extra, e nei due giorni successivi è cresciuto ancora: mercoledì 30 ha raccolto 695.665 euro, circa il 40% dell’intero incasso nazionale della giornata. Numeri che hanno convinto I Wonder Pictures a prolungare la programmazione, con le parole del fondatore Andrea Romeo: finché le sale lo vorranno, Naza resterà nei cinema.
Il film non ha diviso solo la critica. In Israele, dopo il passaggio veneziano, esponenti del governo, tra cui il ministro della cultura Miki Zohar, lo hanno condannato pubblicamente e si è arrivati a proporre la revoca della cittadinanza per i due registi. Anche fra i recensori che lo hanno apprezzato non mancano le riserve, per esempio sull’accostamento fra Gaza e la Shoah suggerito dal montaggio. Un dibattito che è parte del motivo per cui conviene vederlo e farsene un’idea propria.
Naza al cinema, le sale città per città
L’elenco riporta le sale dentro i confini comunali, più qualche multisala dell’hinterland dove la città ne ha poche. Dove indicato, Naza viene proiettato anche in versione originale sottotitolata. I dati sono aggiornati al 2 ottobre.
Roma
La capitale è la piazza più fitta d’Italia, con oltre venti sale: Adriano, Alhambra, Andromeda (anche in versione originale), Atlantic, Azzurro Scipioni, Barberini (versione originale), Broadway, Eden, Eurcine, Giulio Cesare (versione originale), Jolly, Madison (anche in versione originale), Multisala Lux, Multisala Odeon, Savoy, Tibur, Troisi (versione originale), The Screen Ottavia, The Space Moderno, The Space Parco de’ Medici, UCI Luce Maximo, UCI Porta di Roma e UCI Roma Est. Appena fuori città lo programma anche l’UCI Parco Leonardo.
Milano
Sedici sale in città, con la scelta più ampia di proiezioni in lingua originale: Anteo Palazzo del Cinema, Cinema Godard alla Fondazione Prada, Il Cinemino, NOISE il Cinemino, Beltrade e Cineteca Arlecchino propongono la versione originale. A queste si aggiungono CityLife Anteo, Arcobaleno Filmcenter, Colosseo, Ducale, Eliseo, Orfeo, Gloria Notorious, Notorious Merlata Bloom, UCI Bicocca e Cinelandia Certosa.
Napoli
Otto sale: Modernissimo (doppiato e in versione originale), CasaCinema (versione originale), America Hall, La Perla, Metropolitan, Plaza, Vittoria e The Space Napoli.
Torino
Nove sale: Centrale e Greenwich Village con proiezioni in versione originale, poi Nazionale, Fratelli Marx, Ideal Cityplex, Massaua Cityplex, Teatro Monterosa, The Space Torino e UCI Lingotto.
Firenze
Sette sale: Flora Atelier e Astra in versione originale, poi Adriano, Principe, Spazio Alfieri, The Space Firenze e UCI Firenze. Fuori città, versione originale anche al Cabiria di Scandicci.
Bologna
In città il film è al Pop Up Cinema Arlecchino, anche in versione originale, e al The Space Bologna. Nell’area metropolitana lo programma l’UCI Meridiana di Casalecchio di Reno.
Palermo
Cinque sale: Rouge et Noir in versione originale, poi Aurora, Gaudium, Cityplex Tiffany e UCI Palermo.
Catania
In città il riferimento è il King Multisala Cinestudio; nell’hinterland The Space Etnapolis a Belpasso e UCI Catania a Misterbianco.
Genova
Tre sale: Circuito Sivori, The Space Porto Antico e UCI Fiumara.
Bari
In città il film è all’UCI Showville. In provincia lo programmano The Space Casamassima, Cittadella degli Artisti a Molfetta (versione originale) e Red Carpet a Monopoli.
Venezia
A Venezia lo proietta IMG Cinemas Palazzo, sia doppiato sia in versione originale; in terraferma è all’UCI Marcon.
Verona
In città è all’Alcione; in provincia all’UCI San Giovanni Lupatoto e al The Space La Grande Mela di Sona.

Orari e versione originale: come orientarsi
La programmazione cambia di giorno in giorno, e con un film nato come evento le sale possono aggiungere o togliere spettacoli all’ultimo momento. Prima di uscire conviene controllare gli orari sul sito della sala, che li aggiorna regione per regione.
Chi preferisce la lingua originale ha la scelta più ampia a Milano e a Roma; altrove la versione sottotitolata si concentra nelle sale d’essai, spesso con una o due proiezioni al giorno. Il consiglio è uno solo: approfittare del fine settimana. Naza è un film che merita il buio di una sala, finché le sale lo vorranno.












