Mona Friedman è una casalinga del New Jersey timida, quasi invisibile, finché una piccola parte in un musical di una compagnia amatoriale non la trasforma in un’attrice disposta a tutto pur di difendere il suo ruolo. È il personaggio che Julianne Moore porterà alla Festa del Cinema di Roma con The Debut, ed è l’occasione scelta per consegnarle il Premio alla Carriera.
L’annuncio arriva dal presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica Paola Malanga. Il riconoscimento sarà consegnato durante la proiezione di The Debut, inserito nella sezione Grand Public della ventunesima edizione, in programma dal 13 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. A premiarla sarà Jesse Eisenberg, che del film è regista, sceneggiatore, produttore e interprete.
The Debut, il musical di Jesse Eisenberg cucito addosso a Julianne Moore
È il terzo film da regista di Eisenberg, dopo When You Finish Saving the World, che già vedeva Moore protagonista, e A Real Pain, che ha portato l’Oscar a Kieran Culkin. Moore interpreta Mona, che entra in una produzione teatrale di provincia e finisce per scontrarsi con un regista dispotico interpretato da Paul Giamatti. Nel cast anche Halle Bailey, Bernadette Peters e lo stesso Eisenberg, che ha scritto le canzoni dello spettacolo messo in scena nel film. Tra i produttori c’è Emma Stone con la sua Fruit Tree. Presentato al Telluride Film Festival, il film uscirà negli Stati Uniti con A24 l’11 dicembre. Della presenza di Eisenberg e Moore alla Festa avevamo già scritto qui.

L’Oscar per Still Alice e il primato nei tre grandi festival europei
Moore ha vinto l’Oscar come miglior attrice nel 2015 con Still Alice, dopo quattro candidature andate a vuoto, e nella sua bacheca ci sono anche Emmy, Golden Globe e BAFTA. Il primato che la distingue però è un altro: è stata la prima attrice americana a vincere i premi per l’interpretazione in tutti e tre i grandi festival europei, Venezia con Lontano dal paradiso, Berlino con The Hours e Cannes con Maps to the Stars.
Oltre settanta film, dal cinema d’autore alla serialità
Da Boogie Nights – L’altra Hollywood a I ragazzi stanno bene, fino ai lavori più recenti come May December di Todd Haynes, La stanza accanto di Pedro Almodóvar (la nostra recensione), Echo Valley, la serie Netflix Sirens e la miniserie Mary & George, la sua è una delle filmografie più varie della sua generazione. Il prossimo anno tornerà a teatro, nell’off-Broadway, come protagonista di Faydra.
Lontano dal set Moore è anche autrice di libri per bambini, con la serie Freckleface Strawberry entrata nella classifica dei bestseller del New York Times, ed è presidente fondatrice del Creative Council di Everytown for Gun Safety, l’organizzazione che si batte contro la violenza delle armi negli Stati Uniti.












