Sul palco della sua masterclass al Festival di Venezia, Luc Besson ha lasciato cadere l’anticipazione che i suoi fan aspettavano da tempo: sta scrivendo una nuova storia di fantascienza. Besson sta scrivendo un’altra storia sci-fi proprio ora: “Sarà folle, credetemi. Forse avrete bisogno di un biglietto e di un’aspirina allo stesso tempo. Sono più vecchio, quindi ora sto cercando di esplorare tutto”, ha ammesso durante una masterclass al Festival di Venezia.
La masterclass si è tenuta domenica 6 settembre, condotta dal critico cinematografico Mauro Gervasini, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Le masterclass del 2026 hanno visto protagonisti, tra gli altri, George Clooney e Ellen Burstyn (entrambi premiati con il Leone d’oro alla carriera), Luca Guadagnino e lo stesso Besson.
Il regista ha raccontato il progetto legandolo al proprio percorso nel genere. “È buffo, perché il mio primo film era sci-fi, poi ho fatto Il quinto elemento. C’erano solo 182 effetti speciali in quel film, in Valerian erano 4.000”, ha ricordato. Non ha invece rivelato titolo, trama o tempistiche del nuovo lavoro, che al momento resta soltanto una sceneggiatura in fase di scrittura.
Sul tema che oggi divide l’industria, Besson ha mostrato un atteggiamento pragmatico. Ha parlato dell’evoluzione tecnologica come di qualcosa che un regista semplicemente “digerisce”, perché resta sempre uno strumento. Ha usato un’immagine efficace per parlare dell’intelligenza artificiale, descrivendola come una tigre da tenere a bada con una frusta, invitando a non averne paura.
Il legame con Venezia, del resto, non si esaurisce nella masterclass. Besson ha scritto e prodotto “Father Joe”, diretto da Barthélémy Grossmann e presentato quest’anno fuori concorso: il film vede Kiefer Sutherland nei panni di un prete che si scontra con un boss del crimine interpretato da Al Pacino. Pacino ha saltato la conferenza stampa del film, inviando al suo posto un messaggio video in cui ha elogiato Besson.

Nel corso dell’incontro il regista ha ripercorso alcuni titoli chiave della sua carriera, spiegando di volersi mettere alla regia solo quando sente di essere la persona giusta. È in questo contesto che è arrivato uno dei momenti più leggeri della conversazione, dedicato a Madonna. Besson ha ricordato la realizzazione del video musicale del brano “Love Profusion”, uscito nel 2003. “Madonna mi ha chiamato. ‘Devo fare questo video domani e il regista fa schifo’, così parla lei. Ho ascoltato la canzone per 11 ore in aereo. Penso che l’abbiamo girato appena atterrati, perché aveva fretta”, ha raccontato. La definizione che le ha riservato è netta: un fenomeno.
L’appuntamento veneziano arriva dopo un periodo complicato sul piano personale e professionale. Besson negli anni recenti ha affrontato accuse di violenza sessuale. È stato poi prosciolto da ogni accusa e ha continuato a lavorare come regista, rivendicando in modo diretto la centralità del cinema nella propria vita.
Il suo lungometraggio più recente è “Dracula”, una rilettura gotica e romantica del romanzo di Bram Stoker. Il film, scritto e diretto da Besson, è intitolato in alcuni paesi “Dracula: A Love Tale” e vede Caleb Landry Jones nei panni di Dracula, accanto a Christoph Waltz e Zoë Bleu. In Italia il film è stato distribuito da Lucky Red ed è arrivato nelle sale, dopo il passaggio alla Festa del Cinema di Roma, con il titolo “Dracula – L’amore perduto”. L’uscita nei cinema italiani è avvenuta mercoledì 29 ottobre 2025. In Francia era uscito il 30 luglio 2025, mentre negli Stati Uniti ha avuto una distribuzione ampia il 6 febbraio 2026. Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, è poi approdato dal 16 febbraio 2026 su Sky Cinema e in streaming su Now.
A proposito di quel progetto, Besson ha ribadito quanto sia stata determinante l’intesa con l’attore protagonista. Landry Jones, già visto in un precedente film del regista, torna qui come Dracula in un adattamento del romanzo di Stoker firmato interamente da Besson. Il cineasta ha spiegato di aver girato quella storia proprio pensando a lui, descrivendolo come un attore capace di interpretare qualsiasi cosa.
Per ora, sul nuovo film di fantascienza, resta solo la promessa di qualcosa di estremo, condensata in quella battuta sul biglietto e sull’aspirina. Un anticipo di intenzioni più che un annuncio vero e proprio, ma abbastanza per riaccendere l’attesa attorno a un autore che al genere ha legato alcune delle sue pagine più riconoscibili.












