Bastano poche parole in un’intervista mattutina per riaccendere la caccia più discussa di Hollywood. Gary Oldman, ospite di “The Morning Show” della canadese Global, ha lasciato intendere che il nuovo James Bond sia già stato scelto, pur senza fare il nome dell’attore che erediterà la licenza di uccidere.
Le parole di Gary Oldman sul nuovo James Bond
Interrogato sulle voci che accostano il suo collega Jack Lowden al ruolo, Oldman ha risposto in modo netto: “Si dice che sia nella rosa dei candidati. Lo scopriremo presto, no? Perché l’hanno scelto. Hanno preso la loro decisione, ma non l’hanno ancora annunciata”. E ha aggiunto di tenere “le dita incrociate per Jack”.
Il dettaglio che conviene sottolineare, prima che la frase diventi un titolo definitivo su mezzo web, è che Oldman non ha specificato se stesse rivelando l’ingaggio proprio di Lowden o semplicemente il fatto che qualcuno, tra chi ha sostenuto il provino, ha ottenuto la parte. La distinzione non è da poco: una cosa è dire che il casting è chiuso, un’altra è indicare il vincitore. Amazon MGM, dal canto suo, non ha confermato nulla e continua a tenere la successione sotto il più stretto riserbo.

Le dita incrociate per Jack Lowden
Il tifo di Oldman ha una spiegazione semplice. I due attori condividono il set di Slow Horses, la serie di spionaggio in cui recitano fianco a fianco dal 2022, e il sodalizio professionale si è evidentemente tradotto in stima personale. Lowden, attore scozzese, è uno dei nomi che negli ultimi mesi ha guadagnato terreno nelle indiscrezioni sul dopo Daniel Craig.
C’è anche un intreccio familiare che alimenta la suggestione: la moglie di Lowden, Saoirse Ronan, ha dichiarato di recente a Empire di essere “dead serious”, seriamente intenzionata, sull’idea di interpretare una villain di Bond. Un doppio aggancio che, agli occhi dei fan, rende la coppia particolarmente cinematografica, al di là di quanto Oldman sappia davvero.
La corsa alla successione di Daniel Craig
La sostituzione di Craig, che ha appeso lo smoking al chiodo dopo No Time to Die, è diventata uno dei totonomi più fitti degli ultimi anni. Oltre a Lowden, tra i profili accostati al ruolo sono circolati quelli di Callum Turner, Jacob Elordi, Tom Holland, Aaron Taylor-Johnson, Henry Cavill e Harris Dickinson. Nessuno di loro, va ribadito, ha ricevuto una conferma.
Il riserbo assoluto è figlio del nuovo assetto produttivo: Amazon MGM ha assunto il pieno controllo creativo del personaggio e della sua proprietà intellettuale, rilevandolo dagli storici custodi della saga. Da allora ogni informazione sul futuro di 007 viene centellinata, e la stessa uscita di Oldman va letta in questo clima di caccia al segreto.

L’era Villeneuve e i tempi dell’annuncio
Sul fronte creativo, invece, le certezze ci sono. Il prossimo capitolo sarà diretto da Denis Villeneuve, con la sceneggiatura affidata a Steven Knight, ideatore di Peaky Blinders. Una combinazione che promette un Bond dal respiro autoriale, lontano dalla routine del franchise.
Quanto ai tempi, la produttrice Amy Pascal ha offerto l’indicazione più concreta: parlando a Deadline, ha detto che “la fine dell’anno è una buona scommessa” per la rivelazione del nuovo interprete. Se così fosse, la frase di Oldman non sarebbe una gaffe isolata, ma il primo spiraglio prima dell’annuncio ufficiale. Fino ad allora, resta una certezza sola: qualcuno, da qualche parte, sa già chi è il prossimo James Bond. E non siamo noi.












