Bernardo Bertolucci ci ha lasciato nel novembre del 2018, ma la sua ultima parola sul cinema arriva soltanto adesso, in Sala Grande. The Echo Chamber, presentato in Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e in sala dal 10 settembre con 01 Distribution, nasce dall’ultimo copione firmato dal maestro premio Oscar per L’ultimo imperatore, scritto insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. A dirigerlo, però, non è lui: è Andrea Pallaoro. Ed è proprio questa la prima, vera notizia del film.
Il testo di The Echo Chamber portava con sé un peso difficile da maneggiare: era l’ultima cosa che Bertolucci aveva scritto, un progetto rimasto a lungo senza una forma definitiva. A raccoglierlo sono state Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, che hanno lavorato al copione al fianco del regista e che hanno descritto il ritorno su quelle pagine come il rientro in una casa molto amata e all’improvviso perduta, dove tornare a riaprire porte e finestre. La sceneggiatura resta la spina dorsale del film, il legame diretto con una delle voci più importanti del cinema italiano del secondo Novecento.

Fino a oggi Andrea Pallaoro aveva costruito i suoi film su materiali propri. Regista trentino attivo tra Los Angeles e New York, formatosi al California Institute of the Arts e all’Hampshire College, ha esordito nel 2013 con Medeas, presentato a Venezia, per poi tornare al Lido con Hannah nel 2017, il film che valse a Charlotte Rampling la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, e con Monica nel 2022, di nuovo in Concorso. Il suo è un cinema fatto di studi da camera, di volti femminili osservati quasi in tempo reale, con la macchina da presa che si rifiuta di staccare e lascia che sia la recitazione a diventare il film.
Dirigere una sceneggiatura non concepita da lui è quindi uno scarto significativo nel suo percorso. La distanza dall’origine del progetto, invece di allontanarlo, sembra avergli permesso di rientrare da un’altra prospettiva in temi che gli appartengono da sempre: la solitudine, il corpo, i legami che feriscono e trattengono.

Al centro del racconto c’è la relazione tra Leo e Anne, una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. I due si inseguono, si sfiorano, si perdono e continuano a cercarsi, incapaci tanto di lasciarsi quanto di liberarsi l’uno dell’altra. Tra le stanze che abitano risuona intanto la voce di Ava, che attraversa il tempo e fa affiorare ciò che resiste e ciò che non può più essere trattenuto. Più che una relazione sentimentale in senso classico, The Echo Chamber osserva il punto esatto in cui l’intimità comincia a rovesciarsi in possesso.
A dare corpo a questa dipendenza affettiva è un gruppo di interpreti che intreccia il cinema italiano e quello internazionale. Luca Marinelli e Alicia Vikander sono i due poli della relazione raccontata dal film, mentre Susan Sarandon porta nella dinamica un ulteriore elemento di peso. Non è un allineamento casuale: Vikander è premio Oscar per The Danish Girl, Sarandon lo è per Dead Man Walking e ritrova Venezia dopo una carriera lunga oltre cinque decenni, costruita scegliendo personaggi complessi e registi capaci di metterla alla prova. Sono due modi diversi di stare davanti alla macchina da presa, che si affidano allo sguardo ravvicinato con cui Pallaoro lavora da sempre.

Dietro la storia lavora un reparto tecnico di prima fascia. La fotografia è di Diego García, il montaggio di Paola Freddi, già al fianco di Pallaoro proprio su Hannah, la scenografia di Gaspare De Pascali, i costumi di Antonella Cannarozzi e il suono in presa diretta di Guilhem Donzel. Le canzoni e le musiche originali sono firmate da Clément Ducol, fresco di Oscar per la Miglior Canzone Originale con El Mal, il brano di Emilia Pérez scritto con Camille e Jacques Audiard. Il film è una coproduzione italo-belga di Indigo Film con Rai Cinema per l’Italia e Versus Production per il Belgio, prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Viola Prestieri.

Dopo la presentazione in Concorso a Venezia 83, The Echo Chamber arriva nelle sale italiane dal 10 settembre, distribuito da 01 Distribution. Resta da vedere se l’incontro tra un copione così carico di eredità e uno degli sguardi più rigorosi del nostro cinema saprà mantenere quello che promette. La materia, di sicuro, è la più delicata possibile.












