Home Mostra del Cinema di Venezia‘Mare Mosso’: Cimpanelli torna alla regia dopo vent’anni

‘Mare Mosso’: Cimpanelli torna alla regia dopo vent’anni

Il regista e romanziere adatta il suo romanzo Marsilio in un noir ambientato sul litorale di Ostia, in anteprima alle Giornate degli Autori.

by Valeria Bernardo

Alle Giornate degli Autori dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia arriva Mare Mosso, il nuovo film scritto e diretto da Roberto Cimpanelli. Dietro l’anteprima c’è un ritorno che vale la pena raccontare: Cimpanelli riprende la macchina da presa a circa vent’anni dall’ultima regia, e lo fa adattando un romanzo che porta la sua firma, uscito con Marsilio in contemporanea con il passaggio veneziano.

Il romanziere che torna dietro la macchina da presa

Il nome di Roberto Cimpanelli, negli ultimi anni, i lettori lo hanno incrociato più in libreria che nei titoli di testa. Dopo aver esordito come narratore con Marsilio e aver costruito una carriera solida da produttore e distributore, l’autore romano torna alla regia dopo un intervallo lungo. La sua ultima direzione risaliva a Baciami piccina, del 2006, premiato con il Premio del Pubblico all’Annecy Cinéma Italien, la rassegna francese dedicata al cinema italiano. Prima ancora era arrivato l’esordio di Un inverno freddo freddo, che nel 1997 gli era valso il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente e una candidatura ai David di Donatello.

C’è poi un capitolo che dice molto del suo sguardo sul cinema: con la sua Life International, Cimpanelli ha distribuito e prodotto titoli importanti, firmando come produttore anche l’esordio alla regia di Paolo Virzì, quella La bella vita del 1994 che lanciò uno dei registi italiani più riconoscibili delle generazioni successive. Mare Mosso arriva dunque da qualcuno che il mestiere lo conosce da più lati, e che stavolta sceglie di raccontare una storia nata prima come pagina scritta.

Un noir esistenziale sul litorale di Ostia

Il cuore del film è un noir esistenziale ambientato sul litorale romano, dove il freddo di dicembre diventa quasi un personaggio. Al centro c’è Daniela, interpretata da Beatrice Fiorentini: una ragazza segnata da un passato tormentato, che il destino porta a lavorare come barista al Pachanga, locale malfamato di Ostia. Lì incontra Massimo, il pianista del locale interpretato da Eduardo Scarpetta, un talento che gli è valso il soprannome di Mani d’Oro e che nasconde, come lei, segreti difficili da confessare.

Due anime fragili che sembrano trovare l’una nell’altra un rifugio, una possibilità di riscatto. Fino alla notte in cui Daniela vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, e da quel momento il gelo del litorale si trasforma in una minaccia concreta: c’è solo Massimo al suo fianco, mentre qualcuno si avvicina per ucciderli entrambi. La produzione lo descrive come un noir sulla colpa e sull’innocenza, sul destino e sulla disperata voglia di vivere, e in questa cornice il litorale invernale funziona da specchio dei suoi due protagonisti in fuga.

Un cast guidato da Scarpetta e Fiorentini

Accanto a Eduardo Scarpetta e Beatrice Fiorentini, il gruppo di interpreti riunisce Antonio Bannò, Eva Cela, Rosa Diletta Rossi, Pierluigi Gigante, Romano Talevi, Simone Borrelli e Federico Majorana, con la partecipazione di Andrea Sartoretti. Il film è prodotto da Master Five Cinematografica e Life Cinema con Rai Cinema.

L’appuntamento alle Giornate degli Autori

Mare Mosso viene presentato in anteprima nello spazio “Confronti” delle Giornate degli Autori, all’interno dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Secondo il programma diffuso dalla manifestazione, la proiezione ufficiale è fissata per l’8 settembre 2026 alla Sala Laguna, preceduta in giornata dall’incontro stampa e dal photocall alla Casa degli Autori.

Sulla natura del film è lo stesso Cimpanelli a mettere un paletto, rivendicando la definizione di noir più che quella di thriller, in omaggio a un cinema che, senza rinunciare all’azione, sceglie di esplorare “i movimenti dell’anima”. Il desiderio dichiarato è che lo spettatore finisca per parteggiare per Daniela e Massimo, e per la loro possibilità di sfuggire a un destino che di solito annienta le anime disperate. Per chi segue la nostra copertura di Venezia 83, è uno dei titoli italiani più curiosi arrivati fuori dal concorso principale.

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