Prime Video ha diffuso trailer e poster ufficiali della seconda stagione di Roast in Peace e ha fissato la data: il comedy show condotto da Michela Giraud torna il 18 settembre con sei episodi in esclusiva. Il meccanismo resta quello che ha reso riconoscibile il programma, il roast americano trasformato in una cerimonia funebre, ma la vera notizia di stagione non sta nei nomi dei “defunti”, per quanto ingombranti. Sta in una figura nuova che entra nella liturgia.
Come funziona Roast in Peace: il funerale al posto del roast
L’idea che regge il programma è semplice e cattiva. Una celebrità accetta di sottoporsi al proprio funerale simbolico, si sdraia idealmente nella bara e ascolta, immobile, gli elogi funebri che un gruppo di comici trasforma in monologhi al vetriolo. Non si celebra una vita, la si smonta: vizi pubblici, gaffe, contraddizioni, tutto diventa materiale per la battuta. A officiare la cerimonia, e a tenere insieme il tono prima che degeneri, torna Michela Giraud nel ruolo di maestra di cerimonie comiche.
Il format prende in prestito la tradizione anglosassone del roast, dove la vittima designata viene celebrata a colpi di insulti affettuosi, e la ribalta nella cornice più macabra e più italiana del rito funebre. È una delle formule di commedia più riuscite del catalogo Prime Video degli ultimi anni proprio perché mette d’accordo due piaceri opposti: la riverenza finta e la ferocia vera.
L’Inconsolabile: la novità che cambia la seconda stagione
La seconda stagione introduce una variabile che sposta il baricentro emotivo del programma. Per ogni “defunto” arriva a sorpresa un ospite chiamato l’Inconsolabile: una persona che al Vip roastato è stata davvero vicina, nella vita privata o professionale, e che interviene per un ultimo saluto tutt’altro che commosso.
È la mossa più interessante del rilancio. Finora il roast metteva in scena estranei di talento che demolivano un personaggio da fuori. L’Inconsolabile fa entrare in campo qualcuno che quel personaggio lo conosce sul serio, e sposta la comicità dal repertorio pubblico all’aneddoto privato. Il gioco, per lo spettatore, diventa doppio: ridere delle battute e, insieme, provare a indovinare chi si presenterà accanto alla bara di ciascuno. Le identità degli Inconsolabili restano coperte fino alla messa in onda, ed è evidente che il programma ci punta come motore di attesa.

I cinque “defunti”: Fedez, Borghese, Ventura, Cruciani, Argento
I cinque protagonisti scelti per la stagione offrono ai comici materiale volutamente eterogeneo. Fedez, il più esposto mediaticamente del gruppo, si presenta come il bersaglio più prevedibile e più ghiotto, e nel trailer si mostra già preoccupato per ciò che lo aspetta. Alessandro Borghese porta la maschera dello chef diventato volto televisivo. Simona Ventura mette in gioco quasi trent’anni di televisione e costume italiano. Giuseppe Cruciani arriva dalla radio più provocatoria in circolazione e sa bene cosa significhi stare dalla parte di chi colpisce. Asia Argento, cresciuta dentro il cinema internazionale, chiude il quintetto con una storia pubblica densa e stratificata.
Cinque figure lontanissime tra loro, tenute insieme da un requisito preciso: avere un vissuto abbastanza ingombrante da reggere sei episodi di battute senza esaurirsi.
I comici e il ricambio nel roster
A pronunciare gli elogi funebri sono quattro comici, e qui la stagione registra un vero ricambio. Torna Stefano Rapone, vincitore della prima edizione, insieme a Eleazaro Rossi, già confermato. Le due new entry sono Max Angioni e Martina Catuzzi, che entrano in un meccanismo dai tempi comici molto codificati. Restano invece fuori dal roster quattro volti della prima stagione: Edoardo Ferrario, Beatrice Arnera, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase.
Il cambio non è marginale. In un programma che vive di ritmo e di affiatamento tra chi tira le battute, rimescolare metà del tavolo comico è una scelta che si vedrà tutta in scena, nel modo in cui i quattro si passano la parola e costruiscono la crescente cattiveria di ogni cerimonia.

Michela Giraud, l’officiante
Il centro del programma resta Michela Giraud, unico punto fermo tra una stagione e l’altra. Formatasi nella scena stand-up romana, Giraud è arrivata al grande pubblico televisivo passando per la prima stagione di LOL: Chi ride è fuori, ha portato la sua comicità a una platea internazionale con lo speciale Netflix La verità, lo giuro! e ha firmato il debutto da regista cinematografica con Flaminia. In Roast in Peace il suo compito è il più difficile: officiare, provocare e regolare il volume della ferocia altrui senza spegnerla. È il ruolo che tiene in equilibrio tutto il meccanismo della stand-up applicato al piccolo schermo.
Roast in Peace 2: quando esce e quanti episodi
Roast in Peace 2 debutta in esclusiva su Prime Video il 18 settembre con sei episodi. Il programma è prodotto da Stand By Me in collaborazione con Prime Video. Sei funerali, cinque defunti d’eccezione, quattro comici e un’incognita a sorpresa per ciascuna cerimonia: la domanda che il trailer lascia in sospeso è chi, tra Vip e Inconsolabili, uscirà dalla bara più malconcio.












