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Cristina Donadio da Napoli a Nantes: due premi per Scianel

Dal 3 al 6 settembre l'attrice di Gomorra inaugura lo spazio dedicato all'Italia al Nantes Films & Series Festival de la Butte, tra proiezioni, incontri e un premio alla memoria di Émilie Dequenne.

by Mauro Terrone

Dal 3 al 6 settembre 2026 Nantes accende la prima edizione del Nantes Films & Series Festival de la Butte, e a inaugurare lo spazio che la manifestazione riserverà ogni anno alla creazione italiana sarà Cristina Donadio, l’attrice napoletana che il pubblico internazionale ha imparato a conoscere come Scianel in Gomorra. Per lei non un solo riconoscimento, ma due: l’Excellence Award e il Women in Light Award.

Da Napoli a Nantes: Cristina Donadio oltre Scianel

Prima di Annalisa Magliocca, prima della camorra televisiva più esportata di sempre, Cristina Donadio è stata soprattutto una donna di teatro, cresciuta a Napoli e formatasi accanto a maestri della scena italiana. Gomorra è arrivata a stagione avviata, quando l’attrice era già una spettatrice appassionata della serie, e le ha consegnato un personaggio che non somigliava a nessun altro nella serialità nostrana: feroce, lucido, solitario, femminile in un mondo scritto al maschile.

A Nantes il festival prova a fare esattamente questo, restituire l’artista oltre l’icona. L’Excellence Award premia chi incarna l’eccellenza del proprio mestiere e sa portare la cultura del proprio Paese oltre i confini, e Donadio inaugura simbolicamente il presidio permanente che la manifestazione francese vuole dedicare ogni anno all’Italia. Un gesto che dice molto sulla circolazione della nostra serialità in Europa, e su quanto Scianel abbia contribuito a costruirla.

Gomorra a Bellevue: il racconto del potere che attraversa i confini

L’appuntamento centrale per il pubblico italiano è fissato per sabato 5 settembre al Centre socioculturel de Bellevue, quartiere popolare dell’area metropolitana di Nantes. Il festival sceglie di portare il cinema e le serie dentro un quartiere, non in una sala blindata, e proietta un episodio di Gomorra in cui Scianel ha un ruolo centrale. Alla proiezione seguirà un incontro dal titolo “Nulla è scritto in anticipo”, dedicato alle scelte, al lavoro e alla possibilità di costruire il proprio cammino.

La scelta di Bellevue non è neutra, ed è qui che la serie tratta dal libro-inchiesta di Roberto Saviano mostra la sua natura più politica. Un racconto del potere criminale nato a Secondigliano che dialoga con una banlieue francese chiarisce quanto quelle storie parlino una lingua che i confini nazionali non trattengono. Lo stesso Saviano, in un messaggio inviato al festival, si è detto felice che Gomorra arrivi negli spazi metropolitani francesi, là dove raccontare il potere resta necessario.

Accanto a Donadio, a Bellevue, ci sarà anche Samir Boitard, volto familiare a chi in Italia segue il poliziesco francese.

Il Women in Light Award e la memoria di Émilie Dequenne

Il secondo riconoscimento a Cristina Donadio ha un peso diverso. Il Women in Light Award nasce per mantenere viva l’eredità di Émilie Dequenne, l’attrice belga rivelata da Rosetta e scomparsa il 16 marzo 2025 dopo la malattia che aveva reso pubblica nel 2023. Il premio valorizza le donne che contribuiscono alla realizzazione di film e serie davanti e dietro la macchina da presa, e celebra chi, attraverso il proprio percorso, dà visibilità ad altre donne.

Le premiate della prima edizione sono otto: Danièle Gain, agente artistica; Alexandra Clert, creatrice, sceneggiatrice e produttrice; Camille Perrier, giornalista e scrittrice; Sheila O’Connor, attrice, sceneggiatrice e regista; Marianne Le Morvan, storica dell’arte e curatrice; Emine Meyrem, attrice e autrice; Nade Dieu, attrice; e Cristina Donadio. La cerimonia è in programma venerdì 4 settembre, e il riconoscimento diventerà un appuntamento annuale del festival, pensato per tenere viva, edizione dopo edizione, la memoria di Dequenne.

Samir Boitard e la serialità francese che l’Italia conosce troppo poco

La presenza di Samir Boitard è un ponte immediato con gli spettatori italiani: l’attore fa parte del gruppo di interpreti di Pax Massilia, il crime thriller ambientato a Marsiglia e diretto da Olivier Marchal, disponibile in Italia su Netflix. Non è l’unico nome del festival legato a quella serie, visto che anche Moussa Maaskri, altro ospite premiato a Nantes, ne fa parte.

Ed è qui che il festival diventa una bussola per il pubblico italiano di serie. La manifestazione celebra i vent’anni di Engrenages, il poliziesco giudiziario debuttato nel 2005 e distribuito a livello internazionale con il titolo Spiral, riunendo attorno alla serie personalità come la creatrice e produttrice Alexandra Clert. Riporta inoltre insieme Thierry Godard e Nade Dieu attorno a Un Village français, altra pietra miliare della fiction francese. Per chi in Italia ha amato Gomorra e i suoi antieroi, questo è un invito a esplorare un vicino di casa serie troppo spesso trascurato.

Un festival gratuito, nato sulla Butte Sainte-Anne

Il Nantes Films & Series Festival de la Butte nasce nel quartiere storico della città di Jules Verne, tra il museo dedicato allo scrittore, la Loira e gli antichi cantieri navali, con l’ambizione di costruire un rapporto di prossimità tra artisti, abitanti e pubblico. Tutte le proiezioni, i talk e le masterclass in programma sono gratuiti e aperti a tutti fino a esaurimento posti.

Padrino della prima edizione è Thierry Godard, tra i volti più riconoscibili della televisione francese, che riceverà il Premio d’onore. Nel corso delle quattro giornate saranno inoltre consegnati il Premio speciale a Moussa Maaskri e l’Icon Award a Véronique Jannot, mentre il programma affianca ai nomi noti gli artisti e i tecnici che raccontano i mestieri del set, dallo stuntman all’agente artistico.

Intitolata “Saison 1 – Les Origines”, questa prima edizione mette in fila memoria, serie cult e incontri, e affida proprio a un’attrice italiana il compito di aprire il ponte tra le due sponde. Che sia Scianel a inaugurarlo non è un dettaglio: è la conferma che certe storie, nate in un vicolo di Napoli, hanno imparato a parlare a tutta Europa.

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