Home FilmRidley Scott torna alla regia di Alien e liquida Romulus come un film solo “discreto”

Ridley Scott torna alla regia di Alien e liquida Romulus come un film solo “discreto”

A 88 anni il regista annuncia di aver ripreso in mano la saga: riparte da Alien: Covenant con il David di Michael Fassbender.

by Mauro Terrone

Ridley Scott ha deciso di rimettere le mani sul suo Alien, e lo ha fatto con una frase che ha già diviso i fan. In una nuova intervista rilasciata alla testata francese AlloCiné, il regista ha commentato senza troppi giri di parole l’ultimo capitolo della saga. “Sono improvvisamente tornato e mi sono coinvolto di nuovo,” ha detto, aggiungendo che il film uscito da poco era “OK”, che a suo avviso ha bisogno di aiuto, e che per questo “è tornato dentro”.

Il riferimento è ad Alien: Romulus, uscito nel 2024 e diretto da Fede Álvarez, accolto da pubblico e critica come il ritorno in forma della saga. Il film ha incassato 350 milioni di dollari nel mondo e ha ottenuto un punteggio dell’80% su Rotten Tomatoes, un netto recupero rispetto al precedente Alien: Covenant. Il giudizio tiepido di Scott ha quindi sorpreso, proprio perché arriva sul titolo più apprezzato degli ultimi anni del franchise.

La rotta che il regista intende seguire, però, non è quella tracciata da Romulus. Scott ha spiegato di avere già “un’impronta per il prossimo Alien”, ricordando di aver fatto Prometheus e poi Alien: Covenant, e di voler riprendere da dove si era interrotto in Covenant con Michael Fassbender. L’idea, in sostanza, è tornare all’androide David e concludere la trilogia prequel iniziata con Prometheus, ignorando le premesse lasciate aperte dall’ultimo film.

Il ritorno di David e l’ossessione di Scott per l’intelligenza artificiale

Il cuore del progetto resta il personaggio di Fassbender. Alien: Covenant, del 2017, si chiude con David che prende segretamente il controllo della nave Covenant, insieme a migliaia di coloni ed embrioni umani diretti verso Origae-6. È da lì, dal celebre finale rimasto senza seguito, che Scott vuole ripartire. Nelle sue parole, David nel nuovo film si crederebbe ormai una sorta di Ozymandias, l’immagine del sovrano onnipotente destinato all’oblio.

A muovere il regista è soprattutto il tema dell’intelligenza artificiale fuori controllo. “Mi piace il fatto che l’AI sia andata fuori dai binari,” ha detto Scott. “Se andiamo verso l’AI, il momento in cui ci accorgiamo che è impazzita è già troppo tardi. Potrebbe spegnere ogni cosa digitale nel mondo in un istante.” Non è la prima volta che il regista lega la figura di David a questa riflessione: già in una precedente intervista al Los Angeles Times aveva descritto il progetto e il personaggio in termini simili. Aveva anticipato che il film riprenderà la storia con David impegnato a creare un “mondo nuovo per sé stesso”, mentre gli altri dettagli restano coperti.

Il nodo Álvarez e il seguito di Romulus rimasto in sospeso

Dietro l’annuncio c’è anche il motivo per cui il seguito di Romulus è rimasto fermo. Fede Álvarez voleva usare il David di Michael Fassbender nel suo sequel di Alien: Romulus, per costruire un ponte tra i film. Scott si è opposto, e il progetto è rimasto senza regista, riportando il franchise in una fase di stallo.

I resoconti concordano nel collegare questa frizione all’uscita di scena di Álvarez. Scott avrebbe respinto il desiderio di Álvarez di includere il personaggio perché voleva mantenere l’opzione di riportare David in scena lui stesso, e la sua influenza creativa potrebbe aver pesato sull’addio del regista e sulla difficoltà di trovarne un altro. Va precisato che si tratta di indiscrezioni: Álvarez ha dichiarato che stava lavorando alla sceneggiatura del seguito e che sarebbe rimasto come produttore, pur confermando che non avrebbe diretto, mentre le voci su un rapporto difficile con Scott sul set non hanno avuto conferme ufficiali.

Un ritorno non ancora blindato

Resta un punto importante da chiarire: non è certo che Scott finisca per dirigere personalmente il film, né che lo studio dia il via libera al progetto nella forma che lui immagina. Se Scott dirigerà o meno questo terzo prequel non è ancora chiaro; ciò che è certo è che sta scrivendo di nuovo, che il David di Fassbender resta centrale, e che il suo giudizio tiepido su Romulus lo ha convinto di avere ancora conti in sospeso con Alien.

L’annuncio arriva mentre il regista, oggi 88enne, continua a lavorare senza sosta. Scott non è mai stato tipo da misurare le parole, e a 88 anni non sembra particolarmente preoccupato di trattenersi. Parte delle reazioni, del resto, non riguardano solo il giudizio su Romulus, ma la scelta stessa di rimettere la saga nelle sue mani, dopo che Prometheus e Covenant avevano diviso profondamente il pubblico. La liquidazione di Alien: Romulus come film solo “OK” ha spaccato le opinioni.

Per ora l’unica certezza è la direzione: dimenticare la strada aperta da Romulus e tornare a David, all’androide che sogna di essere dio e alla domanda che accompagna Scott da sempre, cosa succede quando la creazione sfugge al controllo di chi l’ha costruita.

Related Articles