Home Disney +‘Skeleton Crew’: La serie di Star Wars che riporta la magia della prima stagione di ‘Stranger Things’

‘Skeleton Crew’: La serie di Star Wars che riporta la magia della prima stagione di ‘Stranger Things’

Otto episodi disponibili su Disney plus trasformano la galassia lontana lontana in un'avventura per ragazzini, tra navi abbandonate, tesori e un misterioso Jedi interpretato da Jude Law.

by Valeria Bernardo

Quattro ragazzini in bicicletta, un mostro da affrontare, adulti da tenere alla larga e un’amicizia capace di reggere a qualsiasi cosa: la prima stagione di Stranger Things funzionava così, con una purezza che le stagioni successive hanno faticato a ritrovare. Quella stessa scintilla, sorprendentemente, riemerge in un angolo della galassia lontana lontana. La serie in questione è Star Wars: Skeleton Crew, e chi ha amato l’incanto nostalgico dei fratelli Duffer troverà pane per i suoi denti.

Con protagonista Jude Law nel ruolo di Jod Na Nawood e incentrata su quattro bambini alle prese con un’avventura attraverso la galassia di Star Wars durante l’era della Nuova Repubblica, la serie live-action è stata creata e scritta da Jon Watts e Christopher Ford. La sua uscita non è più imminente né futura: Skeleton Crew ha debuttato su Disney+ il 2 dicembre 2024. La serie, composta da otto episodi, è arrivata con i primi due il 2 dicembre, per poi proseguire con uscite settimanali il martedì. Oggi tutti gli otto episodi sono disponibili in streaming sulla piattaforma.

Una nave abbandonata e un viaggio senza rotta

Il cuore del racconto è tutto nella scoperta iniziale. La storia segue quattro ragazzini che fanno una misteriosa scoperta sul loro pianeta natale, apparentemente sicuro, e si ritrovano poi persi in una galassia strana e pericolosa; trovare la strada di casa, incontrando alleati e nemici inaspettati, sarà un’avventura più grande di quanto avessero mai immaginato. Il pianeta di origine dei protagonisti è At Attin, un mondo tranquillo dove tutto sembra procedere secondo regole precise, finché l’attivazione accidentale di un’antica nave non li catapulta lontano da casa.

Il quartetto è formato da Wim, Fern, KB e Neel, ciascuno con una personalità ben definita. Ravi Cabot-Conyers interpreta Wim, un ragazzo umano del pianeta At Attin; Ryan Kiera Armstrong è Fern, una ragazza umana dello stesso pianeta; Kyriana Kratter interpreta KB, un’amica di Fern che indossa un visore cibernetico collegato a un impianto sulla testa in seguito a un incidente non specificato; Robert Timothy Smith dà voce a Neel, un ragazzino alieno simile a un elefantino, amico di Wim.

Un droide pirata e un uomo dai molti trucchi

Ad accompagnarli lungo il tragitto c’è un droide dall’aria minacciosa ma prezioso. Il creatore Jon Watts ha descritto un nuovo droide che si unisce alla serie, SM-33, doppiato da Nick Frost. Il vero jolly del gruppo resta però il personaggio di Jude Law, una figura ambigua e imprevedibile. Lo stesso attore lo ha riassunto bene, definendo Jod qualcuno che usa la prontezza di riflessi, il fascino e la parola per uscire da ogni tipo di situazione.

Il cast si allarga con diversi volti noti. Nel gruppo degli adulti figurano Kerry Condon nel ruolo di Fara, madre di Fern che lavora come insegnante e sottosegretaria nell’ufficio del Supervisore su At Attin, e Alia Shawkat come voce di Kh’ymm, un’aliena simile a un gufo ed esperta di mappe con un’alleanza turbolenta con Jod. Ci sono inoltre Mathieu Kassovitz nei panni del Generale Strix e Kelly Macdonald in quelli di Pokkit, cacciatrice di taglie freelance ed ex partner di Jod. Nel cast figura anche Tunde Adebimpe.

Perché ricorda i film Amblin degli anni ottanta

Il riferimento a Stranger Things non nasce dal nulla, ed è la stessa serie a rivendicare le proprie radici. La serie è fortemente influenzata dal film d’avventura del 1985 I Goonies, e più in generale attinge all’immaginario dei classici Amblin di quel decennio, con espliciti richiami a titoli come E.T. l’extra-terrestre. La struttura è quella dell’avventura di formazione: pericoli reali, un pizzico di umorismo e quel senso di meraviglia che nella galassia di George Lucas trova un terreno perfetto.

A dare corpo a questa varietà di toni ha contribuito una regia insolitamente prestigiosa. Gli episodi sono stati diretti da Watts, David Lowery, i Daniels (Daniel Kwan e Daniel Scheinert), Jake Schreier, Bryce Dallas Howard e Lee Isaac Chung.

Uno degli aspetti più interessanti è l’accessibilità: non serve essere esperti della saga per godersela. I fan l’hanno descritta come “Star Wars incontra Stranger Things”, e secondo i creatori non è nemmeno necessario aver visto i film di Star Wars per apprezzarla.

Un’accoglienza calorosa

Sul fronte della critica, il bilancio è stato positivo. Le recensioni descrivono Skeleton Crew come una serie divertente e coinvolgente, dal fascino nostalgico, con alti valori produttivi ed effetti notevoli; il giovane cast e Jude Law offrono interpretazioni autentiche, che rafforzano lo sviluppo dei personaggi e la risonanza emotiva. Non sono mancate le riserve: alcuni critici hanno lodato l’umorismo e la freschezza della narrazione, pur trovando la trama prevedibile e il finale un po’ brusco, in un insieme che fonde con successo l’avventura classica con elementi nuovi, rivolgendosi sia ai bambini sia agli adulti.

È qui che Skeleton Crew dimostra la sua tesi di fondo: Star Wars non ha bisogno soltanto di grandi archi mitologici e di conflitti tra Jedi e Sith, ma anche di storie autonome, capaci di far innamorare del franchise anche chi non ci si era mai avvicinato. Otto episodi, un tesoro da inseguire, pirati alle costole e un’amicizia che tiene insieme tutto. Il resto lo mette la galassia.

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