Home NewsIl mondo del country dice addio a Dolly Parton, la zia Dolly di ‘Hanna Montana’

Il mondo del country dice addio a Dolly Parton, la zia Dolly di ‘Hanna Montana’

La regina del country si è spenta a Nashville, un anno dopo la morte del marito Carl Dean. Lascia sessant'anni di canzoni e filantropia.

by Grazia Caporale

Dolly Parton è morta a 80 anni. La regina del country, tra le voci più amate e riconoscibili della cultura popolare americana, si è spenta a Nashville, in Tennessee. Parton è morta martedì a Nashville, secondo una dichiarazione della famiglia, all’età di 80 anni; la nota precisa che si è spenta “serenamente” e che si terrà un piccolo servizio privato riservato ai familiari più stretti.

La causa è stata comunicata poco dopo dal suo entourage. La cantautrice è morta dopo aver affrontato una breve battaglia contro il cancro: secondo il suo portavoce Marcel Pariseau, ha lasciato la vita terrena al Vanderbilt-Ingram Cancer Center, circondata dai suoi cari. Il nipote Bryan Seaver aveva annunciato ore prima che l’icona del country era morta serenamente, ma il riferimento alla malattia è emerso solo in un secondo momento.

L’annuncio è arrivato attraverso i canali dell’artista. Bryan Seaver ha comunicato la notizia con un video pubblicato su Facebook. Legato a Parton anche sul piano professionale, ne era stato per anni il responsabile della sicurezza. “Come suo capo della sicurezza per più di due decenni, ruolo che mio padre Larry ricopriva prima di me, avevo immaginato il peso di questo momento, ma non l’ho davvero sentito fino ad ora”, ha detto Seaver. Ha aggiunto che Dolly aveva aperto le porte a generazioni di cantanti, cantautori, musicisti e sognatori di ogni provenienza e di ogni continente.

La famiglia ha reso omaggio con parole che restituiscono la doppia natura di Parton, artista e figura pubblica generosa. “Una vita di strass che ha brillato abbastanza da farsi vedere dal mondo, Dolly resterà per sempre un’ispirazione non solo per la sua musica senza tempo e la sua prolifica scrittura, ma anche per lo spirito, il calore e la gentilezza che ci facevano sentire tutti come una famiglia”, ha dichiarato la famiglia. La sua eredità viene descritta come fatta di amore, compassione e resilienza: con una carriera lunga sette decenni ha ispirato più generazioni di artisti e di fan, e il suo impegno filantropico continuerà ad avere un impatto duraturo.

La scomparsa arriva dopo un periodo segnato da difficoltà fisiche di cui Parton aveva parlato apertamente. L’artista era stata trasparente sui vari problemi di salute negli ultimi due anni, in particolare dopo la morte del marito Carl Dean nel marzo 2025. Le sue condizioni erano diventate notizia già nell’autunno del 2025, quando annunciò che non avrebbe potuto realizzare la residency di sei date prevista per dicembre al Caesars Palace di Las Vegas, presentata come un attesissimo ritorno sul palco.

(AP Photo/Charlie Riedel, File)

Alla riapertura stagionale del suo parco a tema, in primavera, aveva rassicurato i fan pur ammettendo la fatica. Nel dare un aggiornamento sulla salute all’avvio della stagione 2026 di Dollywood, la leggenda del country aveva rivelato che il lutto aveva avuto un peso fisico dopo la morte del marito, con cui era stata sposata per quasi sessant’anni. Appena dieci giorni prima della morte, Parton aveva annullato un’apparizione per l’inaugurazione di una nuova attrazione a Dollywood, spiegando che il medico le aveva sconsigliato di viaggiare per problemi di salute.

Nei giorni immediatamente precedenti la scomparsa aveva parlato di sé con la consueta franchezza. Aveva raccontato di non aver dato peso ad alcuni disturbi mentre si prendeva cura di Carl, riferendosi alla morte del marito avvenuta nel marzo 2025. Nei giorni finali era stata ricoverata al Vanderbilt University Medical Center di Nashville con problemi renali e autoimmuni.

Il legame con Carl Dean aveva attraversato quasi tutta la sua vita adulta. Dean è morto il 3 marzo 2025, a 82 anni, dopo 58 anni di matrimonio. A lui Parton aveva dedicato una canzone poco dopo la scomparsa. “If You Hadn’t Been There”, pubblicata il 6 marzo 2025, era un omaggio sentito al marito, morto pochi giorni prima all’età di 82 anni.

Il segno lasciato sulla musica è enorme. La “regina del country” ha vinto 11 Grammy e venduto oltre 100 milioni di dischi, imponendosi come una delle interpreti di maggior successo di sempre. La sua carriera si è estesa per oltre sei decenni, con successi come “Jolene”, “9 to 5” e “I Will Always Love You”. Il suo ultimo Grammy è arrivato nel 2021, in una categoria di musica cristiana contemporanea per “There Was Jesus”, brano inciso con Zach Williams, mentre lo scorso anno era tornata tra le candidature nella categoria audiolibri per la lettura del libro “Behind the Seams: My Life in Rhinestones”.

Accanto alla musica, Parton aveva costruito una lunga parabola cinematografica e televisiva. È stata la stella di film come “9 to 5”, uscito in Italia con il titolo “Dalle 9 alle 5… orario continuato”. Una serie di film per la TV prodotti sotto la sua egida le ha portato negli anni candidature e vittorie agli Emmy, tra cui l’Emmy 2021 come miglior film televisivo per “Dolly Parton’s Christmas on the Square”. In Hannah Montana appariva accanto a Miley Cyrus proprio nei panni di zia Dolly, un ruolo che raccontava anche qualcosa della loro vita reale: Dolly era infatti la madrina di Miley.

Il lascito di Parton va oltre i palcoscenici. I suoi rappresentanti hanno ricordato la sua enorme generosità attraverso l’Imagination Library e il sostegno alla ricerca medica. La famiglia ha invitato a destinare eventuali donazioni proprio alla Imagination Library di Dolly Parton.

Fino all’ultimo aveva continuato a lavorare e a immaginare nuove iniziative. Nonostante i recenti problemi di salute, nell’ultimo anno Parton era stata attiva, con piani per un nuovo museo e un hotel a Nashville e accordi commerciali in corso. A parte poche apparizioni pubbliche nel 2026, tra cui l’inaugurazione di un suo truck stop in Tennessee a giugno, era rimasta in gran parte lontana dai riflettori, scegliendo di intervenire virtualmente con segmenti preregistrati.

Un progetto la lega ancora al futuro. Il musical basato sulla sua vita, “Dolly, A True Original Musical”, debutterà a Broadway il 19 gennaio 2027, giorno in cui avrebbe compiuto 81 anni.

Con la sua scomparsa se ne va una delle ultime grandi icone dello spettacolo americano del Novecento, capace di occupare contemporaneamente molti spazi della cultura popolare senza esaurirsi in nessuno di essi. Resta un repertorio di canzoni e un’opera filantropica destinati a sopravviverle a lungo.

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