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‘Heart of the Beast’: Ayer e Pitt di nuovo insieme dopo Fury

Il primo trailer italiano del thriller di sopravvivenza diretto da David Ayer, in sala dal 24 settembre con Eagle Pictures.

by Valeria Bernardo

Dodici anni dopo Fury, David Ayer torna a dirigere Brad Pitt. Lo fa lontano dai carri armati della Seconda guerra mondiale, in un paesaggio agli antipodi: le distese gelate dell’Alaska di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, thriller di sopravvivenza atteso nelle sale italiane dal 24 settembre con Eagle Pictures. Il primo trailer italiano ha rimesso in moto l’attesa attorno a un film che ricongiunge una delle coppie regista-attore più efficaci del decennio scorso.

Heart of the Beast, la reunion tra David Ayer e Brad Pitt dopo Fury

Nel 2014 Ayer e Pitt avevano firmato con Fury uno dei ritratti più materici del cinema bellico recente: l’equipaggio di uno Sherman stretto dentro gli ultimi, feroci giorni del Terzo Reich. Da allora le loro carriere hanno preso direzioni diverse. Ayer ha attraversato il grande blockbuster con Suicide Squad e Bright, per poi ritrovare la sua cifra più riconoscibile, l’azione fisica e senza fronzoli, nei recenti lavori con Jason Statham, The Beekeeper e A Working Man. Pitt, dal canto suo, ha conquistato l’Oscar come interprete per C’era una volta a… Hollywood e ha chiuso il 2025 dentro l’abitacolo del film sulla Formula 1 F1.

Heart of the Beast li rimette fianco a fianco su un terreno inedito eppure coerente con la sensibilità di Ayer: corpi messi alla prova, legami costruiti nella fatica, la sopravvivenza come misura di tutto.

Un thriller di sopravvivenza tra uomo e natura

Spogliato di eserciti e metropoli, il film scommette sull’essenziale: un uomo, un animale, un ambiente che non concede nulla. È il territorio del racconto di sopravvivenza allo stato puro, quello che mette in scena la lotta contro il freddo, la fame e il tempo, nella linea che da Jack London arriva fino a titoli come The Grey di Joe Carnahan. Dentro questo filone, Heart of the Beast innesta la tradizione del cane da guerra, il compagno a quattro zampe addestrato al combattimento che qui diventa coprotagonista a tutti gli effetti.

La trama: James Belmont e il cane Odino dispersi in Alaska

Protagonista è James Belmont, ufficiale delle Forze Speciali interpretato da Pitt. Un incidente aereo lo abbandona nelle regioni più remote e ostili dell’Alaska, senza soccorsi e senza vie di fuga immediate. L’unico compagno che gli resta è Odino, il cane militare che lo ha affiancato nelle missioni più pericolose. Attorno a loro, una natura spietata: temperature estreme, predatori, ostacoli imprevedibili. Per raggiungere la salvezza, l’uomo e l’animale dovranno affidarsi l’uno all’altro, mentre ogni tappa del cammino mette alla prova il loro legame.

Gli interpreti e i nomi dietro la macchina da presa

Accanto a Brad Pitt, che è anche produttore, figurano J.K. Simmons e Anna Lambe. La sceneggiatura porta la firma dell’esordiente Cameron Alexander, mentre la fotografia è affidata a Mauro Fiore, premio Oscar per Avatar: un nome che promette respiro e ampiezza agli scenari dell’Alaska.

Sul fronte produttivo il film raccoglie un insieme di case importanti: la Plan B di Pitt, la Temple Hill di Marty Bowen, la Crave Films dello stesso Ayer e la Wild Chickens Productions. Tra i produttori compaiono Olivia Hamilton, Marty Bowen, David Ayer e Brad Pitt; nella lista dei produttori esecutivi spicca un nome che sorprende in un progetto simile, quello di Damien Chazelle, il regista di La La Land e Whiplash, legato alla Wild Chickens insieme a Olivia Hamilton.

Quando esce Heart of the Beast al cinema

In Italia Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio arriva nelle sale giovedì 24 settembre 2026, distribuito da Eagle Pictures; negli Stati Uniti l’uscita è fissata per il giorno successivo, il 25 settembre, con Paramount Pictures. Per Pitt il film si inserisce in una stagione favorevole, sulla scia dei riconoscimenti raccolti da F1, e conferma la voglia dell’attore di alternare i grandi progetti a storie più raccolte e concentrate. Il richiamo del titolo, del resto, sta tutto qui: due sopravvissuti, un legame, una sola possibilità di tornare a casa.

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