Home CuriositàDa Charlize Theron a Jacob Elordi, quando gli attori si trasformano davvero

Da Charlize Theron a Jacob Elordi, quando gli attori si trasformano davvero

Da John Hurt a Charlize Theron, passando per Amy Madigan e Sebastian Stan: dodici casi in cui il volto di una star è quasi sparito dietro il personaggio.

by Mauro Terrone

La parola “irriconoscibile” torna a circolare ogni volta che un attore accetta di stravolgersi per un ruolo, e in questi mesi tocca a Tom Cruise, protagonista del prossimo film di Alejandro González Iñárritu. Nel titolo Digger, Cruise interpreta Digger Rockwell, “l’uomo più potente del mondo” impegnato in una frenetica missione per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità prima che il disastro che ha scatenato distrugga tutto. La commedia nera targata Warner Bros. e Legendary è descritta come “una commedia di proporzioni catastrofiche”.

Al di là del caso Cruise, la storia del cinema è piena di reinvenzioni radicali costruite dal lavoro di reparti trucco, protesi e costumi, spesso accompagnate da diete estreme. Ecco dodici trasformazioni memorabili, dai classici degli anni Ottanta ai volti premiati proprio nell’ultima stagione.

  1. Jacob Elordi in Frankenstein

Partiamo dal caso più recente. Dopo l’esordio con la trilogia romantica di Netflix The Kissing Booth e il ruolo in Euphoria, Elordi si è affermato come volto emergente del cinema. La svolta più radicale della sua carriera è arrivata con la Creatura di Guillermo del Toro. Ha ricevuto la sua prima nomination all’Oscar per la sua interpretazione trasformativa nei panni della Creatura in Frankenstein. Il make-up artist Mike Hill ha spiegato che l’attore era completamente sepolto sotto le protesi: dell’attore restavano visibili solo la punta del naso, il labbro superiore e il mento. La pellicola, uscita nel 2025, gli è valsa la candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista.

  1. Amy Madigan in Weapons

Se Elordi si è fermato alla nomination, la veterana Amy Madigan ha fatto un passo in più. Ha vinto l’Oscar a 75 anni come miglior attrice non protagonista per Weapons, quarant’anni dopo la prima nomination. Nel film di Zach Cregger interpreta zia Gladys, un personaggio enigmatico e inquietante. Madigan era stata candidata per la prima volta nel 1986 per Due volte nella vita (Twice in a Lifetime), e il ritorno nel 2026 ha stabilito un record: il divario più lungo mai registrato per un’attrice tra due nomination nella storia dell’Academy. Il connubio tra la sua interpretazione gelida e il lavoro su trucco e costumi ha reso il personaggio istantaneamente iconico.

  1. Sebastian Stan in A Different Man

Le trasformazioni colpiscono ancora di più quando siamo abituati a vedere un attore in un solo ruolo, e per molti Sebastian Stan restava soprattutto il Bucky Barnes dell’universo Marvel. Nel 2024 ha spiazzato tutti con due film molto diversi. Il primo, il biografico The Apprentice nei panni di Donald Trump, gli è valso una nomination all’Oscar; ancora più irriconoscibile è però nel thriller A Different Man, dove interpreta un uomo affetto da neurofibromatosi, la stessa condizione che il co-protagonista Adam Pearson ha nella realtà. Per il ruolo Stan ha indossato protesi molto estese, e la performance gli ha portato riconoscimenti importanti, tra cui premi al Festival di Berlino e ai Golden Globe.

  1. Jessica Chastain in The Eyes of Tammy Faye

Jessica Chastain ha collezionato molti ruoli acclamati, ma è stato questo film biografico sulla predicatrice televisiva Tammy Faye Bakker a portarle l’Oscar. È probabilmente la trasformazione fisica più impegnativa della sua carriera: l’attrice ha indossato pesanti protesi in silicone e cosmetici che, secondo quanto dichiarato dal reparto trucco, richiedevano tra le quattro e le sette ore di applicazione in tre fasi diverse. Un lavoro che ha contribuito a portarla alla vittoria come miglior attrice protagonista.

  1. Tilda Swinton in Suspiria

Il cinema è pieno di attori che hanno interpretato più ruoli nello stesso film, da Alec Guinness a Peter Sellers a Eddie Murphy, ma pochi si sono trasformati tanto radicalmente quanto Tilda Swinton nel remake del 2018 di Suspiria diretto da Luca Guadagnino, rilettura del classico giallo di Dario Argento. Swinton interpreta tre ruoli, ma è nei panni dello psicoterapeuta Josef Klemperer che risulta più irriconoscibile, tanto da comparire nei titoli sotto il nome fittizio di Lutz Ebersdorf, mentre inizialmente Guadagnino negava scherzosamente che si trattasse di lei. L’attrice ha in seguito raccontato di aver accettato il ruolo soprattutto per divertimento, spiegando che l’ambiguità sull’identità del personaggio era parte del progetto fin dall’inizio.

  1. Sydney Sweeney in Christy

Diventata una delle attrici più discusse degli ultimi anni, Sydney Sweeney ha scelto di non rifugiarsi nei ruoli che l’avevano resa nota. L’esempio più evidente è il biopic Christy, dedicato alla pugile Christy Martin, per il quale ha preso circa 14 kg dopo un intenso allenamento di boxe e pesi. Tra il fisico modificato, la parrucca e le scelte di styling, il risultato è lontanissimo dalla Cassie di Euphoria, in una prova che conferma la sua versatilità, già mostrata nel film Reality del 2023.

  1. John Hurt in The Elephant Man

Tornando indietro nel tempo, John Hurt firma una delle prove più alte della sua carriera nel ruolo di Joseph Merrick nel ritratto delicato ed empatico diretto da David Lynch, dedicato all’uomo vittoriano sfigurato e crudelmente soprannominato “l’uomo elefante”. Le protesi usate per il film erano basate sui calchi del vero Joseph Merrick, realizzati nel 1890 e conservati per novant’anni nel museo privato del Royal London Hospital. Il risultato fu così impressionante da contribuire a convincere l’Academy a istituire il premio per il miglior trucco l’anno successivo. Hurt, però, non amava affatto il processo di applicazione, che richiedeva sette-otto ore.

  1. Glenn Close in Hook

Non tutte le trasformazioni nascono da intenti drammatici. Un esempio più giocoso è il piccolo ma memorabile ruolo di Glenn Close come membro della ciurma di pirati in Hook di Steven Spielberg, film guidato peraltro da un altro maestro del travestimento come Robin Williams. Poco più di un cameo, che vede l’attrice trasformata in un pirata barbuto: secondo il suo racconto, persino parte della troupe si sarebbe lasciata ingannare dal camuffamento.

  1. Nicole Kidman in The Hours

Il ruolo di Virginia Woolf nel film di Stephen Daldry è un classico esempio di come basti modificare un solo dettaglio per cambiare completamente l’aspetto di un’attrice. Il naso prosthetico attirò la sua parte di critiche, ma Kidman vinse comunque l’Oscar come miglior attrice per il ritratto della scrittrice. Parlando proprio di quel naso, l’attrice ha ricordato di avere un profilo molto particolare che aveva bisogno di essere diverso, aggiungendo di amare la possibilità di cambiare aspetto in quanto attrice formata come caratterista.

  1. Christian Bale in The Machinist

Christian Bale è un interprete abituato agli estremi, dalla parte in The Fighter a quella di Dick Cheney in Vice. Il caso più radicale resta però il thriller psicologico del 2004 The Machinist, per il quale perse 28 kg per dare corpo a un uomo che non dormiva da un anno intero. Bale seguì una dieta durissima per quattro mesi prima delle riprese, e avrebbe voluto spingersi oltre, ma i realizzatori lo dissuasero per motivi di salute. La sua metamorfosi fisica resta uno degli aspetti più impressionanti del film.

  1. Brendan Fraser in The Whale

All’estremo opposto, Brendan Fraser ha vinto l’Oscar, coronando un applaudito ritorno sulle scene, interpretando un uomo gravemente obeso nel dramma di Darren Aronofsky. A differenza di Bale, Fraser non modificò il proprio corpo con la dieta, ma affrontò ogni giorno un processo di quattro ore con protesi che arrivavano a pesare fino a 140 kg. L’attore ha raccontato di aver lavorato con la Obesity Action Coalition prima delle riprese e di essersi affidato a un coreografo per capire come il suo personaggio si sarebbe mosso con il peso in eccesso, descrivendo quelle conversazioni come profondamente toccanti.

  1. Charlize Theron in Monster

A chiudere, un altro caso in cui la trasformazione fisica ha accompagnato un attore alla vittoria dell’Oscar. Nel dramma del 2003 diretto da Patty Jenkins, Charlize Theron prese 14 kg per il ruolo della serial killer Aileen Wuornos, oltre a rasarsi le sopracciglia e indossare protesi dentali. Qui la parola “irriconoscibile” non è un’esagerazione, ma il travestimento è solo un tassello di una prova quasi unanimemente giudicata straordinaria, capace di trovare insieme compassione e freddezza nella discesa del personaggio verso la follia omicida.

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