Home Documentari‘LION’ arriva su Disney plus: il re è vero

‘LION’ arriva su Disney plus: il re è vero

Jon Favreau e Hans Zimmer, già dietro Il Re Leone, firmano un docu-drama girato per quattro anni nel Maasai Mara: al centro, Kio, un cucciolo destinato al trono.

by Valeria Bernardo

Dal 1994 il re leone più celebre del mondo è stato prima disegnato a mano, poi ricostruito in fotorealismo digitale. LION, la serie in quattro episodi di National Geographic in arrivo su Disney+ in Italia il 20 agosto, ribalta la prospettiva: qui il sovrano è vero, si chiama Kio, ed è nato davvero nel Maasai Mara, in Kenya. A volerlo sullo schermo ci sono due nomi che quel mito lo conoscono dall’interno: Jon Favreau, regista del Re Leone in versione fotorealistica del 2019, e Hans Zimmer, che alla colonna sonora del classico animato deve uno dei suoi Oscar.

Da Il Re Leone alla savana reale: cos’è davvero LION

LION non nasce come l’ennesimo documentario naturalistico. Favreau, Disney Legend e regista dell’adattamento fotorealistico del Re Leone, firma la produzione esecutiva insieme a Mike Gunton, creative director della BBC Studios Natural History Unit, la squadra dietro a Planet Earth II e Dynasties. L’idea è dichiarata: prendere la grammatica del blockbuster, la costruzione dei personaggi, l’arco emotivo, e applicarla a una vicenda che accade per davvero, senza sceneggiatura e senza set. Il risultato, promettono gli autori, è un dramma avvincente radicato nella verità documentaria.

Al centro c’è Kio, un cucciolo seguito dalla nascita fino al momento in cui rivendica il proprio ruolo nel branco. È la prima produzione di storia naturale a documentare l’intero percorso di un leone, da cucciolo indifeso a re. La voce narrante nella versione originale è di O.J. Lynch, che ha interpretato Mufasa nell’adattamento teatrale del Re Leone: un dettaglio di casting che dice molto sul ponte, voluto, tra la finzione Disney e la savana reale.

Kio, un eroe in carne e ossa

Il racconto segue la struttura classica del viaggio dell’eroe, ma senza rete. Kio cresce, perde, viene messo ai margini, affronta rivali, lotta per sopravvivere e per proteggere la sua famiglia. Sono le stesse tappe che il pubblico riconosce dalle grandi saghe di formazione, con la differenza che qui nessuno può riscrivere il finale. La natura detta i tempi e le regole, e la troupe si è limitata a esserci, per anni, aspettando.

La firma di Hans Zimmer: la musica del Re Leone che torna selvaggia

Il capitolo musicale è quello che chiude il cerchio nel modo più evidente, ed è anche il più interessante per chi ama le colonne sonore. Hans Zimmer, che per Il Re Leone del 1994 vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora, torna a scrivere per un leone, stavolta reale. Con lui lavorano Niccolò Pacella e George Hutson Warren per Bleeding Fingers Music, il collettivo fondato dallo stesso Zimmer.

La partitura non è costruita solo in studio: attinge a registrazioni effettuate nel Maasai Mara, con cantanti e strumenti locali e persino il ruggito dei leoni, così che il paesaggio sonoro nasca dallo stesso luogo delle immagini. Le parti vocali aggiuntive sono affidate al Nairobi Chamber Chorus, mentre il tema principale porta la firma di Lebo M. e Andrew Christie insieme a Zimmer. Il nome di Lebo M. non è casuale: è la voce dietro il celebre canto d’apertura del Re Leone, ed è il filo che lega, in modo esplicito, la vecchia savana disegnata a quella nuova. Nella colonna sonora tornano infatti, ri-registrati, alcuni richiami musicali al classico animato. La soundtrack ufficiale esce il 21 agosto per Hollywood Records.

Quattro anni sul campo: il primato dietro le quinte

Il dato produttivo, da solo, racconta l’ambizione del progetto. LION è stato girato nell’arco di quattro anni nel Maasai Mara, in Kenya, da una troupe che comprende anche filmmaker kenyoti. In totale, quasi 1.400 giorni di riprese distribuiti su 52 sessioni: il periodo di tempo più lungo mai trascorso sul campo seguendo un solo branco. È una cifra che spiega perché la serie possa permettersi un racconto continuo, per stagioni della vita e non per singole scene madri, e perché parli davvero di crescita e non di episodi isolati.

La serie è una produzione BBC Studios Natural History Unit per National Geographic. Jane Atkins è series producer, Simon Blakeney co-executive producer, mentre per National Geographic figurano come executive producer Janet Han Vissering e Tom McDonald.

Protect the Pride: il progetto oltre lo schermo

All’uscita di LION, Disney lega una causa concreta con la campagna Protect the Pride, a sostegno del Lion Recovery Fund del Wildlife Conservation Network e dei suoi partner in Africa. L’obiettivo dichiarato è contribuire a raddoppiare il numero di leoni in natura entro il 2050. Dal lancio della campagna nel 2019, Disney ha investito oltre 5 milioni di dollari nel fondo, la cui rete ha sostenuto più di 400 progetti di conservazione in 26 paesi. Per una serie che trasforma un singolo leone in protagonista, è una chiusura coerente: dietro Kio ci sono migliaia di animali reali il cui futuro è tutt’altro che garantito.

Quando e come vedere LION in Italia

In Italia LION arriva su Disney+ dal 20 agosto con tutti e quattro gli episodi. Negli Stati Uniti la serie debutta il giorno prima sul canale National Geographic, con lo streaming su Disney+ e Hulu a partire dal 20. Chi vuole prepararsi può recuperare intanto il trailer ufficiale, già disponibile, e magari rivedere il classico del 1994 con un orecchio diverso: dopo LION, quella colonna sonora suonerà un po’ meno come una favola e un po’ più come un promemoria.

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