Home Apple TV+‘Leviticus’ arriva su Apple TV ed è l’horror più trascurato del 2026

‘Leviticus’ arriva su Apple TV ed è l’horror più trascurato del 2026

Debutto a Sundance, distribuzione Neon e un punteggio quasi perfetto su Rotten Tomatoes: ora l'horror queer australiano conquista le classifiche digitali di Apple.

by Grazia Caporale

Mentre i colossi dell’estate si dividevano incassi da record e titoloni, un piccolo film horror australiano si prendeva la sua rivincita nel modo più silenzioso possibile: scalando le classifiche digitali. Parliamo di Leviticus, il debutto alla regia di Adrian Chiarella, che dopo il passaggio in sala è approdato sul mercato digitale e ha già trovato posto nelle classifiche di iTunes e Google Play, guadagnandosi l’etichetta di horror più trascurato dell’anno.

La storia parte da un’idea tanto semplice quanto crudele. Due ragazzi adolescenti devono sfuggire a un’entità violenta che prende la forma della persona che desiderano di più: l’uno dell’altro. Chiarella prende un cardine classico del genere, l’equazione tra desiderio sessuale e morte, e lo trasforma in qualcosa di profondamente personale. Il seduttore sinistro, che appare alle vittime nelle sembianze della persona che desiderano di più, è il frutto di una maledizione lanciata su alcuni adolescenti gay dalla chiesa locale come forma di terapia di conversione: un gancio concettuale costruito sul precetto tanto usato per tenere in riga la gioventù queer, ovvero che i tuoi desideri ti uccideranno.

Il titolo stesso non è casuale. Prende il nome dal libro dell’Antico Testamento usato per giustificare l’omofobia, e la vicenda si radica in un contesto molto preciso. Un killer demoniaco assume le fattezze della persona di cui sei innamorato, in una storia di formazione gay che incontra l’horror soprannaturale più viscerale, ambientata sullo sfondo di una comunità cristiana nell’entroterra australiano.

Al centro ci sono Naim e Ryan. All’inizio del film i due ragazzi si stanno innamorando: Naim odia tutto della piccola città in cui la madre single li ha trasferiti, finché non incontra Ryan; la coppia parte con spintoni, esplorazioni e prese in giro, come cominciano molte amicizie tra adolescenti, poi quella scintilla di affinità si trasforma in qualcosa di più, e i due arrivano a rubarsi baci in edifici abbandonati e sguardi in chiesa. Ma è qui che Leviticus prende una piega diversa: la gente di questa cittadina del bush australiano non riesce a tollerare i peccati contenuti nel libro della Bibbia da cui il film prende il nome.

Il tema portante è dichiarato apertamente dall’autore. L’idea del film nasce dal desiderio di Chiarella di esplorare l’omofobia e cosa significhi per lui e per tante persone della sua comunità, arrivando alla convinzione che ciò che pratiche come la terapia di conversione cercano davvero di fare sia spaventarci allontanandoci dai nostri sentimenti e da chi siamo.

Il percorso del film è stato tutto in salita, nel senso migliore. Leviticus ha debuttato il 23 gennaio 2026 nella sezione Midnight del Sundance Film Festival, per poi arrivare nelle sale australiane il 18 giugno 2026. Poco dopo la première, Neon ha acquisito i diritti di distribuzione mondiale escluse Australia e Nuova Zelanda per una cifra intorno ai 5 milioni di dollari, con Maslow Entertainment a curare l’uscita australiana e Neon a distribuire il film negli Stati Uniti il giorno successivo. Una scommessa non da poco per un film senza legami con franchise e senza star di richiamo convenzionale.

I numeri della critica hanno dato ragione a quella scommessa. Sull’aggregatore Rotten Tomatoes il 97% di 32 recensioni sono positive, con una valutazione media di 7,9 su 10. Un consenso che ha attraversato testate e sensibilità molto diverse, e che ha accostato il film a un moderno classico del genere. Il film porta anche un 83 su Metacritic, una combinazione che riflette un consenso critico ampio e duraturo raramente raggiunto da un esordio; Variety gli ha assegnato un Critics Pick definendolo un debutto conciso e incisivo, mentre i recensori hanno indicato con costanza le eccezionali interpretazioni dei protagonisti e l’approccio senza compromessi all’horror sociale queer, con paragoni a It Follows che ritornano recensione dopo recensione.

Sul fronte del cast, la protagonista è affiancata da nomi noti e volti emergenti. Si tratta dell’esordio alla regia del cineasta australiano Adrian Chiarella, con Joe Bird e Stacy Clausen protagonisti e un cast di supporto che comprende Mia Wasikowska, Jeremy Blewitt, Ewen Leslie e Nicholas Hope. Naim è interpretato da Joe Bird e Ryan da Stacy Clausen, mentre la madre di Naim è affidata a Mia Wasikowska.

Il confronto con gli altri horror dell’anno rende l’idea di quanto Leviticus sia rimasto in ombra dal punto di vista commerciale. Obsession aveva il punteggio Rotten Tomatoes più alto del 2026 per un horror, ma un nuovo film è arrivato a scalzarlo, e per ora Leviticus è in cima alla classifica dell’anno. Sul piano economico, però, il divario resta abissale: il film di Chiarella ha incassato una frazione di quanto generato dai grandi successi del genere usciti nei mesi precedenti.

C’è un precedente che alimenta le aspettative, e riguarda proprio il distributore. Neon spera di trasformare le recensioni positive e il passaparola di Leviticus in un altro successo horror, dopo Obsession di Focus Features e Backrooms di A24: la società aveva già trasformato il thriller psicologico Longlegs in un incasso da record, e lo stesso potrebbe valere qui.

Ora, dopo la stagione in sala, il film vive la sua seconda vita sul digitale. L’approdo nelle classifiche di iTunes e Google Play, e più in generale il suo dominare le liste dell’ecosistema Apple TV, racconta una storia che il botteghino non aveva saputo raccontare: quella di un esordio piccolo, personale e senza compromessi che, lontano dai riflettori dei blockbuster estivi, si è preso il pubblico un download alla volta. Per chi si fosse perso l’ondata di consensi critici, è forse il recupero horror più interessante del 2026.

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