Home Apple TV+Rebecca Ferguson difende ‘Silo 3’ e manda a quel paese chi si è lamentato troppo presto

Rebecca Ferguson difende ‘Silo 3’ e manda a quel paese chi si è lamentato troppo presto

L'attrice ha letto i commenti su YouTube dopo il debutto della terza stagione, e la sua reazione al Comic-Con di San Diego non è passata inosservata.

by Mauro Terrone

Rebecca Ferguson ha smesso di ignorare i commenti, ed è stato un errore. L’attrice, protagonista e produttrice esecutiva della serie Apple TV+ Silo, ha raccontato al San Diego Comic-Con di essersi infilata nella tana del coniglio delle reazioni su YouTube, scoprendo che il pubblico non era stato tenero con la terza stagione. Ferguson risponde ai critici con la difesa più sincera che un attore possa offrire: ha letto i commenti e avrebbe preferito non farlo, ammettendo di essere andata a cercare le reazioni su YouTube alla trama della perdita di memoria della terza stagione.

Il bersaglio delle lamentele è chiaro. Il malcontento riguardava soprattutto la direzione dello show, in particolare la storyline della perdita di memoria che coinvolge il personaggio di Ferguson, Juliette Nichols. La terza stagione ha debuttato il 3 luglio, riprendendo tre mesi dopo la ribellione, con il silo stranamente calmo e un nuovo consiglio insediato: Juliette Nichols torna al Silo 18 senza i suoi ricordi, mentre la serie apre una seconda linea temporale ambientata secoli prima, che spiega come i silo siano nati.

Quella scelta ha fatto storcere il naso a chi conosce i romanzi. I lettori dei libri l’hanno detestata subito: la trilogia di Hugh Howey non prende quella strada, e la critica si scriveva da sola, ovvero due stagioni passate a farle capire come stanno le cose, solo per azzerarla e farle rifare tutto daccapo.

La reazione dell’attrice, riportata durante il panel, è stata schietta. “Non mi piace leggere i commenti sui video di YouTube”, ha detto Ferguson, “ho iniziato a farlo e a infilarmi in quella tana del coniglio, e la gente diceva cose come ‘Oh vaffanculo, perdere la memoria che idea stupida’”. A quel punto le è venuta voglia di ribattere. Ha raccontato di aver pensato: “Oh, per l’amor del cielo! Guardate fino al terzo episodio, è meglio di così. E sono contenta che ce lo siamo lasciati alle spalle. È più intelligente che semplicemente perdere la memoria”.

Gli sviluppi della stagione sembrano darle ragione. Il panel del Comic-Con 2026, con Ferguson, Common, Ashley Zukerman, Jessica Henwick, Alexandria Riley e Tim Robbins, insieme allo showrunner Graham Yost, ha ruotato attorno alle due linee temporali della stagione: il ritorno di Juliette al silo con la memoria perduta dopo essere sopravvissuta a una pulizia forzata, e la cospirazione portata alla luce nella narrazione ambientata nelle epoche precedenti.

Ma il colpo di scena più discusso arriva altrove. Alla fine del quarto episodio della terza stagione, il personaggio di Robbins, Bernard Holland, viene rivelato ancora vivo: era rimasto nascosto fin dal finale della seconda stagione, quando lui e Juliette Nichols erano rimasti intrappolati in un incendio che sembrava averlo ucciso. Un dettaglio che ribalta le aspettative anche di chi ha letto i romanzi, dove il destino del personaggio è diverso. La sopravvivenza di Bernard è una divergenza netta dalla serie di romanzi di Hugh Howey su cui lo show si basa.

L’episodio successivo scioglie parte del mistero. Recuperato dall’airlock incendiato e in possesso di una verità sul mondo esterno che potrebbe condannare l’intero silo, il suo ex alleato Sims avrebbe soffocato l’uomo ustionato e smaltito il corpo negli inceneritori; ciò che ha fatto davvero, invece, è stato inscenare l’omicidio di Bernard e reclutare Martha e Carla per nasconderlo giù nel Mechanical.

Robbins, dal canto suo, ha accolto la svolta come un regalo. “Ho ricevuto un enorme regalo come attore quando ho letto le sceneggiature della terza stagione, perché è raro, quando interpreti un ruolo per un periodo prolungato, che cambi ed evolva così drasticamente”, ha osservato l’attore, spiegando che il suo personaggio ha una rivelazione alla fine della seconda stagione che lo proietta in un modo del tutto nuovo di pensare ed essere. Ha aggiunto che il bello di interpretare Bernard è stato accompagnare il personaggio in un viaggio in cui arriva a rendersi conto che tutti i suoi impegni e sacrifici erano costruiti su una menzogna.

Anche l’autore dei libri ha preso posizione a favore delle scelte narrative dello show, invitando il pubblico a restare in ascolto e assicurando che la trama non verrà trascinata a lungo né usata come pretesto per ripartire da zero.

Quanto al futuro, la serie ha una direzione già tracciata. Apple ha già rinnovato Silo fino alla quarta stagione, che concluderà l’adattamento della trilogia di Hugh Howey. La quarta stagione è confermata come l’ultima, attesa per l’estate 2027, così tutto ciò che la terza sta costruendo avrà dove atterrare. Nel frattempo, la terza stagione di Silo va in onda su Apple TV+ ogni venerdì.

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