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‘Queen Budapest’, il concerto restaurato al cinema a ottobre

Restaurato in 4K dal team di Peter Jackson, lo storico live del 1986 al Népstadion torna sul grande schermo per il quarantesimo anniversario: la prima volta di un grande gruppo rock occidentale in uno stadio oltre la Cortina di ferro.

by Grazia Caporale

Il 27 luglio 1986, ottantamila persone riempirono il Népstadion di Budapest per assistere a qualcosa che, fino a quel momento, sembrava impensabile. I Queen erano il primo grande gruppo rock occidentale a portare il proprio show in uno stadio oltre la Cortina di ferro, e quella sera entrò nella storia della musica. Quarant’anni dopo, quel concerto torna sul grande schermo restaurato in 4K con il titolo Queen Budapest, dal 7 all’11 ottobre nelle sale italiane con Nexo Studios.

Il film-concerto arriverà nei cinema di tutto il mondo dal 7 ottobre 2026, e in Italia sarà programmato dal 7 all’11 ottobre distribuito da Nexo Studios, anche in formato IMAX. L’uscita celebra il quarantesimo anniversario di uno dei momenti fondamentali nella storia della band. Prima del debutto nelle sale, il restauro sarà presentato in anteprima mondiale il 15 settembre al Budapest Classics Film Marathon, per poi arrivare a Londra il 30 settembre.

Il valore aggiunto di questa riedizione sta nella qualità del recupero. Girato all’epoca in 35mm, il concerto è stato meticolosamente restaurato in 4K dal team di Peter Jackson presso gli studi Park Road Post, con un nuovo missaggio audio ricavato dalle tracce originali. Lo stesso Jackson, fan dichiarato della band, ha raccontato di aver accolto con entusiasmo la richiesta di lavorare a queste immagini, definendola un raro privilegio, e ha promesso al pubblico un’esperienza capace di far tremare la sala. Brian May, dal canto suo, ha parlato di un restauro alla più alta risoluzione mai raggiunta per queste riprese, dalla qualità mozzafiato.

Per capire il peso di questo evento bisogna calarsi nel clima di allora. Per anni i fan che vivevano oltre la Cortina di ferro avevano potuto ascoltare i Queen soltanto attraverso cassette illegali che passavano di mano in mano. Il concerto di Budapest fu la prima occasione per vederli finalmente in carne e ossa, un momento di enorme intensità emotiva che Brian May ha ricordato come irripetibile. Oltre agli ottantamila spettatori paganti, si stima che altre quarantacinquemila persone abbiano ascoltato la band da fuori lo stadio, con alcuni fan arrivati addirittura da Russia e Polonia. Un’edizione ridotta dello spettacolo fu poi trasmessa, nel dicembre del 1986, in tutto il blocco comunista.

Anche dietro le quinte, quella di Budapest fu un’operazione fuori scala. Diretto da János Zsombolyai e prodotto dalla Mafilm, lo show fu filmato professionalmente in 35mm da diciassette tra i migliori operatori ungheresi, con diciassette cineprese dislocate in ogni angolo dello stadio e riprese effettuate persino dall’elicottero. Furono impiegati circa quaranta chilometri di pellicola, vale a dire tutta quella disponibile nel Paese in quel momento. Alle esibizioni dal vivo si alternano immagini della band e dei fan e sequenze girate nei cinque giorni precedenti, con Freddie Mercury e compagni ripresi tra i luoghi più iconici di Budapest.

Sul palco si susseguono alcuni dei brani più amati, da We Will Rock You a We Are The Champions, da A Kind Of Magic a Under Pressure, fino a Who Wants To Live Forever, Hammer To Fall e l’immancabile Bohemian Rhapsody, con una delle esecuzioni più celebri di Radio Ga Ga. Non manca un momento pensato per il pubblico locale, la versione acustica del canto popolare ungherese Tavaszi Szél Vizet Áraszt, intonata da Freddie Mercury. C’è però un motivo ulteriore che rende prezioso questo documento: Budapest resta l’ultima esibizione della formazione originale immortalata su pellicola. Dopo quel tour i Queen tennero solo altri cinque concerti, e l’ultimo con Freddie Mercury si svolse il 9 agosto 1986 a Knebworth Park. A completare l’operazione, il 30 ottobre arriverà anche la colonna sonora ufficiale, pubblicata da Sony Music in doppio CD, in digitale e, per la prima volta, in un cofanetto da tre vinili.

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