Home CuriositàKevin Feige difende Doctor Doom paragonandolo al Thanos delle origini

Kevin Feige difende Doctor Doom paragonandolo al Thanos delle origini

A San Diego Comic-Con il capo di Marvel Studios ha risposto alle critiche sulla scarsa costruzione del villain di Avengers: Doomsday.

by Valeria Bernardo

Kevin Feige non ama sentirsi dire che Doctor Doom sia arrivato senza preparazione. E lo ha fatto sapere chiaramente lo scorso weekend, quando durante il San Diego Comic-Con ha risposto a una domanda scomoda: perché il cattivo di Avengers: Doomsday, in arrivo il prossimo dicembre, non ha ricevuto lo stesso lungo rodaggio narrativo che il pubblico associa a Thanos e alla Saga dell’Infinito?

Il confronto nasce da un dato oggettivo. Prima di diventare protagonista di Avengers: Infinity War, il Titano Pazzo era comparso in diversi film del Marvel Cinematic Universe, con piccoli camei che ne anticipavano la minaccia in modo progressivo. Prima dell’uscita di Infinity War, Thanos aveva fatto diverse brevi apparizioni nei film Marvel precedenti, presentato come un villain onnipotente che i supereroi avrebbero prima o poi dovuto affrontare. Il Dottor Destino, invece, si trova in una posizione molto più scomoda: il personaggio interpretato da Robert Downey Jr. è stato visto finora solo nel film dell’anno scorso, The Fantastic Four: First Steps, in un breve cameo di spalle.

Proprio su questo punto Feige ha voluto intervenire di persona. Durante gli incontri con la stampa al Comic-Con, gli è stato chiesto del paragone tra Destino e la crescita graduale di Thanos nella Saga dell’Infinito, e ha risposto che l’introduzione del Titano Pazzo è stata sopravvalutata, definendola qualcosa che “si è costruito nella testa della gente col passare degli anni”. Nell’intervista rilasciata all’influencer Brandon Davis, il presidente di Marvel Studios ha ricordato che Thanos, in fondo, non ha mai avuto molto spazio reale sullo schermo prima di Infinity War: si è limitato a comparire seduto su una sedia, a impugnare un guanto pronunciando una battuta diventata celebre, e a comparire per pochi secondi in videochiamata in Guardians of the Galaxy. Feige ha sottolineato come, per anni, i meme abbiano preso in giro proprio la staticità del personaggio, prima che il film del 2018 ne rivelasse davvero la portata.

La difesa di Feige non è del tutto priva di fondamento. Basta guardare alla cosiddetta Fase Due del franchise per ricordare quanto fossero effettivamente deboli molti degli antagonisti dell’epoca, da Malekith in Thor: The Dark World a Yellowjacket in Ant-Man, passando per lo stesso Ronan l’Accusatore in Guardians of the Galaxy. In quel periodo, con il ricordo ancora fresco del Joker di Heath Ledger e del Bane di Tom Hardy nella trilogia di Christopher Nolan, molti si chiedevano se Marvel avesse davvero un problema di villain memorabili. Solo con la Fase Tre, grazie a interpretazioni come lo Zemo di Daniel Brühl, la Hela di Cate Blanchett e soprattutto il Killmonger di Michael B. Jordan in Black Panther, la narrazione dei cattivi Marvel ha iniziato a cambiare passo, portando fino al Thanos di Josh Brolin che oggi viene ricordato come uno dei villain più riusciti del cinema di supereroi.

Detto questo, il paragone tra i due personaggi non regge del tutto. Se è vero che le apparizioni dirette di Thanos prima del 2018 erano scarne, il lavoro di worldbuilding attorno a lui era comunque diffuso su più film: le due pellicole di Guardians of the Galaxy avevano costruito, soprattutto attraverso Gamora e Nebula, il ritratto di un padre-padrone crudele, mentre le Gemme dell’Infinito venivano seminate fin dal primo Thor, uscito nel 2011. Destino, al contrario, non ha avuto questo tipo di terreno preparatorio, e in particolare manca un legame narrativo costruito con i Fantastici Quattro, la famiglia Marvel a cui il personaggio è storicamente più legato nei fumetti.

Va anche ricordato che la strada verso Avengers: Doomsday è stata tutt’altro che lineare. Il progetto dell’attesissimo crossover Marvel nasce da una svolta improvvisa nella strategia dello studio, legata all’abbandono della linea narrativa che avrebbe dovuto avere come villain Kang il Conquistatore, interpretato da Jonathan Majors. Solo nel luglio 2024, durante il Comic-Con di San Diego, Marvel Studios ha annunciato il ritorno di Downey nell’universo cinematografico non più nei panni di Tony Stark ma in quelli di Victor von Doom, protagonista assoluto del nuovo film insieme ai fratelli Russo, tornati alla regia dopo Avengers: Endgame.

Il film arriverà nelle sale il 18 dicembre 2026 e rappresenta solo il primo capitolo di un dittico che si chiuderà l’anno successivo con Avengers: Secret Wars. Nel frattempo, il materiale promozionale mostrato al Comic-Con ha messo in evidenza proprio la figura di Destino, segno che Marvel Studios intende puntare tutto sulla presenza scenica di Downey per colmare, almeno in parte, il gap di costruzione narrativa di cui parlano i fan più critici. Resta da vedere se basterà un solo film, per quanto ambizioso, a rendere Victor von Doom memorabile quanto lo è diventato Thanos: la sfida, in fondo, non è troppo diversa da quella affrontata quasi un decennio fa con un gigante viola che, all’inizio, sembrava soltanto un uomo seduto su una sedia.

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