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Isabella Ferrari vorrebbe tornare sul set di ‘Distretto di Polizia’ da adulta

L'attrice, premiata a Soverato con la Colonna d'Oro alla carriera, riapre la porta a un possibile ritorno nei panni di Giovanna Scalise.

by Grazia Caporale

Isabella Ferrari sale sul palco del Magna Graecia Film Festival con addosso l’emozione di chi torna in un luogo che sente familiare. A Soverato, per la ventitreesima edizione della manifestazione diretta da Gianvito Casadonte, l’attrice riceve la Colonna d’Oro alla carriera, riconoscimento che premia un percorso artistico lungo oltre quarant’anni e costellato di interpretazioni che hanno lasciato il segno nel cinema e nella televisione italiana. Nella stessa edizione del festival, che si tiene dal 25 luglio al 1° agosto, la Colonna d’Oro viene consegnata anche a Kevin Spacey, mentre tra gli ospiti delle Conversazioni d’Autore figurano, tra gli altri, Valeria Golino, Marco D’Amore, Lino Banfi, Roberto Vecchioni, Giulia Michelini e Caterina Murino.

Prima della cerimonia, Ferrari si concede a una lunga chiacchierata in cui ripercorre il rapporto con il festival calabrese e con la propria carriera. «Ancora non lo so. È proprio questo il bello. Sono sempre curiosa di vedere cosa succede durante un’intervista davanti alla platea. Ogni incontro è diverso dall’altro e nasce dall’energia del pubblico. Mi piace lasciarmi sorprendere dalle domande e dalle emozioni che si creano in quel momento», racconta a proposito dell’incontro con il pubblico che segue la premiazione. Con il Magna Graecia il legame non è nuovo: l’attrice ricorda di esserci già stata alcuni anni prima, sottolineando soprattutto il calore dell’accoglienza calabrese, e non nasconde di essersi già goduta qualche momento di relax al mare durante la trasferta.

Il cuore dell’intervista, però, riguarda un capitolo molto specifico della sua filmografia: Distretto di Polizia, la serie poliziesca che tra il 2000 e i primi anni Duemila l’ha resa uno dei volti più riconoscibili della fiction italiana. Ferrari vi interpreta Giovanna Scalise, commissario capo trasferito da Palermo a Roma dopo la morte del marito, protagonista delle prime due stagioni dello show accanto a un cast che includeva, tra gli altri, Giorgio Tirabassi e Ricky Memphis. Alla domanda su un eventuale ritorno in un’ipotetica nuova stagione, la risposta dell’attrice è netta: sì, magari interpretando una versione più adulta del suo personaggio. Un’ipotesi che resta, va precisato, un’apertura personale espressa nell’intervista e non l’annuncio di un progetto in lavorazione.

Sul valore di quell’esperienza per la propria formazione, Ferrari non usa mezzi termini: definisce Distretto di Polizia un vero laboratorio, il luogo dove, non avendo frequentato una scuola di recitazione, ha imparato il mestiere confrontandosi ogni giorno con attori, registi e i ritmi di un set importante. Un’esperienza, sottolinea, che porta ancora con sé.

Interrogata sulle qualità che un attore dovrebbe coltivare, Ferrari indica un equilibrio preciso tra talento e carattere: il talento è fondamentale ma non basta da solo, servono umiltà, la capacità di rimettersi continuamente in discussione e un rispetto costante per il lavoro, per i colleghi e per il pubblico, valori che non dovrebbero mai venir meno nel mestiere di attore.

Prima di Distretto di Polizia, la carriera di Ferrari aveva già attraversato momenti significativi, dall’esordio giovanissima nel cinema brillante degli anni Ottanta fino al riconoscimento ottenuto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1995, quando vinse la Coppa Volpi come miglior attrice non protagonista per l’interpretazione in un film di Ettore Scola. Proprio a Scola, presidente onorario del Magna Graecia Film Festival, l’edizione 2026 dedica un omaggio nel decennale della scomparsa, una coincidenza che rende ancora più simbolica la serata dedicata a Ferrari.

Con la Colonna d’Oro tra le mani e la Calabria come cornice, Isabella Ferrari conferma di restare una delle interpreti più solide del panorama italiano, capace di guardare al proprio passato televisivo non con nostalgia ma come a un terreno ancora fertile, su cui non escluderebbe di tornare a camminare.

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