Soverato diventa per una settimana la capitale estiva del cinema d’autore, e la seconda giornata del Magna Graecia Film Festival mette in fila un programma che tiene insieme la ricerca sui nuovi linguaggi e il richiamo dei grandi nomi. Il momento più atteso porta sul palco Valeria Golino e Marco D’Amore, protagonisti di una conversazione d’autore moderata da Carolina Di Domenico, in cui i due attori ripercorrono aneddoti e curiosità delle rispettive carriere.
La manifestazione, diretta artisticamente da Gianvito Casadonte, conferma la propria vocazione: il festival, fondato da Alessandro e Gianvito Casadonte, ha avuto inizio proprio a Soverato, per poi evolversi in un appuntamento di riferimento per il cinema indipendente e le opere prime, con il sostegno di grandi maestri come Ettore Scola, Mario Monicelli e Citto Maselli. Nel tempo il MGFF ha costruito un ponte solido con il cinema internazionale: nel corso degli anni ha ospitato celebrità di fama mondiale come Kevin Costner, Richard Gere, Susan Sarandon, Russell Crowe, Tim Roth, Oliver Stone, Pamela Anderson e molti altri. La sezione Documentari è curata da Antonio Capellupo, mentre quella internazionale è affidata a Silvia Bizio, da anni punto di contatto tra Hollywood e il cinema italiano.
La giornata si apre nel segno del documentario. Al Teatro Comunale arriva Radio Solaire di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci, in concorso, che racconta l’impresa di Giorgio Lolli, bolognese e pioniere delle onde radio, capace di dare vita a centinaia di emittenti in Africa nell’arco di quarant’anni. A seguire Brunori Sas – Il tempo delle noci di Giacomo Triglia, viaggio nell’universo creativo e personale del cantautore cosentino Dario Brunori, filtrato dallo sguardo di un regista che con lui condivide un lungo percorso di collaborazione artistica.
Proprio l’incontro con Triglia inaugura Bella come il Cinema, la rassegna realizzata in collaborazione con la Calabria Film Commission che raccoglie opere sostenute dalla Fondazione e legate alla regione come luogo di ispirazione, produzione e racconto. Un percorso che spazia dalla musica d’autore, con lo stesso film su Brunori e con Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli, ai temi della migrazione e dell’integrazione affrontati in Nyumba di Francesco Del Grosso, fino alle storie di conflitti e riscatto sociale di Da oggi in poi di Gianluca Gargano e de Il quieto vivere di Gianluca Matarrese.

Sul fronte internazionale, la Sezione Opere Prime e Seconde propone Nino, esordio alla regia della francese Pauline Loquès. Interpretato da Théodore Pellerin nel ruolo del protagonista, il film segue un giovane timido a cui viene diagnosticato un cancro alla gola alla vigilia del ventinovesimo compleanno, e che deve confrontarsi con la propria possibile mortalità nel fine settimana che precede l’inizio della chemioterapia. Un ritratto delicato e profondamente umano, che non punta sulla suspense ma sulla vertigine del tempo che all’improvviso si restringe. Il film ha avuto la sua anteprima mondiale nella sezione Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2025, dove Pellerin ha vinto il premio Rising Star della Fondazione Louis Roederer. Un riconoscimento poi ampliato in Francia, dove l’opera ha ottenuto quattro candidature ai César, vincendo il premio per il miglior film d’esordio e per la miglior rivelazione maschile a Pellerin.
La componente televisiva non manca. In Arena sul Lungomare, il panel Le grandi Fiction Rai in Calabria, moderato da Antonio Capellupo, riunisce Maria Pia Ammirati, direttrice Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, e i rappresentanti di Fremantlemedia Italy Group Maria Francesca Gagliardi ed Edmondo Amati, per ragionare sulla regione come set e come racconto per il grande pubblico televisivo.
Il cuore della serata resta però la conversazione con Golino e D’Amore, due carriere che intrecciano cinema d’autore, regia e serialità di respiro internazionale. Carolina Di Domenico guida un dialogo pensato più sull’aneddoto e sul dietro le quinte che sulla celebrazione, in linea con lo spirito informale e partecipato del festival.
A chiudere la giornata, la Sezione Opere Prime e Seconde Italiane presenta La Gioia di Nicolangelo Gelormini, tratto dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento – Un melò scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori e liberamente ispirata a un tragico episodio di cronaca. Ad accompagnare la proiezione, oltre al regista, ci saranno Francesco Colella e la stessa Valeria Golino, protagonista di una presenza che attraversa l’intera serata, dal palco delle conversazioni alla sala.
Quello che emerge dalla seconda giornata è la cifra costante del Magna Graecia Film Festival: tenere insieme la scoperta, con le opere prime italiane e internazionali e i documentari in concorso, e il richiamo del grande cinema popolare, senza far pesare la distanza tra i due mondi. A Soverato, per una sera, l’esordio francese di Pauline Loquès e le carriere di Golino e D’Amore convivono sullo stesso lungomare.












