Un salto sul ghiaccio, una medaglia al collo, un sorriso perfetto davanti ai genitori: e sotto, una fame che si nega ogni giorno. My Skinny Sister, il film della regista svedese Sanna Lenken disponibile su Prime Video, parte da qui, da un corpo che sembra vincente e che invece si sta consumando in silenzio.
Il film, uscito nel 2015 come coproduzione tra Svezia e Germania, è la sua opera prima. My Skinny Sister è un film drammatico svedese del 2015 diretto da Sanna Lenken, con protagoniste Rebecka Josephson e Amy Deasismont. La regista non arriva al tema da estranea: Lenken è stata anoressica da adolescente e in precedenza aveva già realizzato un cortometraggio sullo stesso argomento. Quell’esperienza personale diventa il punto di partenza per una sceneggiatura che rifiuta la retorica del “problema della settimana” e prova invece a restituire la complessità di una famiglia che si sgretola in punta di piedi.
La trama segue Stella, ragazzina che si affaccia all’adolescenza e scopre che la sorella maggiore, Katja, la sua figura di riferimento e idolo di famiglia, nasconde un disturbo alimentare. Mentre Stella entra in quello che spera sarà l’affascinante mondo dell’adolescenza, scopre che la sorella maggiore e modello da seguire, Katja, nasconde un disturbo alimentare, e la malattia lentamente distrugge la famiglia. Katja è una pattinatrice artistica di talento, al centro delle attenzioni dei genitori; Stella, più piccola, osserva quella perfezione apparente con un misto di ammirazione e invidia, fino a scoprirne il segreto e a ritrovarsi intrappolata in un patto di silenzio che nessuna delle due sa più come sciogliere.

Il cast è composto da nomi confermati sia dai materiali di produzione sia dalla stampa internazionale che ha seguito il film ai festival: Rebecka Josephson interpreta Stella, Amy Deasismont interpreta Katja, Henrik Norlén interpreta Lasse e Annika Hallin interpreta Karin, i genitori delle due ragazze. Amy Deasismont, conosciuta anche con il nome d’arte Amy Diamond, arriva al ruolo con un passato da popstar scandinava, mentre la giovanissima Rebecka Josephson debutta sullo schermo portando con sé un cognome che pesa nella storia del cinema svedese: è la nipote del compianto Erland Josephson, storico interprete dei film di Ingmar Bergman.
L’accoglienza critica e di pubblico è stata immediata. My Skinny Sister, opera prima della regista svedese, ha vinto il premio del pubblico alla sua presentazione al Gothenburg Film Festival, e poco dopo si è aggiudicato il tanto ambito Orso di Cristallo, il premio della Berlinale dedicato ai film per il pubblico giovane. La giuria della sezione Generation Kplus ha motivato così il riconoscimento: “la prospettiva unica del film, le interpretazioni straordinarie e il tema difficile ci hanno davvero toccato il cuore”. Il film ha inoltre ricevuto una menzione speciale dalla giuria internazionale ed è stato candidato allo European Film Academy Young Audience Award nello stesso anno.
Al di là dei premi, quello che colpisce è il tempo che il film si concede. Non insegue la crisi successiva né trasforma l’anoressia in un espediente per costruire tensione a buon mercato: preferisce restare accanto alle due sorelle, agli allenamenti sul ghiaccio, alle cene di famiglia cariche di non detti, ai primi turbamenti di un corpo che cambia. È proprio questo equilibrio, la volontà di raccontare l’adolescenza con tutte le sue contraddizioni, senza edulcorarla ma anche senza compiacersi del dolore, a rendere My Skinny Sister un’opera che continua a essere citata come punto di riferimento nel racconto cinematografico dei disturbi alimentari.
La carriera di Sanna Lenken non si è fermata a quel debutto. Negli anni successivi la regista ha lavorato in televisione dirigendo la serie svedese Thin Blue Line per l’emittente pubblica SVT e alcuni episodi della serie Viaplay Thunder In My Heart, mantenendo lo sguardo attento alle dinamiche adolescenziali che aveva già mostrato in My Skinny Sister. Nel 2022 è tornata al lungometraggio con Comedy Queen, film che le ha regalato un secondo Orso di Cristallo alla Berlinale: Comedy Queen ha vinto l’Orso di Cristallo al Festival di Berlino, la seconda volta per la regista Sanna Lenken, che aveva già vinto il premio per il suo precedente lungometraggio, My Skinny Sister, alla Berlinale del 2015. Un percorso che conferma quanto quel primo film sulle due sorelle sul ghiaccio non sia stato un episodio isolato, ma l’inizio di una cifra autoriale precisa, capace di raccontare l’adolescenza senza sconti e senza filtri, oggi accessibile al pubblico italiano tramite Prime Video.












