Home Film‘Balle spaziali 2’, Rick Moranis torna dopo trent’anni

‘Balle spaziali 2’, Rick Moranis torna dopo trent’anni

Quarant'anni dopo il cult che parodiava Star Wars, Mel Brooks riporta in vita Balle spaziali. Al Comic-Con di San Diego il ritorno più emozionante è quello di Rick Moranis, di nuovo Casco Nero dopo quasi trent'anni lontano dalle scene.

by Mauro Terrone

Un uomo si nasconde tra il pubblico della Hall H, e dei soldati lo cercano usando un pettine gigante. Quando finalmente spunta, indossando l’enorme casco del suo personaggio, seimila persone si alzano in piedi. È così che Rick Moranis, sparito da Hollywood per decenni, è tornato al Comic-Con di San Diego per annunciare la sua partecipazione a Balle spaziali: The New One, il sequel dello storico film del 1987 con cui Mel Brooks parodiava Guerre stellari. Un ritorno atteso da quarant’anni, accolto da una standing ovation che dice tutto su quanto quel piccolo cult sia rimasto nel cuore del pubblico.

Il ritorno di Rick Moranis

Il momento più emozionante del panel è stato senza dubbio lui. Moranis, che dagli anni Novanta si era progressivamente ritirato dal cinema, riprende il ruolo di Casco Nero, la parodia di Darth Vader, ed è la sua prima grande apparizione pubblica davanti ai fan dopo un’assenza lunghissima. L’attore ha raccontato che per anni gli è stato chiesto di continuo quando avrebbero fatto il seguito, e che la sceneggiatura è arrivata nel momento giusto della sua vita: tornare, ha detto, è stata una delle decisioni migliori che abbia mai preso.

A moderare l’incontro, il regista Kevin Smith. Sul palco, insieme a Moranis, sono saliti Josh Gad, Daphne Zuniga, che torna come la principessa Vespa ora diventata regina, Lewis Pullman, la new entry Keke Palmer, il regista Josh Greenbaum e gli sceneggiatori Dan Hernandez e Benji Samit.

Mel Brooks, cento anni e un videomessaggio

Grande assente in sala, ma presente nello spirito, il leggendario Mel Brooks, che ha da poco compiuto cento anni. Il regista e attore ha salutato i fan con un videomessaggio esilarante, scherzando sul fatto di non poter essere lì perché impegnato a cercare una rara carta di Charizard sul pavimento della fiera, e ironizzando sulle lunghe file dei presenti: quando aveva la loro età, ha detto, il venerdì andava a fare una cosa chiamata lavoro. Ha poi ringraziato dal profondo del cuore i suoi nerd, il pubblico che ha tenuto vivo Balle spaziali per tutti questi anni.

Brooks torna a interpretare due ruoli, Yogurt, la sua parodia di Yoda, e il presidente Skroob, quella dell’Imperatore. Data l’età, non ha potuto essere fisicamente sul set: è stato mostrato al pubblico come le sue battute siano state registrate in studio, catturando anche il suo volto con la tecnica del motion capture. È stato inoltre proiettato un filmato dietro le quinte del suo commovente incontro con Bill Pullman, Daphne Zuniga e lo stesso Moranis, attori che non si vedevano di persona da decenni pur essendo rimasti in contatto.

Un sequel che prende in giro i sequel

La cosa più intelligente emersa dal panel riguarda però il tono del film. Balle spaziali: The New One trasforma in bersaglio comico proprio l’industria dei sequel, dei reboot e degli universi cinematografici. Sugli schermi avvolgenti della Hall H è stata proiettata una finta timeline dell’Onnipotente Schwartz articolata in oltre undici fasi, che scimmiotta le tabelle di marcia con cui Marvel e Star Wars annunciano anni di film in anticipo. Naturalmente si tratta di uno scherzo, di pellicole immaginarie che non vedranno mai la luce, ma i titoli inventati sono un piccolo capolavoro di comicità.

Nella Fase 1 comparivano Spaceballs: The Schwartz Awakens, chiara parodia del Risveglio della Forza, Spaceballs: The Franchise Menace, che prende in giro La minaccia fantasma, l’improbabile Spaceballs: Winnebago Nights e Spaceballs: Super Duper Secret Wars, frecciata al prossimo crossover Marvel. La presa in giro proseguiva con una intera saga dedicata alle origini di Casco Nero, i vari Dark Helmet Origins, ognuno con sottotitoli sempre più assurdi come Even Younger, Youngest e Where It All Began, satira feroce della moda dei prequel e degli spin-off sulle origini dei personaggi. E ancora, nelle fasi successive, spuntavano un film su Yogurt, uno spericolato Heroes of Druidia e persino uno Spaceballs For Kids, a completare la parodia di come ogni franchise finisca per moltiplicarsi all’infinito. La sinossi ufficiale del film, del resto, va nella stessa direzione, mettendo in guardia da una minaccia così priva di idee originali da voler riportare in vita tutto il passato, ogni suo singolo pezzo.

Josh Gad ha chiarito un punto delicato per i fan: interpreta una creatura simile a quella di John Candy, ma non il suo personaggio, Barf, che resta unico e legato all’attore scomparso. Il film, ha spiegato, vuole essere un omaggio a Candy e agli altri interpreti originali che non ci sono più, da Joan Rivers a Dom DeLuise. Una scelta di rispetto che ha commosso la sala.

Dalla parte dei fan italiani, un’unica nota di pazienza: il ritorno non arriverà alla velocità della luce smodata, come si direbbe nel film. Balle spaziali: The New One, prodotto da Amazon MGM, uscirà nelle sale americane il 23 aprile 2027. Ma per un cult atteso quarant’anni, qualche mese in più si può aspettare.

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