Home Star Trek‘Star Trek: Strange New Worlds’ riporta i dinosauri e omaggia Ray Bradbury

‘Star Trek: Strange New Worlds’ riporta i dinosauri e omaggia Ray Bradbury

Nella premiere della quarta stagione l'Enterprise finisce nel passato di 65 milioni di anni fa, tra dinosauri e un Marte in guerra, in un evidente richiamo a Ray Bradbury.

by Mauro Terrone

Il ritorno di Star Trek: Strange New Worlds su Paramount+ porta con sé un episodio che sembra uscito direttamente da un’antologia di fantascienza classica. La quarta stagione della serie ha debuttato il 23 luglio 2026 con l’episodio “Valles Marineris”, e già dal titolo, che prende il nome dal più grande sistema di canyon del sistema solare, si capisce che qualcosa di importante sta per accadere sull’Enterprise.

La trama della premiere segue un canovaccio che i lettori di fantascienza riconosceranno immediatamente. Durante una tempesta stellare, l’Enterprise viene scaraventata indietro nel tempo di 65 milioni di anni, in un’epoca in cui la Terra è popolata da dinosauri e Marte ospita una civiltà aliena in guerra con gli abitanti di un quinto pianeta, quello che un giorno diventerà la fascia degli asteroidi. La squadra da sbarco, composta da Una Chin-Riley (Rebecca Romijn), La’an Noonien-Singh (Christina Chong) ed Erica Ortegas (Melissa Navia), si trova quindi a dover fare i conti con un tirannosauro vivo e vegeto, mentre il capitano Pike (Anson Mount) e il dottor M’Benga (Babs Olusanmokun) affrontano gli antichi marziani.

Il dilemma centrale dell’episodio, ovvero quanto ci si possa spingere nell’interferire con lo sviluppo naturale della Terra preistorica senza alterare il futuro, richiama in modo esplicito uno dei racconti più celebri di Ray Bradbury, “Rumore di tuono” (titolo originale “A Sound of Thunder”), pubblicato nel 1952. Nel racconto, un cacciatore di nome Eckels viaggia fino al Mesozoico per uccidere un tirannosauro destinato comunque a morire di cause naturali, ma un passo falso fuori dal sentiero prestabilito, che porta alla morte accidentale di una farfalla, cambia il corso della storia umana al punto da far eleggere un dittatore alla guida degli Stati Uniti al suo ritorno nel presente.

Quel racconto ha reso popolare, nella fantascienza, l’idea della causalità a lungo termine nei viaggi nel tempo: alterare anche il più piccolo dettaglio del passato significa, inevitabilmente, cambiare tutto ciò che ne segue. Questo concetto è stato assorbito dall’universo di Star Trek attraverso la Direttiva Temporale Prima, la legge che vieta agli ufficiali della Flotta Stellare di rivelare informazioni sul futuro o di interagire con il passato in modi che potrebbero alterarlo, un principio che Pike deve tenere bene a mente proprio mentre comunica con gli antichi marziani nella premiere.

Non è la prima volta che l’immaginario di Bradbury viene ripreso in chiave televisiva: la premessa di “Rumore di tuono” è diventata talmente ricorrente da essere finita più volte in chiave parodica, come nell’episodio del 1994 di “I Simpson” in cui Homer, tornato dal passato con un tostapane capace di viaggiare nel tempo, altera involontariamente il presente schiacciando una zanzara.

Oltre al richiamo letterario, la quarta stagione arriva in un momento particolarmente significativo per il franchise. Il 23 luglio 2026 la serie ha aperto quella che sarà la sua penultima stagione, mentre il franchise si prepara a celebrare il proprio sessantesimo anniversario, che cade il 8 settembre 2026, due settimane prima del finale di stagione, intitolato “Tomorrow’s Enterprise” in un evidente richiamo al celebre episodio di Star Trek: The Next Generation “Yesterday’s Enterprise”. La stagione, composta da 10 episodi, prosegue con cadenza settimanale ogni giovedì fino al finale del 24 settembre.

Il tono scanzonato della premiere è in linea con quanto promesso dagli showrunner per l’intera stagione. Durante un evento newyorchese poco prima del debutto, il co-showrunner Akiva Goldsman ha descritto la filosofia della nuova annata parlando di un’alternanza tra il classico thriller fantascientifico in stile Original Series e l’anima più sperimentale della serie, dove “c’è una cadenza tra il classico thriller fantascientifico stile ‘TOS’ e poi la cosa che ci rende ‘Strange New Worlds’, ovvero i nostri mondi sono generi”. Il resto della stagione promette infatti un’avventura in stile western, un episodio horror, un incontro con un buco nero e un attesissimo episodio con i pupazzi realizzati dalla Jim Henson’s Creature Shop, che trasformerà l’equipaggio in versioni di feltro di sé stesso.

Le prime reazioni alla premiere sembrano confermare che la serie resti in buona forma: le prime tre stagioni hanno reso Strange New Worlds la rara nuova serie Trek capace di conquistare sia i fan storici sia i nuovi arrivati, e le prime recensioni di questa stagione sono tra le più positive di sempre. Nel frattempo, si guarda già oltre: la quinta e ultima stagione, prevista per il 2027, porterà nel cast anche Thomas Jane nei panni del futuro Leonard McCoy e il debuttante Kai Murakami come Hikaru Sulu, chiudendo così il cerchio che collega Strange New Worlds all’epopea della Original Series.

Con dinosauri, marziani in guerra e un chiaro debito nei confronti di Ray Bradbury, “Valles Marineris” conferma quanto Strange New Worlds sappia ancora giocare con i generi della fantascienza classica senza perdere la propria identità, aprendo nel migliore dei modi quella che si preannuncia come una delle stagioni più dense della serie.

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