Una proposta di matrimonio lanciata nel bel mezzo di un litigio, e la fuga che ne segue. Basta questa scintilla per far partire il carosello di storie de L’amor fuggente, la commedia romantica corale diretta da Davide Lomma, ora disponibile on demand su Prime Video, Apple TV, Google Play e YouTube. In L’amor fuggente, Mia sorprende Fil con una proposta di matrimonio durante un litigio, e l’evento scatena una serie di reazioni tra amici e familiari, ciascuna esplorando l’amore che sorprende, fugge e ritorna.
Al centro del racconto ci sono Fil e Mia, interpretati da Lorenzo Adorni e Caterina Shulha, una coppia di trentenni insieme da anni ma agli antipodi per carattere: lui regista emergente ed eclettico, lei metodica professoressa di matematica. La rottura della loro routine funziona come una tessera di domino: quel gesto innesca un insieme di storie che si intrecciano in un unico racconto, fino a convergere verso un unico destino che nessuno aveva previsto.
La struttura del film è dichiaratamente corale e generazionale. Si tratta di una commedia corale in cui troviamo sei coppie divise per fasce di età e in cui viene declinato il tema del fuggire in amore: bambini di dieci anni, ventenni, trentacinquenni, quarantacinquenni e sessantenni. Ogni fascia porta con sé una diversa forma di fuga sentimentale. Una donna riscopre l’amore a sessant’anni, malgrado la sua paura di lasciarsi andare, al contrario del suo ex marito che ha scelto di vivere liberamente la sua omosessualità. Un ragazzo di vent’anni, avvenente e sicuro di sé, si innamora per la prima volta, ma lei, timida e introversa, non riesce ad affrontare i suoi sentimenti a causa dei suoi trascorsi familiari. C’è poi il filone più contemporaneo: una seducente donna quarantenne fugge dalla noia del suo ménage familiare, conducendo una doppia vita grazie al suo seguitissimo blog, in cui dispensa consigli sull’amore firmandosi con uno pseudonimo. E infine i più piccoli: due bambini di dieci anni, con spontaneità e innocenza, scoprono per la prima volta cosa significa innamorarsi.

Il cast riunisce volti noti del cinema e della serialità italiana. Accanto ad Adorni e Shulha figurano Paola Sotgiu, Diane Fleri, Eva Cela, Luca Grispini, Emanuele Vezzoli e Andrea Pennacchi, interpreti che danno vita a personaggi profondamente diversi ma accomunati dalla ricerca dell’amore e dalla paura di perderlo. Sullo sfondo, come una presenza costante nell’intreccio, c’è Roma, città in cui il film è ambientato.
Sul piano dei riferimenti, Lomma non ha nascosto il debito verso una certa tradizione della commedia corale d’oltremanica. “Le commedie inglesi sono state di ispirazione, penso a Love Actually e alla sua coralità”, ha raccontato il regista, precisando però che tutto viene poi filtrato attraverso una sensibilità italiana. La scelta del genere leggero, del resto, è funzionale al progetto: la commedia come lente aiuta ad abbassare le difese e a fare in modo che una storia arrivi in maniera più diretta.
L’intento dichiarato è quello di scattare una fotografia sentimentale del presente. “L’Amor Fuggente vuole essere una fotografia dello stato di salute dell’amore oggi: non un ritratto idealizzato, ma uno sguardo onesto e corale su come amiamo, fuggiamo e torniamo ad amare”, ha spiegato Lomma. Secondo il regista, la fuga sentimentale assume forme differenti a seconda dell’età, ma conserva una radice comune: il timore di lasciarsi andare davvero.

Il film è scritto dallo stesso Lomma insieme ad Antonio Cardia e Simona Ferri, e nasce come progetto internazionale. Prodotto da Play Entertainment (Italia), A.B. Film (Albania) e CAMALEO (Italia), il film nasce come una coproduzione tra Italia e Albania e propone una riflessione contemporanea sull’amore attraverso una narrazione corale che intreccia storie, generazioni e sentimenti.
Per Davide Lomma si tratta di un debutto significativo. Il film rappresenta il debutto cinematografico nella fiction del regista marchigiano, già noto per il successo del documentario L’ultima isola, diventato uno dei documentari indipendenti più visti in Italia. Autore formatosi tra studi umanistici e l’Accademia di Cinecittà, Lomma arriva alla finzione dopo un percorso costruito su cortometraggi, spot e documentari. Il suo secondo lavoro, in particolare, ha raccolto riconoscimenti importanti: L’ultima isola è stato selezionato in oltre trenta festival internazionali, ha vinto l’Audience Award al Biografilm Festival 2024 ed è stato in concorso al FIPADOC di Biarritz, per poi classificarsi nel 2025 come il secondo documentario autodistribuito con il maggior incasso in Italia, con oltre 150 proiezioni e 10.000 spettatori.
Con L’amor fuggente, insomma, Lomma sposta la sua sensibilità dal documentario alla commedia corale, mantenendo però lo stesso sguardo d’insieme. La domanda che il film lascia sospesa è anche la sua chiave di lettura più efficace: siamo noi a fuggire dall’amore, o è l’amore stesso a essere per natura fuggente?












