Champagne stappato su un tetto di Las Vegas, milioni di dollari appena rubati e la promessa di lasciarsi il crimine alle spalle: dovrebbe essere il coronamento del colpo perfetto. Invece è la trappola. Lucky è una miniserie thriller crime americana creata da Jonathan Tropper per Apple TV, con Anya Taylor-Joy, Annette Bening, Timothy Olyphant e Aunjanue Ellis-Taylor, e Reese Witherspoon e Cassie Pappas tra i produttori; è tratta dal romanzo del 2021 di Marissa Stapley ed è arrivata il 15 luglio 2026.
Il meccanismo si inceppa subito, ed è proprio lì che la serie ingrana la marcia. In un flashback al giorno precedente, Lucky abbraccia suo marito Cary sul balcone della loro enorme suite d’albergo a Las Vegas; su indicazione del padre truffatore incarcerato di Lucky, John, la coppia ha rubato dieci milioni di dollari al famigerato gangster Wayne Whittaker. Ma al risveglio la scena è cambiata: Cary e le valigie piene di contanti sono spariti, e a lei resta il conto da pagare.
Da qui in avanti è una corsa senza fiato. Quando un colpo da svariati milioni va storto, la truffatrice Lucky è costretta a darsi alla fuga, braccata sia dall’FBI sia da uno spietato boss del crimine, e deve lottare per la sua vita e per una via d’uscita. Il ritmo è alto fin dai primi minuti, con Lucky che deve sgusciare via da uno degli edifici più sorvegliati di Las Vegas grazie a prontezza di riflessi e a un cambio d’abito: una fuga che chiede allo spettatore un pizzico di sospensione dell’incredulità, ma che aggancia comunque per l’accumulo di svolte e di tensione.
La doppia morsa è il cuore del racconto. Con l’agente speciale dell’FBI Billie Rand alle calcagna e la sottocapo dell’organizzazione di Whittaker, Priscilla Matheson, che le sta col fiato sul collo, Lucky deve mettere a frutto tutto ciò che le ha insegnato la sua unica figura genitoriale per uscirne intera. La minaccia arriva da due fronti opposti: la legge da un lato, la criminalità organizzata dall’altro, con la protagonista schiacciata nel mezzo e con pochissimo margine tra la prigione e la morte.

Taylor-Joy è il motore emotivo della serie e la sostiene con evidente sicurezza fisica. L’attrice si getta a capofitto nel ruolo del titolo e regge senza sforzo il peso di essere presente in così tante scene. Non è un caso: si tratta di un ruolo molto fisico, e nel costruirlo l’attrice ha attinto alla propria formazione nella danza, un approccio che ha raccontato descrivendo come organizza i tempi emotivi di ogni scena. Ritrova anche un’ambientazione a lei familiare, il deserto, dove aveva già combattuto per sopravvivere in Furiosa e dove tornerà nell’atteso Dune: Part Three; qui è sotto il sole rovente della California per Lucky, un crime thriller propulsivo che la vede scambiare colpi con dei tirapiedi.
Attorno a lei si muove un cast di peso. Nel cast figurano Anya Taylor-Joy, Annette Bening, Timothy Olyphant, Aunjanue Ellis-Taylor, Clifton Collins Jr., Drew Starkey, William Fichtner e Mo McRae. Il trailer aveva già rivelato che Lucky Armstrong è cresciuta in un contesto criminale dal padre, interpretato da Olyphant, e che a guidare le forze dell’ordine che le danno la caccia c’è sua suocera, interpretata da Bening. Sono proprio le figure femminili a reggere buona parte della materia drammatica: l’agente Rand come ostinazione allo stremo, la matriarca del clan come cattiva sorprendentemente fragile, capace di terrorizzare senza mai nascondere del tutto il proprio dolore.
Al di là dell’inseguimento a incastri, la serie prova a scavare più a fondo. Più che un intricato gioco del gatto col topo, il crime drama lavora sulle tensioni tra natura ed educazione, mettendo a nudo i pericoli e le vulnerabilità che nascono dall’amare gli altri. Nella serie, Taylor-Joy interpreta una giovane donna che anni prima si era lasciata alle spalle la vita criminale in cui era cresciuta, ma che ora deve abbracciare il suo lato più oscuro un’ultima volta, in un disperato tentativo di sfuggire al proprio passato.
Il confezionamento tecnico non lesina sull’azione. Ricchi di sparatorie, inseguimenti in auto e più di un intrigante raggiro, tutti e sette gli episodi contengono sequenze mozzafiato all’altezza di qualsiasi thriller ad alta tensione degno di questo nome, eppure la serie mantiene il suo dinamismo perché resta guidata dai personaggi. Non mancano però i limiti, e la critica li ha segnalati. La prevedibilità dei personaggi di contorno è una delle ragioni per cui Lucky non è del tutto un successo pieno: gli attori sono ottimi, ma i personaggi non hanno la stessa personalità che Tropper porta in Your Friends & Neighbors, e alla serie manca un po’ di brio nei dialoghi, tanto che si finisce per desiderare più arguzia al di fuori di Taylor-Joy.

Nonostante qualche passaggio scontato, l’ingranaggio funziona proprio dove conta. Le sceneggiature mettono insieme tutta l’azione da heist e da mafia che i fan del genere possono desiderare e, per quanto la storia raccontata sia molto chiara sia sul piano procedurale sia in quello dell’arco emotivo di Lucky, il pubblico vuole comunque vedere come va a finire.
Dietro le quinte, il progetto porta firme note al pubblico Apple. Prodotta da Apple Studios, Lucky è co-diretta a livello di showrunner, scritta e prodotta esecutivamente da Tropper attraverso la sua etichetta Tropper Ink, insieme alla co-showrunner Cassie Pappas; è prodotta esecutivamente da Witherspoon e Lauren Neustadter per Hello Sunshine, mentre Taylor-Joy figura come produttrice esecutiva tramite la sua Ladykiller e Jonathan Van Tulleken dirige diversi episodi, incluso il pilot, oltre a produrre. Per l’attrice si tratta anche del secondo incontro con la piattaforma: Lucky segna la seconda collaborazione tra Anya Taylor-Joy e Apple TV, dopo The Gorge, candidato a due Emmy.
Sul fronte pratico, la distribuzione è scaglionata nel tempo. I primi due episodi hanno debuttato mercoledì 15 luglio in esclusiva su Apple TV, e i nuovi episodi usciranno ogni mercoledì fino al 19 agosto. Un formato pensato per accompagnare lo spettatore settimana dopo settimana, mentre la domanda di fondo resta sospesa: riuscirà la truffatrice a placare la famiglia mafiosa e a sfuggire alla stretta dell’agente Rand? La serie gioca bene tutte le sue carte, e la voglia di scoprire fin dove arriva Lucky basta a tenere accesa la partita.












