Vent’anni prima che Charlize Theron impugnasse il volante di un War Rig nel deserto di Namibia, un’altra donna guidava un mezzo corazzato attraverso un pianeta arido e senza legge. Si chiamava Tank Girl, e il film che porta il suo nome, uscito nel 1995, resta uno dei titoli più sottovalutati e insieme più influenti del cinema d’azione fantascientifico anni novanta.
Tank Girl è un film di fantascienza post-apocalittica americano del 1995 diretto da Rachel Talalay e scritto da Tedi Sarafian, basato sulla serie a fumetti britannica creata da Jamie Hewlett e Alan Martin, e interpretato da Lori Petty, Naomi Watts, Ice-T e Malcolm McDowell. Hewlett, prima di diventare noto al grande pubblico come cofondatore dei Gorillaz insieme a Damon Albarn, aveva dato vita al personaggio insieme ad Alan Martin sulle pagine della rivista britannica Deadline, in un contesto di controcultura punk che avrebbe segnato profondamente l’immaginario del personaggio.

La vicenda è ambientata in un’Australia devastata dalla siccità anni dopo un evento catastrofico d’impatto, e segue l’antieroina Tank Girl (Petty) mentre lei, Jet Girl (Watts) e i supersoldati geneticamente modificati chiamati Rippers combattono contro Water & Power, una corporazione oppressiva guidata da Kesslee (McDowell). Fu Rachel Talalay stessa, dopo aver letto un numero del fumetto ricevuto in regalo, a ottenere il permesso dall’editore Deadline di dirigere l’adattamento cinematografico, scegliendo poi Catherine Hardwicke come production designer e lavorando a stretto contatto con Martin e Hewlett durante la lavorazione.
Il parallelo con Mad Max: Fury Road non è solo suggestione critica postuma: entrambe le storie condividono un pianeta arido dove l’acqua è merce rara e contesa, controllata da uomini che ne fanno strumento di potere, e un’antieroina che si ribella al sistema alla guida di un mezzo pesante. La differenza principale sta nel tono: dove Furiosa agisce con calcolo strategico, Tank Girl procede per impulsi anarchici e battute fulminanti, restando fedele allo spirito irriverente della striscia originale.
Il personaggio interpretato da Lori Petty divenne rapidamente un punto di riferimento per le donne della controcultura britannica dell’epoca, in particolare per la comunità queer, che ne adottò l’immagine anche in chiave di protesta politica contro le leggi discriminatorie dell’epoca thatcheriana. Questo aspetto, spesso trascurato dalle cronache cinematografiche tradizionali, avvicina ulteriormente Tank Girl a Furiosa: entrambe le figure sono diventate, nel tempo, simboli che superano il perimetro del semplice intrattenimento action.

Al momento dell’uscita nelle sale americane, il film incassò cifre modeste e non riuscì a conquistare il grande pubblico, ma negli anni successivi ha costruito attorno a sé una solida base di appassionati, complice anche una colonna sonora curata da Courtney Love con brani di artisti come Björk e Hole. La riscoperta è proseguita fino a tempi recenti: nel gennaio 2026 Vinegar Syndrome ha pubblicato un’edizione in 4K Ultra HD e Blu-ray del film nell’ambito della linea “Vinegar Syndrome Ultra”, con un nuovo restauro in 4K dal negativo originale, un libretto di 40 pagine, un nuovo commento della critica Kristen Lopez e nuove interviste con Petty, Talalay e Hardwicke.
Da anni si parla di un possibile ritorno di Tank Girl sul grande schermo. Nel settembre 2019 era stato riportato che un reboot del film fosse in fase di sviluppo iniziale con la casa di produzione di Margot Robbie, LuckyChap Entertainment, che aveva opzionato i diritti da MGM. Il progetto era stato affidato al regista Miles Joris-Peyrafitte, con Robbie stessa in trattative per interpretare il ruolo principale attraverso la sua etichetta LuckyChap Entertainment. Tuttavia la produzione è stata messa in pausa a causa della pandemia di COVID-19, e a oggi non risultano conferme ufficiali su una ripresa attiva del progetto: la vicenda del reboot resta dunque, allo stato attuale, in una fase di stallo di cui non si conoscono sviluppi recenti verificabili.
Resta il fatto che, molto prima che Furiosa diventasse il volto di un’intera generazione di eroine action, era stata una ragazza scapigliata su un carro armato a tracciare la rotta: rumorosa, sboccata, imperfetta, ma indiscutibilmente pionieristica.












