A sette giorni dall’arrivo nelle sale di The Odyssey, Christopher Nolan ha scelto di affrontare di petto le settimane di polemiche online che hanno accompagnato il suo adattamento del poema omerico. In un’intervista al Telegraph, il regista ha messo le cose in prospettiva richiamando un’esperienza che conosce bene: quella di aver diretto la trilogia del Cavaliere Oscuro.
Nolan ha definito il polverone “comes with the territory”, aggiungendo che le discussioni che si accendono prima che il pubblico veda il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di chi le porta avanti sa davvero cosa sia il film. Poi il paragone diretto: “Ho passato 10 anni della mia vita a occuparmi di Batman”, ha ricordato. “Quando sono arrivato su Batman Begins, scrittori e artisti lavoravano su quel personaggio amato da quasi 65 anni, e c’erano già moltissime idee cariche di significato su cosa rappresentasse”.
Il contesto in cui arrivano queste parole non è banale. Da mesi The Odyssey è al centro di un dibattito acceso soprattutto sui social, alimentato in buona parte da figure come Elon Musk, che ha commentato per mesi il progetto ai suoi milioni di follower su X, sostenendo in passato che Nolan avesse perso la propria integrità per aver scelto Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena di Troia. Le polemiche si sono estese anche al casting di Elliot Page, attore transgender, e di interpreti come Lupita Nyong’o, Zendaya e Travis Scott, oltre che a dettagli su costumi, armature e all’uso dell’inglese americano moderno per i dialoghi. La tensione è arrivata al punto che l’account ufficiale di The Odyssey su X ha limitato i commenti sotto i propri post di fronte all’ondata di reazioni negative. Anche il trailer finale non è stato risparmiato: in molti hanno preso in giro alcune battute del dialogo, oltre all’uso degli accenti americani.
Di fronte a tutto questo, Nolan ha preferito guardare al passato per relativizzare il presente. Il regista ha ricordato come, durante la sua trilogia di Batman, abbia dovuto fare i conti con un personaggio già stratificato da decenni di storie, fumetti e interpretazioni diverse, e con un pubblico pronto a giudicare ogni scelta. Nonostante questo, ha sottolineato come alla fine i fan della saga, anche quando si trovavano davanti a scelte diverse da quelle che si sarebbero aspettati, abbiano apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la miglior versione possibile della storia.

Chi ha ripercorso la carriera di Nolan sa che le sue Batman movies non sono state accolte tutte allo stesso modo al momento dell’uscita. La trasformazione di Bane da mente criminale sudamericana a un thug con un accento non meglio definito ha diviso i puristi dei fumetti, così come la scelta di sostituire la Lazarus Pit che riportava in vita Ra’s al Ghul con un piano di successione che ha permesso a due attori diversi, Ken Watanabe e Liam Neeson, di dare corpo allo stesso personaggio in momenti differenti della trilogia. E poi c’è il caso più citato di tutti: quello di Heath Ledger, scelto per interpretare il Joker in un momento in cui la sua immagine da idolo teen aveva scatenato dubbi e critiche molto simili, per tono, a quelle che oggi circondano il cast di The Odyssey.
Nolan ha esteso il ragionamento anche al testo di partenza, sottolineando come la stessa Odissea fosse, ai suoi tempi, un’opera di finzione storica che guardava con nostalgia a un passato idealizzato. “Omero e il suo pubblico guardavano indietro di secoli a quella che consideravano una civiltà superiore, questa Età degli Eroi ormai lontana, e nel mezzo c’era stato un collasso sociale e culturale”, ha fatto notare il regista. La conclusione a cui è arrivato lavorando sulla trilogia del Cavaliere Oscuro, ha spiegato, è che non ci si può preoccupare di tutto questo: bisogna onorare il testo originale interpretandolo nel modo più forte possibile.
Il film, che porta la firma di Nolan sia alla regia sia alla sceneggiatura, racconta il ritorno in patria di Odisseo dopo la guerra di Troia, tra creature mitologiche e ostacoli sul cammino verso Itaca. Il protagonista è interpretato da Matt Damon nei panni del re di Itaca, mentre Anne Hathaway veste i panni della moglie Penelope. Nel cast anche Tom Holland, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Samantha Morton, Zendaya e Charlize Theron. Secondo diverse fonti editoriali, Holland interpreta Telemaco, il figlio di Odisseo, Zendaya presta il volto alla dea Atena e Theron è Calypso; nel cast figurano inoltre Elliot Page, Travis Scott, Benny Safdie (nei panni di Agamennone) e John Leguizamo, oltre a numerosi altri interpreti.
The Odyssey arriva nelle sale il 17 luglio 2026, in un clima di attesa enorme che le polemiche delle ultime settimane non sembrano aver scalfito più di tanto: il film ha già venduto il primo lotto di biglietti con un anno di anticipo e ha mandato in tilt le app di vendita quando i biglietti sono tornati disponibili quest’anno. Se la storia della trilogia di Batman insegna qualcosa, è che le polemiche pre-uscita raramente coincidono con il giudizio che il pubblico darà una volta visto il film.












