I passi minacciosi e pesanti provocano solchi enormi nella duna del deserto e anticipano la tragedia che sta per verificarsi. Il mutante magnetico viene afferrato per il casco e dissolto nel nulla attraverso un lampo di luce viola. Lo sguardo sadico e diabolico di Apocalisse si contrappone a quello incredulo e sofferente di Xavier. La scena lascia un vuoto interiore enorme ma allo stesso tempo è impossibile non pensare che il destino dovesse andare esattamente così.
La morte di Magneto non rappresenta solo un momento emotivamente destabilizzante per lo spettatore ma anche l’evento principale che prova definitivamente il significato metaforico del personaggio di Apocalisse. Nonostante gli X-Men abbiano tentato in tutti i modi di portare il primo mutante della storia sulla retta via, quest’ultimo riesce comunque a conquistare il potere del tempio e completare la sua trasformazione attraverso il confronto con il Celestiale.
Proprio come accade nella Bibbia, Apocalisse è lo strumento di una divinità che ha intenzione di colpire l’intera specie umana attraverso numerose calamità. Tuttavia le motivazioni di tale operazione non sono dettate da propositi negativi ma semplicemente esistenziali. Nei fumetti i Celestiali sono creature gargantuesche e monolitiche che regolano il ciclo vitale attraverso la creazione e la distruzione. Non sono né benevole né malvagie, semplicemente sono. Non può esserci un epilogo senza una genesi, così come non può esistere il giorno senza la notte. Gli opposti contribuiscono a dare forma alla realtà che inevitabilmente deve essere permeata sia dal bene che dal male. In definitiva non è possibile vivere una vita senza conflitti, di qualsiasi natura essi siano.
Proprio per questo motivo il Celestiale propone a Nur di incarnare la fine di tutte le cose, quella fine che pur portando dolore e distruzione, serve a generare il principio e controbilanciare il tessuto dell’esistenza. A causa del risentimento nei confronti dell’umanità, l’ex schiavo accetta senza indugio questo ruolo, sazia la sua sete di potere e diviene ufficialmente l’antagonista principale della seconda stagione dello show.
La dipartita di Magneto per mano di Apocalisse simboleggia anche la punizione narrativa per aver voluto alterare a tutti i costi il flusso temporale al fine di cambiare le sorti dell’umanità nel futuro. Nonostante Charles lo avesse messo in guardia nell’episodio precedente, questo tipo di presunzione ha addirittura portato Magnus a privare i suoi stessi compagni del libero arbitrio, distruggendo i bracciali temporali ed eliminando, di conseguenza, la possibilità di tornare nel presente qualora gli altri membri del gruppo non fossero stati d’accordo col suo modo di agire. Il messaggio per ora sembra essere chiaro: non è possibile cambiare il destino, l’unica cosa che ci resta da fare è affrontare qualsiasi sfida esso ci metta davanti.
Sebbene il suo obiettivo fosse irrealizzabile, è impossibile non struggersi per l’enorme impegno che Magnus ha profuso nel cercare di realizzare il sogno di Charles; un sogno che ha sempre fatto fatica a condividere ma che, grazie a una splendida crescita interiore, ha imparato a sentire anche come suo. Tuttavia l’armonia e la convivenza pacifica tra mutanti e umani, per il momento, sono ostacolate da un nemico inarrestabile. Come si comporteranno gli X-Men per contrastare l’arrivo dell’apocalisse?












