Bastano pochi minuti, il tempo di vedere Catherine Laga’aia intonare le prime note del suo tema, per capire che questo Oceania in live action non è la solita operazione di riciclo a cui Disney ci ha abituati. Il rifacimento del classico animato del 2016, diretto da Thomas Kail e in arrivo nelle sale Italiane il 19 agosto 2026, riporta Vaiana e il semidio Maui nel mondo reale con una sicurezza che a molti altri remake della casa di Topolino è mancata. Non tutto funziona, e la critica internazionale si è già spaccata, ma il risultato è di gran lunga più convincente di quanto il cinismo con cui si guarda ormai a questi progetti lasciasse temere.
Catherine Laga’aia, la vera rivelazione
Il merito più grande ha un nome preciso. Catherine Laga’aia, attrice australiana al suo esordio sul grande schermo, si prende Oceania sulle spalle e lo porta in porto. La sua Vaiana ha lo sguardo giusto, la voce limpida che serve a un personaggio nato per cantare, e una naturalezza che raramente si vede in un debutto di questa portata. Su questo punto il consenso è pressoché unanime anche all’estero: praticamente ogni testata la indica come l’elemento migliore del film, e chi scrive non fa eccezione. È lei a tenere insieme le due ore, ed è grazie a lei che l’emozione dell’originale arriva intatta.

Dwayne Johnson, un Maui cucito su misura
Accanto a lei, Dwayne Johnson riprende il ruolo del semidio Maui che aveva già interpretato con la voce nell’animato. Il personaggio, del resto, era stato disegnato pensando a lui, e la sovrapposizione tra l’attore e la figura mitologica funziona con la stessa efficacia di dieci anni fa. La sua è una prova solida, ironica al punto giusto, e la chimica con Laga’aia è uno dei motori del film. Qui i pareri della critica si dividono, con qualcuno che lo trova un po’ in automatico, ma la nostra impressione in sala è positiva.
La resa visiva che divide, e che a noi ha convinto
Arriviamo al punto più controverso, perché è giusto essere onesti sullo stato del dibattito. Una parte consistente della critica internazionale ha stroncato Oceania proprio sul piano visivo, parlando di immagini piatte, di eccesso di effetti digitali, di un aspetto artificiale e privo di anima. La nostra esperienza in sala racconta però un’altra storia, e non siamo soli a raccontarla. La resa degli ambienti, dell’oceano e delle creature ci è parsa curata e credibile, capace di reggere il passaggio dal disegno alla materia senza gli scivoloni imbarazzanti che avevano affossato altri rifacimenti recenti. È una posizione in controtendenza, ne siamo consapevoli, ma è la nostra, ed è condivisa da chi di cinema si occupa ai massimi livelli.

La lezione che Biancaneve non aveva imparato
Il confronto con l’altro grande remake recente è inevitabile, e aiuta a capire perché Oceania riesce dove Biancaneve aveva fallito clamorosamente. L’errore di Biancaneve non fu tecnico, fu di sostanza: la storia stravolta, le scelte che avevano acceso polemiche interminabili, una comunicazione che aveva trasformato l’attesa in ostilità. Oceania fa l’esatto contrario. Non tradisce la storia che il pubblico ama, non insegue la provocazione, non cerca lo scontro. Sceglie la fedeltà e la cura, e proprio questa prudenza gli permette di concentrare le energie dove contano, sull’emozione e sulla resa visiva. La differenza tra i due film non sta nel budget o negli effetti, ma nel rispetto per il materiale di partenza e per chi quel materiale lo ama.
Una trama fedele, forse fin troppo
Il limite del film, semmai, è il rovescio del suo pregio. Chi si aspetta sorprese resterà a bocca asciutta, perché la trama ricalca quella dell’animato quasi senza deviazioni, scena dopo scena. È la critica più diffusa tra le testate estere, che parlano di un’operazione fedele fino alla ripetizione, e va riconosciuta con onestà. Dipende però da cosa si cerca. Se il metro è l’originalità, Oceania ha poco da offrire. Se invece si accetta il patto di questi rifacimenti, cioè rivedere una storia amata in una veste nuova, allora quella fedeltà non è pigrizia ma una scelta di rispetto, ed è la stessa che lo salva dagli errori dei predecessori.
In definitiva, Oceania in live action è un film che sa esattamente cosa vuole essere e lo diventa senza tradimenti. Non reinventa nulla, e non ne aveva bisogno. Con una protagonista da tenere d’occhio in futuro, un Maui che calza a pennello e una resa visiva che, checché ne dica una parte della critica, a noi ha convinto, è la dimostrazione che questi remake possono funzionare, a patto di partire dal rispetto e non dalla presunzione. Biancaneve, da questo punto di vista, ha una lezione da studiare.
Scheda tecnica
Cast principale
- Catherine Laga'aia – Vaiana Waialiki
- Arya Karsala – Vaiana Waialiki (piccola)
- Dwayne Johnson – Maui
- Rena Owen – Nonna Tala
- John Tui – Tui Waialiki












