Warner Bros ha scelto la settimana in cui tutti parlano di The Odyssey per ricordare al mondo che c’è un altro colosso in arrivo, e lo ha fatto nel modo più diretto: pubblicando il trailer di Dune parte 3, il capitolo che chiude la trilogia di Denis Villeneuve. Presentato oggi in un evento IMAX globale a Los Angeles e trasmesso in contemporanea da Londra a Berlino fino ad Abu Dhabi, il filmato conferma quello che i lettori di Frank Herbert temevano e speravano insieme: questa non è più la storia di un eroe, ma quella della sua caduta. In sala dal 18 dicembre, il film si annuncia come il più cupo e rischioso dei tre.

Cosa mostra il trailer
Il primo elemento che salta all’occhio è il tono. Villeneuve ha spiegato che se il primo Dune era contemplativo e il secondo era un film di guerra, questo terzo è più teso e più votato all’azione, e le immagini lo confermano: battaglie imponenti, una fotografia più scura affidata al nuovo direttore Linus Sandgren, il commento sonoro atmosferico di Hans Zimmer. Timothée Chalamet torna nei panni di Paul Atreides, ora imperatore dell’universo conosciuto, con lo sguardo di chi ha scatenato una guerra santa e ne porta il peso. Il trailer offre anche il primo assaggio dei nuovi arrivati: Robert Pattinson è Scytale, mutaforma inquietante al servizio della cospirazione, mentre Anya Taylor-Joy appare come Alia, la sorella di Paul divenuta sua devota seguace. Da segnalare un dettaglio narrativo importante rivelato da Villeneuve: la storia è ambientata diciassette anni dopo gli eventi di Dune parte 2, uno scarto rispetto al romanzo, dove il salto temporale è di dodici.

Cosa è successo nei primi due film
Per chi arriva impreparato, un rapido riepilogo. Nel primo Dune del 2021, alla nobile Casa Atreides viene affidato il controllo di Arrakis, il pianeta desertico da cui si estrae la spezia, la sostanza più preziosa dell’universo. È una trappola: l’imperatore e i rivali Harkonnen orchestrano un tradimento che stermina la famiglia e uccide il duca Leto. Il giovane Paul e la madre Lady Jessica fuggono nel deserto, dove trovano rifugio presso i Fremen, il popolo nativo del pianeta, e dove Paul comincia a intravedere il proprio inquietante destino accanto alla guerriera Chani.
In Dune parte 2, uscito nel 2024, Paul si integra tra i Fremen, si innamora di Chani e viene progressivamente riconosciuto come il messia profetizzato. Guida la rivolta contro gli Harkonnen, affronta e sconfigge l’imperatore e ne rivendica il trono chiedendo in sposa la principessa Irulan. Ma la sua ascesa ha un prezzo: per prendere il potere scatena una guerra santa destinata a insanguinare la galassia, e Chani, disillusa dalla deriva mistica e politica dell’uomo che ama, gli volta le spalle allontanandosi da sola nel deserto. È esattamente da qui che riparte il terzo film.

Cosa ci aspetta dalla storia
Dune parte 3 adatta Messia di Dune, il romanzo del 1969 con cui Herbert ribaltò il proprio racconto. Se il primo libro era la storia rassicurante di un eroe che compie il proprio destino, il secondo è un ammonimento: mostra come qualsiasi leader, se idolatrato oltre misura, possa trasformarsi in un tiranno. È un tema che Villeneuve ha definito il cuore del film, arrivando a chiamarlo il suo lavoro più personale. Sul piano della trama, Paul dovrà fare i conti con una cospirazione che si stringe attorno a lui, ordita dai poteri che ha spodestato e da chi lo circonda, con la minaccia che si concentra su Chani e sull’erede in arrivo.
Proprio qui il trailer lascia intuire la deviazione più significativa dai libri. Le immagini suggeriscono che Chani non seguirà il destino previsto dal romanzo, ma verrà anzi posizionata come una delle figure che si oppongono all’ascesa di Paul, un cambiamento che potrebbe ridisegnare l’intero finale. Chalamet ha raccontato che Villeneuve si è preso in questo capitolo la libertà creativa maggiore, intrecciando linee narrative solo accennate nella pagina. Torna inoltre Jason Momoa nei panni di Duncan Idaho, riportato in vita come clone, uno degli elementi più spiazzanti anticipati dal filmato. Attorno a loro un cast enorme, da Rebecca Ferguson a Javier Bardem, da Florence Pugh, il cui ruolo di Irulan si amplia, a Josh Brolin e Léa Seydoux.
Il paragone che Chalamet stesso ha evocato è quello con la trilogia del Signore degli Anelli, e l’ambizione è dichiaratamente quella. La domanda vera, però, è un’altra: se il primo film raccontava un trionfo e il secondo una conquista, questo deve mettere in scena una caduta morale. Trasformare la parabola di un tiranno in un evento da botteghino natalizio è la scommessa più difficile che Villeneuve potesse scegliere. Il trailer promette che ha deciso di correre il rischio fino in fondo, e per chi ama questa saga è la ragione migliore per aspettare dicembre.












