A trentasei anni dalla sua uscita, il western che riportò il genere al centro di Hollywood si prepara a tornare sul grande schermo in una forma che nessuno ha ancora visto. Il festival di Locarno ha annunciato che il 7 agosto presenterà in prima mondiale una director’s cut restaurata in 4K di Balla coi lupi, il film che nel 1990 segnò l’esordio alla regia di Kevin Costner. La proiezione si terrà in Piazza Grande, sul grande schermo all’aperto, all’interno della sezione Histoire(s) du Cinéma dedicata ai restauri e ai classici.
La novità che farà discutere riguarda la durata. Questa versione estesa sfiora le quattro ore e incorpora, secondo il festival, circa trenta minuti di materiale mai mostrato prima, riportando il film alla forma che Costner aveva in mente. Il restauro è stato realizzato dal laboratorio Cinegrell di Zurigo, in collaborazione con il progetto Locarno Heritage e con l’agente di vendita internazionale K5 International. La 79esima edizione del festival si terrà dal 5 al 15 agosto, e la selezione ufficiale completa sarà svelata il 9 luglio, quindi altri dettagli potrebbero emergere a breve.

Vale la pena ricordare cosa rappresentò quel film. Tratto dal romanzo di Michael Blake, che ne firmò anche la sceneggiatura, Balla coi lupi racconta la storia del tenente John Dunbar, soldato della guerra civile americana che stringe un legame profondo con una comunità Lakota. Costner lo diresse, lo produsse e lo interpretò, incassando oltre quattrocentoventiquattro milioni di dollari nel mondo e conquistando dodici candidature agli Oscar, sette delle quali trasformate in statuette: miglior film, miglior regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, colonna sonora e sonoro. Un’opera che rimise in circolo la grande epica western e portò l’attenzione internazionale sulla condizione storica dei popoli nativi.
Su un punto conviene però mantenere prudenza, ed è la formula ricorrente nei comunicati: materiale mai visto prima. Di Balla coi lupi circolava già un’edizione estesa uscita all’inizio degli anni Duemila, e all’epoca lo stesso Costner prese le distanze da quella versione lunga, spiegando di non averci lavorato e di preferire i tagli che sceglie personalmente. Quando uscirà il comunicato completo di Locarno, sarà interessante capire se questi trenta minuti siano davvero inediti in assoluto oppure rispetto alla sola versione cinematografica del 1990. È la differenza che distingue un evento storico da una riedizione ben confezionata.

Resta il fatto che il ritorno arriva in un momento particolare per Costner. Mentre il suo ambizioso progetto western Horizon: An American Saga resta impantanato dopo il deludente esordio al botteghino del primo capitolo, il suo capolavoro torna a vivere nella cornice più suggestiva possibile. Per ora non è stata annunciata alcuna distribuzione al cinema o in home video, ma una premiere di questo peso lascia intuire che una nuova edizione per il pubblico non sia lontana. Rivedere Dunbar cavalcare nella prateria su uno schermo gigante, con mezz’ora in più, è il genere di occasione per cui vale la pena mettersi in viaggio.












