Home FilmWilliam Shatner apre al ritorno di Kirk a 95 anni compiuti

William Shatner apre al ritorno di Kirk a 95 anni compiuti

L'attore canadese, che ha appena compiuto 95 anni, riflette sul possibile ritorno del capitano della Enterprise proprio mentre Star Trek festeggia sei decenni di storia.

by Mauro Terrone

William Shatner non ha mai davvero smesso di essere il Capitano James T. Kirk, nemmeno trentadue anni dopo la morte del personaggio sullo schermo. Shatner ha interpretato Kirk in Star Trek: The Original Series, Star Trek: The Animated Series e in sette film prima che Kirk morisse canonicamente in Star Trek Generations del 1994. Eppure, a distanza di così tanto tempo, l’attore torna a parlare di un possibile ritorno nei panni del comandante della Enterprise, e lo fa proprio nell’anno in cui il franchise creato da Gene Roddenberry taglia il traguardo dei sessant’anni.

L’occasione è un’intervista concessa a TV Guide Magazine per il numero speciale dedicato ai capitani di Star Trek, ripresa da TV Insider. Il novantacinquenne attore, regista, scrittore, cavallerizzo e cantante resta molto presente, tra cavalli American Saddlebred da cavalcare, un album heavy metal da promuovere e spettacoli dal vivo da mettere in scena. Shatner ha compiuto novantacinque anni lo scorso marzo, nato a Montréal nel 1931, e resta uno dei volti più riconoscibili della fantascienza televisiva.

Alla domanda su cosa potrebbe convincerlo a rimettere l’uniforme della Flotta Stellare, l’attore non ha scartato l’ipotesi. È facile dire che sarebbe il denaro, ma più a lungo ha interpretato Kirk, più gli è stato permesso di aggiungere sfumature al personaggio; pensa che il Capitano Kirk, come comandante di uno strumento di guerra e al tempo stesso di una nave di pace, potrebbe ancora abitare bene in una persona come lui. Sull’età, che potrebbe sembrare un ostacolo, Shatner ha offerto una lettura diversa. Riconosce di avere ancora l’aggressività e l’istinto per la battaglia, essendosi cacciato in situazioni molto pericolose, ma con l’età arriva anche una levigatura di quei picchi di atteggiamento, mentre l’aggressività resta una caratteristica più giovanile. Anche a 95 anni, ha concluso, pensa che Kirk sarebbe un ottimo capitano di un’astronave capace di guerra e di pace.

Il nodo, però, resta quello narrativo. Il personaggio è morto in scena in Generazioni, e riportarlo indietro nella linea temporale principale della serie rischierebbe di creare più complicazioni che vantaggi. Non è la prima volta che il franchise ci pensa seriamente: i produttori esecutivi e co-showrunner di Strange New Worlds Akiva Goldsman e Henry Alonso Myers hanno rivelato di aver provato a trovare un modo per far apparire Shatner come guest star in ogni stagione della serie, con l’idea di ricollegarsi al Kirk della linea temporale alternativa vista in The City on the Edge of Forever, ma il progetto non si è mai concretizzato. Resta comunque una piccola porta aperta nella continuity: Star Trek: Picard nella terza stagione ha creato un modo per aggirare la morte del personaggio, rivelando che i resti di Kirk sono custoditi in un sito segreto di Starfleet nell’ambito del cosiddetto “Project Phoenix”.

Shatner ha anche riflettuto sul motivo per cui Star Trek continua a parlare al pubblico dopo sei decenni. Scherzando diceva sempre che il segreto fosse lui stesso, ma col tempo ha capito che non era lui, e non sembra essere nemmeno un singolo individuo: pare piuttosto un concetto generale, quello secondo cui fra quattrocento anni gli esseri umani saranno ancora sulla Terra, non solo presenti ma prosperi, con le possibilità ancora aperte davanti a loro. Non è mancata nemmeno una battuta tagliente sul confronto tra capitani: interpellato pochi giorni prima sull’emittente CNN su chi fosse il capitano migliore tra Kirk e Picard, Shatner ha risposto senza esitazioni “by lightyears, Captain Kirk”, cioé di gran lunga Kirk.

L’attore non è certo un fantasma del passato per il franchise: cinque anni fa è diventato la persona più anziana ad andare nello spazio grazie al volo Blue Origin di Jeff Bezos, e a febbraio ha partecipato insieme a Walter Koenig alla crociera a tema Star Trek organizzata per celebrare l’anniversario, incontrando oltre tremila fan durante le tappe tra Repubblica Dominicana e Portorico. Le celebrazioni per i sessant’anni del franchise, che culmineranno l’8 settembre 2026 nel giorno esatto dell’anniversario della prima puntata della serie originale, comprendono eventi, uscite editoriali e la ripubblicazione in Blu-ray della serie classica.

Quanto a un vero ritorno sullo schermo, per ora non esiste nulla di ufficiale. Con nessuna nuova serie televisiva attualmente in produzione e potenziali film di reboot in lavorazione, il futuro di Star Trek sotto Paramount Skydance resta al momento incerto. Le parole di Shatner, però, dicono una cosa chiara: se qualcuno a Hollywood trovasse la storia giusta per far tornare Kirk, l’attore sarebbe pronto ad ascoltare, novantacinque anni o non novantacinque anni.

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