Home News‘Don’t Look Back In Anger’: Gli Oasis tornano anche al cinema

‘Don’t Look Back In Anger’: Gli Oasis tornano anche al cinema

il teaser di Don't Look Back In Anger apre le porte al backstage della reunion Oasis: IMAX, Disney+ e la prima intervista congiunta dei Gallagher da vent'anni.

by Grazia Caporale

Don’t Look Back In Anger comincia con un boato: quello di uno stadio pieno che canta Oasis a squarciagola, esattamente un anno dopo che Liam e Noel Gallagher sono tornati a condividere lo stesso palco. Il teaser trailer del documentario, diffuso proprio nell’anniversario del concerto inaugurale di Cardiff, non si limita a celebrare un tour: promette di raccontare come due fratelli separati da anni di distanza abbiano deciso di tornare a suonare insieme.

Il film nasce da un’idea di Steven Knight, BAFTA e Oscar-nominated writer, producer, and director Steven Knight (“Peaky Blinders,” “A Thousand Blows”), e porta la firma di due registi abituati a raccontare i momenti-chiave della musica contemporanea: Dylan Southern e Will Lovelace (“Shut Up and Play the Hits,” “Meet Me in the Bathroom”). La loro cifra stilistica, già vista nei ritratti di altre reunion e addii nel mondo del rock, sembra perfetta per raccontare una vicenda fatta di rotture pubbliche e ricomposizioni improvvise.

La cornice narrativa è quella di Oasis Live ’25, il tour che ha riportato i Gallagher sullo stesso palco per la prima volta dopo anni di silenzio reciproco. È stato un anno fa che la band ha aperto il proprio tour live del ’25 a Cardiff, in Galles, segnando la prima esibizione dal vivo insieme dopo 16 anni. Il tour, tra i più attesi degli ultimi anni, si è chiuso mesi dopo dall’altra parte del mondo: il trailer di 45 secondi si apre con immagini esplosive del pubblico del tour Oasis Live ’25, partito da Cardiff, in Galles, il 4 luglio 2025, e concluso a San Paolo, in Brasile, il 23 novembre 2025, con 41 show tra Regno Unito, Europa, Nord America e Sud America.

Il vero valore aggiunto del documentario, almeno a giudicare dal materiale promozionale, sta nell’accesso concesso alla troupe: prove, backstage, palco e soprattutto le voci dirette dei due fratelli. Il progetto include infatti quella che viene descritta come la prima intervista congiunta di Noel e Liam da più di vent’anni, un dettaglio che da solo basta a spiegare l’attesa attorno al titolo. Nel teaser, diffuso in queste ore, si alternano immagini di repertorio e frammenti di conversazione che lasciano intuire il tono non del tutto pacificato del racconto: il teaser flashes the words, “The great wait is over. Experience the return of Oasis,” alongside footage of Noel and Liam performing throughout the reunion tour. The preview ends with Liam declaring, “It’s gonna be chaos.”

A commentare il senso dell’operazione è lo stesso Steven Knight, che inquadra il documentario come qualcosa di più ampio di un semplice instant movie da tour: “The Oasis world tour united generations, cultures and countries and spoke to a broken world about reconciliation. ‘Don’t Look Back In Anger’ is not only your ticket to the show – it’s a backstage pass and a seat at the table when Liam and Noel sit down together for the first time in 15 years and tell it how it is and how it was.” Una dichiarazione che, va detto, alza volutamente l’asticella delle aspettative: parlare di riconciliazione globale a partire da un tour rock è un’ambizione tutt’altro che scontata, e sarà la sala a dire se il film riesce davvero a reggere un discorso così largo senza scivolare nella retorica celebrativa.

Dietro la macchina da presa lavora una squadra di peso. Il film è una produzione Magna Studios, presentata da Sony Music Vision in associazione con Sony Music Entertainment UK, con Sam Bridger (“Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now,” “Meet Me in the Bathroom”) e Guy Heeley (“Peaky Blinders: The Immortal Man”) come produttori. Tra gli executive producer figurano Kate Shepherd, Marisa Clifford, Davud Karbassioun, Tom Mackay, Krista Wegener, Isabel Davis e Tim O’Shea, con i sound mixer premi Oscar James Mather (“Top Gun: Maverick,” “Belfast”) e Tarn Willers (“The Zone of Interest”), e il direttore della fotografia Haris Zambarloukos (“Belfast,” “Beetlejuice Beetlejuice”). Un reparto tecnico che, sulla carta, garantisce al progetto uno standard produttivo da vero evento cinematografico, non da semplice contenuto per lo streaming.

Sul fronte distributivo, il quadro è ormai definito: il documentario arriverà nelle sale italiane e in una selezione di sale IMAX dal 10 settembre, per poi approdare in streaming su Disney+ entro la fine dell’anno. La scelta di privilegiare prima il grande schermo, con tanto di formato IMAX, racconta bene l’ambizione dell’operazione: trasformare la memoria di un tour già finito in un evento collettivo da vivere di nuovo insieme, in sala, prima che diventi disponibile on demand.

Resta da vedere se Don’t Look Back In Anger saprà distinguersi dalla lunga tradizione di documentari-evento dedicati a reunion e tour, un genere che negli ultimi anni ha prodotto risultati altalenanti tra il puro merchandising emotivo e il vero racconto d’autore. Il nome di Steven Knight e la presenza di due fratelli che per anni si sono evitati pubblicamente sono, quantomeno, ingredienti che promettono più di un semplice greatest hits per immagini.

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