Robert Powell risale sul palco che lo ha reso, suo malgrado, il volto più riconoscibile di Gesù nella storia della televisione. Succede domenica 5 luglio a Rimini, dove l’Italian Global Series dedica una giornata intera alla memoria e al futuro della serialità mondiale, facendo incontrare il capolavoro di Franco Zeffirelli con i produttori che oggi disegnano il destino delle grandi serie americane.
L’appuntamento più atteso arriva alle 19 al Cinema Fulgor, quando Powell si siede accanto all’attore e regista Giulio Base per ripercorrere, guidato dalla giornalista Alessandra De Luca, i cinquant’anni di Gesù di Nazareth. La miniserie, diretta da Zeffirelli, venne girata nel 1976 e uscì nel 1977, diventando un fenomeno globale. Le riprese, come lo stesso Powell ha raccontato in tempi recenti, si svolsero tra Marocco e Tunisia per otto mesi, in un set che trasformò un attore britannico allora poco noto nell’immagine di Cristo più diffusa nell’immaginario collettivo occidentale. A Rimini l’incontro non è un semplice omaggio nostalgico: pochi mesi fa lo stesso Powell aveva ricevuto un riconoscimento dedicato a Zeffirelli, segno di quanto quell’eredità continui a essere rivendicata dall’industria. Il festival celebra la ricorrenza inserendola tra gli appuntamenti clou della manifestazione, accanto ad altri anniversari simbolici della televisione italiana e internazionale.
Poche ore prima, alle 18 in Sala Federico, il Fulgor ospita un dialogo di tutt’altro segno ma di pari peso specifico: quello tra Steve Stark e David W. Zucker, moderato da Carlo Chatrian. Stark ha prodotto titoli che hanno ridefinito lo streaming come The Handmaid’s Tale, Mercoledì e Fargo; Zucker, dirigente creativo e produttore esecutivo, porta in dote una filmografia che include The Good Wife, The Man in the High Castle e Dope Thief. Il loro confronto guarda avanti, verso il ruolo che le grandi case creative americane giocheranno nel prossimo ecosistema audiovisivo, in un momento in cui la produzione internazionale cerca nuovi equilibri tra piattaforme, budget e mercati locali.

Victor BELMONDO
Camille RAZAT
La giornata riminese si apre però molto prima, con un fenomeno che negli ultimi anni ha cambiato le abitudini televisive di mezza Europa: le soap turche, le dizi. Al Teatro Galli, dove l’evento è stato spostato dopo il sold out immediato del Fulgor, alle 12 salgono sul palco Özge Gürel e Serkan Çayoğlu, coppia amatissima sia sullo schermo sia nella vita reale. Con loro, moderata da Ilaria Ravarino, la conversazione affronta le ragioni di un successo che ha superato i confini turchi per conquistare pubblici lontanissimi tra loro, dall’Italia al Sud America, complice un mercato della serialità sempre più interconnesso in cui gli attori diventano essi stessi prodotto d’esportazione.
Sempre al Galli, alle 13, tre appuntamenti raccontano il prossimo futuro della fiction Mediaset. Francesca Chillemi apre gli Italian Showcase insieme a Rodrigo Guirao Díaz, nuovo protagonista maschile al fianco dell’attrice nella terza stagione di Viola come il mare, di cui viene mostrata una clip esclusiva. Seguono le presentazioni di Erica una detective per caso e Il labirinto delle farfalle, con la partecipazione di Daniele Cesarano, Head of Drama per RTI. A moderare i tre incontri è Mario Manca.
Il capitolo internazionale della giornata prosegue alle 20 al Fulgor con l’anteprima italiana del primo episodio di Secret Service, produzione britannica diretta da James Marsh e interpretata da Gemma Arterton e Rafe Spall, tratta dalla trilogia di romanzi di Tom Bradby. Una spy story che promette eleganza visiva e ambiguità morale, in perfetta linea con la tradizione del genere.

Alle 21 tocca alla comicità italiana, con Alessandro Betti che presenta Super Market, la nuova serie del collettivo Il Terzo Segreto di Satira in arrivo su Prime Video il 17 luglio. La serie, come racconta la sinossi ufficiale, mette al centro le dinamiche tragicomiche di un supermercato di quartiere alle prese con il rischio di chiusura, ed è raccontata sul palco insieme a Marta Zoboli, Davide Calgaro, Tommaso Cassissa e ai vertici di Banijay Italy e Prime Video Italia.
La serata prosegue con due incontri che spostano lo sguardo verso il cinema d’autore europeo. Virginie Ledoyen, reduce dall’apprezzata prova nel film di Valérie Donzelli presentato alla scorsa Mostra di Venezia, arriva al Fulgor con il regista Gaël Morel per Le Rouge et le Noir, in concorso nella sezione internazionale del festival. Chiude la giornata, alle 22.30, uno degli eventi più identitari del programma: la sceneggiatrice e regista Sally Wainwright, firma di titoli che hanno segnato la serialità queer e drammatica britannica come Happy Valley e Gentleman Jack, presenta insieme all’interprete Tamsin Greig la serie BBC Riot Women, ancora inedita in Italia, storia di cinque donne che decidono di formare una band punk per ribaltare le proprie esistenze.
Nel complesso, la domenica di Rimini funziona come una sintesi perfetta di ciò che l’Italian Global Series vuole essere: un luogo dove il mito televisivo di Zeffirelli convive con la macchina produttiva hollywoodiana di Stark e Zucker, dove le dizi turche dialogano con la comedy italiana e il drama britannico. Difficile trovare, nel panorama festivaliero europeo dedicato alla serialità, una giornata capace di tenere insieme cinquant’anni di storia della televisione e le uscite più attese dei prossimi mesi con la stessa naturalezza.













