Home News‘X-Files’: il pilot di Ryan Coogler è nel cantiere, ora la decisione sta a Hulu

‘X-Files’: il pilot di Ryan Coogler è nel cantiere, ora la decisione sta a Hulu

tra il pilot appena girato da Ryan Coogler e la director's cut di Chris Carter, il franchise prova a riaprire il caso senza tradire la sua memoria.

by Valeria Bernardo

Il seminterrato dell’FBI dove nascevano i casi impossibili ha riaperto le porte, almeno per una prova. Ryan Coogler ha chiuso le riprese del pilot del nuovo X-Files, e la conferma è arrivata direttamente da uno dei suoi protagonisti.

Himesh Patel, promuovendo Enola Holmes 3, ha raccontato che le riprese sono terminate ma resta la variabile più importante di tutte: Hulu non ha ancora dato il via libera definitivo alla serie, motivo per cui l’attore ha scelto parole caute invece di annunci trionfali. Lo stesso Patel, interpellato sul progetto, ha dichiarato di non volersi sbilanciare troppo, ma ha confermato un punto chiave: “non voglio dire nulla che mi faccia sparire”, scherzando, per poi precisare che lui e Danielle Deadwyler interpretano personaggi completamente nuovi e hanno appena concluso il pilot.

Il progetto, che sul set aveva il titolo di lavorazione Alphabet Soup, porta la firma di Coogler in un ruolo totale: il regista ha scritto e diretto il pilot sotto la sua etichetta Proximity Media, con Chris Carter, creatore della serie originale, come produttore esecutivo e Jennifer Yale come showrunner. La produzione arriva per Hulu tramite Onyx Collective e 20th Television, e il pilot era stato ufficialmente messo in cantiere all’inizio dell’anno prima di entrare in lavorazione a maggio.

La trama ufficiale, diffusa dagli studi, resta volutamente scarna ma riconoscibile: due agenti dell’FBI molto decorati ma profondamente diversi, interpretati da Deadwyler e Patel, stringono un legame inaspettato quando vengono assegnati a una divisione da tempo chiusa, dedicata ai casi legati a fenomeni inspiegabili. La produzione ha scelto una strada precisa fin dall’inizio: Deadwyler e Patel non interpretano nuove versioni di Mulder e Scully, ma personaggi del tutto inediti, una decisione che allontana il progetto dal semplice remake e lo trasforma in qualcosa di più simile a uno spin-off ambientato nello stesso universo narrativo.

Non manca però il legame fisico con l’immaginario originale. Le riprese si sono svolte infatti a Vancouver, città che aveva già ospitato le prime stagioni della serie negli anni novanta e, più avanti, anche il revival degli anni dieci. Accanto ai due protagonisti, il cast si è arricchito di nomi di peso: Amy Madigan, reduce dal premio Oscar come miglior attrice non protagonista per Weapons, Steve Buscemi, Ben Foster, Devery Jacobs, Lochlyn Munro, Tantoo Cardinal, Joel D. Montgrand e Sofia Grace Clifton sono stati annunciati in ruoli ricorrenti, segno che Hulu sta trattando l’operazione con un’ambizione superiore al semplice recupero nostalgico.

Al momento, nessuno dei due volti storici della serie risulta coinvolto nella nuova produzione: né Anderson né Duchovny sono al momento legati al pilot di Coogler. Gillian Anderson, però, ha lasciato intendere di aver seguito da vicino lo sviluppo del progetto, dichiarando di aver letto la sceneggiatura di Coogler e invitando il pubblico ad avere una mente aperta.

Mentre il pilot aspetta il verdetto di Hulu, Chris Carter ha portato a termine un’operazione diversa ma altrettanto significativa: una director’s cut di X-Files: Voglio Crederci, il secondo film della saga, uscito nel 2008 e da sempre considerato uno dei capitoli più discussi dell’universo creato da Carter.

Il film, che vedeva tornare David Duchovny, Gillian Anderson e Mitch Pileggi nei rispettivi ruoli, aveva scelto di allontanarsi dalla mitologia aliena per raccontare una storia più intima, sospesa tra fede, colpa e indagine. Questa natura laterale, unita a un percorso produttivo travagliato, lo ha reso un oggetto difficile da collocare nel canone della serie. Carter stesso ha spiegato più volte le ragioni di quel compromesso: intervenendo al podcast Fail Better With David Duchovny, il regista ha ammesso che “l’ho reso troppo spaventoso, in pratica, e me lo hanno fatto notare i vertici della Fox, che volevano un film PG-13”. Le richieste dello studio, però, non si sono fermate lì: nemmeno i tagli successivi bastarono a soddisfare i criteri dell’MPAA, che chiese ulteriori riduzioni prima di concedere il rating desiderato.

Quella versione ridimensionata ha convissuto per anni con un’altra, mai vista, che Carter aveva in mente fin dal montaggio originale. Lo stesso regista ha chiarito che la nuova director’s cut non va confusa con l’edizione estesa già distribuita in home video nel 2008, che aggiungeva solo pochi minuti di girato: “ora ho la possibilità di tornare indietro e realizzare il film spaventoso che avevo sempre intenzione di fare”, ha spiegato, precisando che non si tratta soltanto di confezionare una director’s cut per il gusto di farlo.

La nuova versione è arrivata su Disney+ l’11 giugno 2026, disponibile come contenuto bonus all’interno della pagina dedicata al film, accanto alla versione teatrale del 2008. Si tratta di un’operazione distinta rispetto al cut esteso già presente su DVD dal 2009, pensata per restituire il tono horror che Carter aveva immaginato fin dall’inizio e che i vincoli di rating gli avevano impedito di portare sullo schermo. Al momento non risultano informazioni certe su un’eventuale disponibilità della director’s cut nel catalogo italiano di Disney+.

Il quadro che emerge in queste settimane racconta bene la condizione attuale di molti marchi storici del piccolo e grande schermo: non basta più riattivarli, bisogna anche negoziare con la loro memoria. Da un lato Coogler prova a spostare X-Files in avanti, affidando la vecchia divisione dell’FBI a due agenti mai visti prima e a una sensibilità autoriale diversa da quella con cui il pubblico ha conosciuto Mulder e Scully. Dall’altro, Carter torna indietro di quasi vent’anni per correggere una frattura che era rimasta aperta nella storia del franchise, restituendo a Voglio Crederci la forma che aveva immaginato fin dal principio.

Restano aperte due domande, entrambe legate al tempo più che al passato: se Hulu deciderà di trasformare il pilot in una serie vera e propria, e se il pubblico di oggi, già abituato a complotti, teorie e misteri diffusi ovunque nella cultura contemporanea, saprà ancora trovare in X-Files quella stessa inquietudine che lo rese, negli anni novanta, uno dei racconti più originali della televisione americana.

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