Home Film‘L’estate che finì due volte’ debutta a Locarno 2026

‘L’estate che finì due volte’ debutta a Locarno 2026

Il film di Matteo Incollu, ambientato in Sardegna, entra nella neonata sezione competitiva Locarno Kids Screenings della 79ª edizione del festival.

by Mauro Terrone

Una barca da rimettere a nuovo, una casa che il paese chiama maledetta, e una bambina che da quel momento vede i morti camminare tra i vivi: L’estate che finì due volte, il film di Matteo Incollu, porta la Sardegna sul palcoscenico internazionale del Locarno Film Festival. La pellicola è stata selezionata per l’anteprima mondiale nella sezione Locarno Kids Screenings, che quest’anno vive una svolta significativa nella storia della manifestazione.

Il regista, originario di Baunei, vede il proprio lavoro debuttare in un contesto che negli ultimi anni ha costruito una vetrina sempre più solida per il cinema dedicato a un pubblico giovane. Il Locarno Film Festival 2026 amplia la propria offerta con Locarno Kids Screenings, che diventa una sezione competitiva ufficiale, un concorso internazionale dedicato ai lungometraggi pensati per il pubblico più giovane e per le famiglie. Sette film, presentati in prima mondiale o internazionale, sono stati selezionati per partecipare alla prima edizione di un concorso internazionale pensato per coinvolgere il pubblico di tutte le età.

La Sardegna, con i suoi paesaggi selvaggi, diventa il palcoscenico di una storia sospesa tra onirico e reale. Protagonista è Alessandra, undici anni, che vive sola con il padre musicista jazz in una vecchia casa padronale ai margini del mondo dei vivi. Da quando una sfida con i bulli del paese la costringe a varcare la soglia della casa temuta da tutti, il suo sguardo cambia per sempre: donne in nero che ridono, uomini spettrali che affiorano dall’acqua del lago, bambini senza nome fermi sotto il sole. Presenze che si fanno sempre più nitide e opprimenti nella luce accecante dell’estate, mentre l’unico fantasma che non si manifesta mai è proprio quello della madre scomparsa.

È qui che il film costruisce il suo nucleo più delicato: il bisogno di Alessandra di capire il proprio passato si scontra con l’incapacità di comunicare con l’amico Matteo, l’unico che potrebbe aiutarla a restare ancorata alla realtà. Quando anche lui si allontana, la bambina resta sola, attratta dai riflessi luminosi del regno dei morti, fino a scivolare pericolosamente vicino a quel confine che nessuno dovrebbe attraversare. Il racconto si regge sul rapporto tra genitori e figli e sulla forza salvifica dell’amicizia, temi che la sezione Locarno Kids Screenings sembra aver messo al centro della propria linea editoriale per questa prima edizione competitiva.

Non è un caso isolato: il concorso mescola sguardi molto diversi tra loro. Gli altri film in concorso sono il documentario naturalistico svizzero Derborence Le Temps des Animaux di Vincent Chabloz, l’animazione francese New York, Miriam et moi di Rémy Schaepman e Léahn Vivier-Chapas, quella colombiana MU-KI-RA di Estefanía Piñeres Duque, il film d’avventura messicano Los nuevos di Rodrigo Plá, il racconto di formazione tedesco Paradeisa di Marleen Valien e il documentario sociale danese If Luck Will Come di Camille Bildsøe, che segue un circo per bambini di strada in Afghanistan. A giudicare i film sarà una giuria composta da giovani partecipanti dagli 11 ai 15 anni, che decreterà il film vincitore del Locarno Kids Award la Mobiliare.

La curatrice della sezione ha raccontato lo spirito di questa prima edizione competitiva con parole che sembrano descrivere perfettamente anche il percorso della piccola Alessandra: “Per il primo anno in cui Locarno Kids Screenings diventa una sezione competitiva, abbiamo concepito un programma libero di attraversare tutte le possibilità del cinema, con la volontà di comporre un viaggio sorprendente e accessibile anche ai più piccoli, senza rinunciare alle complessità del mondo contemporaneo, sollevando interrogativi educativi, ambientali e sociali. I piccoli protagonisti dei nostri film, accompagnati da una moltitudine di animali guida e amici fedeli, ci faranno scoprire il difficile viaggio verso l’indipendenza.”

L’estate che finì due volte arriva a Locarno con un cast composto da Ginevra Mascia, Noé Frei Cruzinha, Felice Montervino e Francesca Spano, ed è una produzione Mommotty in associazione con Terra de Punt, realizzata con il contributo della Regione Sardegna e il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e del Comune di Cagliari. Un progetto radicato nel territorio isolano che ora si misura con un pubblico internazionale, in un festival che è la più rilevante manifestazione cinematografica svizzera e tra le più importanti d’Europa.

La 79esima edizione di Locarno Film Festival si terrà dal 5 al 15 agosto 2026, e per la prima volta i giovanissimi spettatori avranno un peso reale nell’assegnazione di un premio della sezione a loro dedicata. Il film di Incollu arriva a questo appuntamento con una storia che parla di lutto, memoria e amicizia senza addolcire la materia: la bambina protagonista non insegue un fantasma consolatorio, ma affronta un vuoto che rischia di inghiottirla. È in questo equilibrio, tra la leggerezza richiesta da una sezione pensata anche per i più piccoli e la densità di un tema come l’elaborazione della perdita, che si gioca la scommessa più interessante del film: dimostrare che il cinema per ragazzi non debba per forza abbassare lo sguardo sulla complessità della vita, nemmeno quando la vita in questione riguarda la morte.

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